/
/

Perché le organizzazioni dovrebbero investire nell’automazione e nell’hardening degli endpoint?

di Brittany Brown
Immagine blog posto su ll'hardening degli endpoint

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

 Punti chiave

  • L’hardening degli endpoint è fondamentale per la sicurezza informatica nel 2025 e nel 2026, in quanto consente di ridurre rischi quali malware, furto di credenziali e appropriazione indebita di account.
  • Una solida strategia di hardening degli endpoint offre 9 vantaggi chiave per l’azienda, tra cui risparmi sui costi, conformità, efficienza e maggiore soddisfazione del personale IT.
  • Le attività pratiche di hardening previste per il 2025 e il 2026 comprendono l’applicazione dell’autenticazione a più fattori (MFA), la crittografia dei dischi, la disabilitazione dei protocolli non sicuri e la verifica periodica delle configurazioni.
  • Sfide comuni quali la limitatezza delle risorse, le lacune nella visibilità e le deviazioni di configurazione rendono difficile mantenere su larga scala il rafforzamento manuale degli endpoint.
  • L’automazione migliora la protezione degli endpoint riducendo gli errori umani, consentendo al reparto IT di risparmiare tempo, migliorando la conformità e prevenendo le deviazioni di configurazione.

L’hardening degli endpoint, talvolta denominato “rafforzamento della sicurezza degli endpoint”, è la pratica che mira a potenziare la sicurezza a livello di dispositivo. Poiché proteggere gli endpoint è alla base di ogni altra azione di sicurezza da adottare, è importante investire il più possibile nell’hardening degli endpoint.

In questo articolo illustreremo l’importanza di definire una strategia di hardening degli endpoint e parleremo di come automatizzare alcune delle attività di sicurezza più critiche per ridurre i rischi, migliorare la conformità e liberare risorse IT.

Esegui l’hardening degli endpoint e automatizza le difese per migliorare il tuo livello di sicurezza.

⬇️Scarica la nostra guida pratica sull’hardening degli endpoint.

Perché l’hardening degli endpoint è importante per la sicurezza informatica?

Secondo Anne Neuberger, Deputy National Security Advisor for Cyber and Emerging Technologies, il costo annuale previsto della criminalità informatica a livello mondiale raggiungerà i 23 trilioni di dollari nel 2027. Questo sembra confermare i risultati delle nostre ricerche:

Sebbene l’hardening degli endpoint debba essere al centro di una buona strategia moderna di sicurezza informatica, molte organizzazioni non stanno adottando le misure di base necessarie per garantire un hardening completo degli endpoint. Senza una base solida, le organizzazioni possono ritrovarsi a sprecare più denaro e tempo per cercare di risolvere problemi che avrebbero potuto essere evitati.

Sfide comuni relative all’hardening degli endpoint e lacune di sicurezza

Nel “Digital Defense Report 2024” di Microsoft (la versione più recente al momento dell’aggiornamento di questo artidcolo) sono state evidenziate diverse tendenze allarmanti. In particolare, i clienti di Microsoft devono ora affrontare in media 600 milioni di attacchi informatici al giorno da parte di soggetti malintenzionati, un dato che evidenzia il panorama delle minacce in forte espansione.

Il rapporto ha inoltre rilevato che gli episodi legati al ransomware sono aumentati di 2,75 volte rispetto all’anno precedente, sebbene la percentuale di attacchi che raggiungono la fase di crittografia sia diminuita di oltre tre volte, grazie al miglioramento delle capacità di neutralizzazione automatica delle minacce. È da notare che oltre il 90% di questi attacchi riusciti ha avuto origine da dispositivi non gestiti, il che sottolinea l’importanza del controllo e dell’hardening degli endpoint.

9 vantaggi di una strategia di hardening degli endpoint

Dedicare del tempo alla sicurezza degli endpoint può comportare numerosi vantaggi sia per i team IT che per l’azienda nel suo complesso. Una strategia di hardening degli endpoint ben attuata offre i seguenti vantaggi:

BeneficiRisultato aziendale
Una rete più sicuraRiduzione del rischio di violazioni e attacchi
Maggiore conformitàConformità alle norme HIPAA, PCI-DSS, ISO 27001 e NIS2
Maggiore efficienzaMiglioramento dell’affidabilità dei dispositivi e riduzione dei tempi di inattività
Risparmio sui costiMaggiori probabilità di evitare costi legati alle violazioni dei dati, pari a svariati milioni di dollari
Maggiore visibilitàMonitoraggio completo degli endpoint ibridi/remoti
Soddisfazione dei dipendenti del settore ITPiù tempo per il personale, che viene liberato dalle attività ripetitive, cosa che favorisce la fidelizzazione
Maggiore automazioneLinee di base coerenti che migliorano le difese basate su AI
Superficie di attacco ridottaRimozione di app, account e servizi non necessari
Maggiore scalabilitàMaggiore scalabilità dei dispositivi con hardening, anche in ambienti di grandi dimensioni

1. Una rete più sicura

Rafforzando la sicurezza dei dispositivi endpoint, le organizzazioni possono ridurre il rischio di violazioni dei dati e attacchi informatici. Con gli endpoint protetti contro gli exploit più comuni, gli aggressori devono affrontare maggiori ostacoli quando tentano di penetrare nella rete.

2. Maggiore conformità agli standard del settore

L’hardening degli endpoint può aiutare le organizzazioni a soddisfare i requisiti normativi e gli standard di settore relativi alla sicurezza dei dati, quali HIPAA, PCI-DSS, ISO 27001 e NIS2. Disporre di dispositivi protetti fornisce inoltre le prove verificabili che i quadri normativi e le compagnie assicurative ormai richiedono.

3. Maggiore efficienza

Le organizzazioni possono ridurre gli arresti anomali, i tempi di inattività e i ticket di assistenza eliminando le app non necessarie, disabilitando i protocolli non sicuri e applicando configurazioni uniformi.

4. Risparmio sui costi

Prevenendo le violazioni dei dati e gli attacchi informatici, l’hardening degli endpoint può aiutare le organizzazioni a evitare le costose conseguenze degli incidenti di sicurezza. Considerando che nel 2024 il costo medio di una violazione dei dati supererà i 4,88 milioni di dollari (IBM), l’adozione di misure proattive di hardening rappresenta una strategia finanziaria intelligente.

5. Maggiore visibilità e controllo sugli endpoint

La definizione di criteri di sicurezza di base per tutti i dispositivi offre ai team IT una chiara visibilità su quali endpoint siano conformi, quali si stiano discostando dagli standard e quali richiedano un intervento. Ciò è particolarmente importante negli ambienti di lavoro a distanza e ibridi.

6. Maggiore soddisfazione e fidelizzazione dei dipendenti del settore IT

Dover affrontare continuamente problemi relativi agli endpoint può diventare frustrante per il personale IT. Grazie a endpoint protetti, si riducono le vulnerabilità di sicurezza ricorrenti e gli errori di configurazione, consentendo ai dipendenti di dedicare più tempo a progetti di grande impatto e allo sviluppo delle proprie competenze.

7. Basi più solide per AI e automazione

Criteri di hardening coerenti favoriscono l’efficace funzionamento degli strumenti di sicurezza basati sull’intelligenza artificiale e dei flussi di lavoro di correzione automatizzati. Ciò riduce i falsi positivi, accelera il rilevamento e consente una gestione della sicurezza scalabile.

8. Riduzione della superficie di attacco e dell’esposizione al rischio

L’hardening degli endpoint riduce al minimo il numero di punti di accesso vulnerabili, eliminando servizi non necessari, account e software obsoleti. Ciò riduce la superficie di attacco dell’azienda, migliorando direttamente il suo profilo di rischio complessivo.

9. Prestazioni e scalabilità migliorate

I dispositivi ottimizzati e con hardening funzionano più velocemente e richiedono meno risorse. Ciò non solo migliora le prestazioni quotidiane, ma facilita anche la scalabilità delle operazioni IT in ambienti estesi e distribuiti.

Esempi di attività di hardening degli endpoint nel 2025 e 2026

L’hardening degli endpoint non è un’azione isolata, ma una combinazione di criteri, configurazioni e pratiche di monitoraggio che, agendo in sinergia, garantiscono la sicurezza dei dispositivi. Di seguito sono riportati gli ambiti fondamentali che ogni organizzazione dovrebbe affrontare, con le best practice aggiornate per il 2025 e il 2026.

Protezione dell’accesso degli account

Controllare le modalità di autenticazione degli utenti e i privilegi di cui dispongono è uno dei modi più efficaci per ridurre il rischio di violazioni. Gli account poco sicuri o non gestiti continuano a rappresentare uno dei principali punti di accesso per i malintenzionati.

Configurazione dei dispositivi

Il modo in cui un dispositivo è configurato influisce direttamente sul suo livello di sicurezza. Gli endpoint configurati in modo errato sono spesso gli obiettivi più facili per i malintenzionati.

  • Abilita l’avvio sicuro per impedire il caricamento di firmware o sistemi operativi non autorizzati
  • Disattiva le USB
  • Crittografa il disco
  • Blocca le chiamate di rete dalle applicazioni (notepad, wscript, cscript ecc.)
  • Riduci l’esposizione delle porte aperte tramite la configurazione del firewall
  • Abilita ed estendi il logging per garantire la visibilità in materia di sicurezza
  • Disabilita i protocolli non sicuri come SMBv1, Telnet e HTTP
  • Proteggi con password il BIOS/UEFI e disabilita l’avvio da supporti esterni
  • Applica linee guida di configurazione sicure (per esempio i benchmark CIS o le linee guida NIST)

Gestione di software e applicazioni

Ogni applicazione presente su un dispositivo rappresenta un potenziale vettore di attacco. Il processo di hardening prevede la rimozione dei software non necessari e la verifica che gli strumenti supportati siano aggiornati.

  • Rimuovi le app potenzialmente dannose o non approvate
  • Rimuovi il software non più supportato o arrivato alla fine del suo ciclo di vita
  • Implementa e gestisci soluzioni antivirus/EDR con funzionalità di rilevamento basate su AI
  • Implementa soluzioni di gestione delle password su tutti gli endpoint
  • Abilita i firewall integrati o di terze parti con regole gestite a livello centrale
  • Rimuovi o limita l’esecuzione di file binari/eseguibili obsoleti o inutilizzati
  • Impedisci agli utenti finali di installare app non autorizzate
  • Applica la whitelist/allowlist delle applicazioni per i sistemi critici

Auditing e monitoraggio continuo

Audit regolari e monitoraggi periodici garantiscono che i controlli rimangano in vigore e siano efficaci anche con l’evolversi delle minacce.

  • Verifica regolarmente l’hardening dei dispositivi in base agli standard di conformità
  • Automatizza il rilevamento e la correzione delle variazioni di configurazione
  • Monitora i log alla ricerca di anomalie tramite piattaforme SIEM o XDR
  • Monitora l’inventario degli endpoint negli ambienti on-premise, cloud e remoti
  • Genera report sulla conformità ai requisiti previsti per gli audit e le assicurazioni contro i rischi informatici

Questi esempi non intendono costituire un elenco esaustivo, ma rappresentano un ottimo punto di partenza per chi desidera ampliare la propria strategia di hardening degli endpoint.

Hardening degli endpoint e conformità nel 2025 e 2026: Come può aiutarti NinjaOne

La maggior parte dei quadri normativi richiede alle organizzazioni di disporre di una solida strategia di hardening degli endpoint, che includa la conservazione di prove pronte per gli audit. Vediamo in che modo l’hardening degli endpoint supporta alcuni dei principali standard di conformità per il 2025 e 2026.

  • HIPAA (Legge sulla portabilità e la responsabilità nell’assicurazione sanitaria): Obbliga le strutture sanitarie a proteggere i dati dei pazienti. L’hardening degli endpoint contribuisce a questo obiettivo crittografando i dischi, imponendo l’autenticazione a più fattori (MFA) e limitando l’uso di applicazioni non autorizzate che potrebbero compromettere la riservatezza delle informazioni sanitarie protette (PHI).

💡 NinjaOne garantisce la conformità alle norme HIPAA grazie a funzionalità di automazione integrate per il patching, il logging e le linee guida di sicurezza su tutti gli endpoint del settore sanitario. Infatti, NinjaOne offre un servizio di backup in cloud eccellente per la confromità HIPAA

  • PCI-DSS (Standard di sicurezza nel settore delle carte di credito e debito): Si applica a qualsiasi azienda che tratti i dati dei titolari di carte. Misure di hardening quali disabilitare i protocolli non sicuri, l’utilizzo di password complesse e il patching del software, riducono il rischio di furto di dati e contribuiscono al superamento degli audit PCI.

💡NinjaOne implementa controlli di sicurezza che regolano l’autenticazione, l’autorizzazione e l’accesso, impedendo così atti dolosi. Tali controlli sono disponibili per la consultazione nella nostra attestazione SOC2. Tieni presente, tuttavia, che al momento della stesura del presente documento NinjaOne non è conforme allo standard PCI. 

  • ISO 27001: Questo standard globale pone l’accento sulla gestione della sicurezza delle informazioni. L’applicazione del principio del minimo privilegio, il monitoraggio delle variazioni di configurazione e il mantenimento delle linee guida di riferimento per gli endpoint sono controlli essenziali per restare in linea con i requisiti della norma ISO 27001.

💡NinjaOne è conforme alla norma ISO 27001 e offre visibilità centralizzata, controlli automatizzati di conformità e report dettagliati.

  • Direttiva NIS2 (UE): Le norme NIS2 aggiornate estendono gli obblighi in materia di sicurezza a tutti i settori critici in Europa. L’hardening degli endpoint fornisce le misure tecniche di protezione che le organizzazioni devono dimostrare per garantire la conformità.

💡NinjaOne è il tuo alleato per prepararti all’NIS2. La piattaforma aiuta le aziende del settore IT a conformarsi alla direttiva NIS2 garantendo configurazioni coerenti degli endpoint, correzioni automatizzate e log pronti per gli audit. 

  • CMMC (Certificazione del modello di maturità in materia di sicurezza informatica): Obbligatorio per gli appaltatori del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, il CMMC pone l’accento sulla sicurezza degli endpoint nell’ambito della protezione delle informazioni non classificate soggette a controllo (CUI).

💡NinjaOne supporta il CMMC automatizzando gli aggiornamenti, applicando il principio del minimo privilegio e documentando le attività di conformità a fini di audit.

  • FedRAMP (Programma federale di gestione dei rischi e delle autorizzazioni): FedRAMP richiede ai fornitori di servizi cloud di dimostrare il rispetto di rigorosi standard di sicurezza degli endpoint e di gestione della configurazione. Pratiche di hardening degli endpoint quali l’avvio sicuro, il logging e l’implementazione di soluzioni EDR, sono fondamentali.

💡NinjaOne ha ottenuto l’autorizzazione GovRAMP e la designazione “FedRAMP Ready” grazie a flussi di lavoro automatizzati e sicuri, logging centralizzato e visibilità degli endpoint in tutti gli ambienti.

Le sfide legate all’hardening degli endpoint

Anche con un elenco di controllo chiaro delle best practice, una strategia di hardening degli endpoint può comunque presentare delle difficoltà, soprattutto in ambienti complessi o ibridi. Per esempio:

1. Limiti delle risorse nei team IT

L’hardening dei dispositivi richiede tempo, competenza e costante vigilanza. I reparti IT sovraccarichi di lavoro tendono spesso a dare priorità alla risoluzione dei problemi urgenti piuttosto che alle misure di sicurezza a lungo termine, lasciando gli endpoint insufficientemente protetti.

2. Visibilità limitata su tutti gli endpoint

Con il lavoro ibrido, i modelli BYOD e la diffusione dell’IoT, può diventare difficile (e costoso) mantenere un inventario completo e in tempo reale degli endpoint. I dispositivi IT non gestiti o “shadow IT” creano punti ciechi che i malintenzionati possono sfruttare.

💡Consiglio dell’esperto: Per ulteriori informazioni, consigliamo di leggere questa guida, intitolata Guida alla sicurezza BYOD.

3. Complessità della conformità

I diversi quadri normativi prevedono requisiti che, pur sovrapponendosi, sono distinti in materia di sicurezza degli endpoint. In assenza di un sistema centralizzato di controllo dell’applicazione delle norme, garantire e documentare la conformità può risultare un compito arduo.

4. Deviazioni nella configurazione e configurazioni errate

Le patch, gli aggiornamenti e le azioni degli utenti possono inavvertitamente annullare le misure di protezione, creando vulnerabilità nascoste, a meno che non siano in atto procedure continue di monitoraggio e correzione.

5. Resistenza e opposizione al cambiamento da parte degli utenti finali

Limitare l’installazione di app, disabilitare le porte USB o imporre l’autenticazione a più fattori (MFA) può talvolta creare frustrazione tra i dipendenti, portandoli a ricorrere a soluzioni alternative che compromettono la sicurezza. Trovare il giusto equilibrio tra usabilità e protezione è una sfida costante.

Queste sfide mettono in evidenza una cosa: Sebbene l’hardening degli endpoint sia fondamentale, la sua gestione manuale può rivelarsi un compito gravoso per i team IT (soprattutto per quelli più piccoli). È proprio qui che l’automazione può rappresentare una svolta decisiva.

In che modo l’automazione migliora la protezione degli endpoint

Non c’è dubbio che investire tempo nella protezione degli endpoint può essere un’impresa che richiede molto lavoro. Richiederà una grande larghezza di banda, che può essere difficile da trovare all’interno dei reparti IT già sovraccarichi. Tuttavia, se un team IT ha i mezzi per investire nell’automazione IT, il processo di hardening degli endpoint può essere altamente semplificato.

Perché l’automazione IT è fondamentale per la sicurezza informatica

Se sei alle prime armi nel mondo dell’automazione IT o non hai ancora avuto modo di investire in questo settore, ci sono moltissimi motivi per cui dovresti valutare l’automazione, uno strumento davvero potente da avere nel tuo arsenale.

Nel rapporto di IBM intitolato Cost of a Data Breach (Il costo di una violazione dei dati), è emerso che le organizzazioni che avevano implementato pienamente un programma di automazione con utilizzo di AI sono state in grado di identificare e contenere una violazione con 28 giorni di anticipo rispetto a quelle che non lo avevano fatto, risparmiando circa 3 milioni di dollari USA in costi.

Tuttavia, è importante notare che l’automazione non è un approccio del tipo “tutto o niente”. Le organizzazioni con un programma di automazione a AI parzialmente implementato hanno comunque ottenuto risultati significativamente migliori rispetto a quelle che non ne avevano uno.

6 modi in cui l’automazione migliora l’hardening degli endpoint

Ma perché l’automazione è importante, in particolare nell’ambito dell’hardening degli endpoint?

1. Riduce il rischio di errore umano

Purtroppo, per quante volte si esegua lo stesso processo, c’è sempre la possibilità che subentri un errore umano. I dispositivi e le vulnerabilità possono essere trascurati attraverso un processo manuale, anche con un monitoraggio proattivo. Con l’automazione, i potenziali problemi possono essere individuati e risolti il prima possibile.

2. Riduce il tempo dedicato alle attività manuali

Le attività manuali sono spesso quelle che richiedono più tempo, ma la buona notizia è che sono anche le più adatte all’automazione IT. Per esempio, invece di abilitare il firewall su ogni singolo dispositivo, puoi utilizzare degli script per verificare automaticamente lo stato del firewall e abilitarlo su tutti i dispositivi in cui è disabilitato.

3. Migliora la soddisfazione dei dipendenti IT

Nessuno vuole passare giorni interi a controllare ogni singolo endpoint e a risolvere manualmente i problemi. Implementando pratiche di automazione, i dipendenti IT possono dedicare più tempo alle responsabilità che possono contribuire alla crescita della loro carriera. Non solo dedicheranno meno tempo ad attività ripetitive e noiose, ma potranno anche ampliare la propria esperienza nel campo dell’automazione e sviluppare competenze importanti, il che contribuirà a migliorare la fidelizzazione dei dipendenti.

4. Contribuisce a garantire la conformità

A seconda del settore in cui opera la tua organizzazione, potresti essere soggetto a una serie di norme di conformità. L’automazione delle azioni di conformità contribuirà a garantire che l’organizzazione rimanga conforme ed eviti potenziali sanzioni.

5. Consente il rilevamento e la risposta alle minacce in tempo reale

L’automazione, abbinata a strumenti di rilevamento degli endpoint basati su AI, accelera l’identificazione e il contenimento delle minacce — prima ancora che queste si aggravino — aiutando le organizzazioni a stare al passo con i metodi di attacco in continua evoluzione.

6. Previene le deviazioni dalle configurazioni e garantisce il rispetto della configurazione di riferimento

Il monitoraggio automatizzato garantisce il mantenimento delle configurazioni di hardening individuando e correggendo eventuali scostamenti, e riduce così il rischio di configurazioni errate trascurate e di vulnerabilità nascoste.

Automatizza i controlli di sicurezza e riduci i rischi prima che si trasformino in incidenti.

Scopri NinjaOne Endpoint Security.

Creare una base di sicurezza più solida grazie all’hardening degli endpoint e all’automazione

Rafforzare la sicurezza a livello di dispositivo è un passo fondamentale per creare una base solida, e l’utilizzo di uno strumento di automazione dedicato è un ottimo modo per rendere il processo più efficiente ed efficace.

Nel nostro Manuale per l’hardening degli endpoint, troverai cinque esercitazioni dettagliate su come utilizzare l’automazione nativa di NinjaOne per distribuire script, abilitare strumenti di sicurezza, espandere i log, proteggere le password e rimuovere il software potenzialmente dannoso.

Se desideri usufruire di una prova gratuita, iscriviti qui: https://www.ninjaone.com/it/prova-gratuita/

FAQs

La sicurezza degli endpoint è la disciplina più ampia che si occupa della protezione dei dispositivi tramite strumenti quali antivirus, EDR e firewall. L’hardening degli endpoint si concentra in particolare sul potenziamento delle configurazioni dei dispositivi, dei controlli di accesso e della gestione dei software, al fine di ridurre la superficie di attacco. In breve, l’hardening degli endpoint è una componente fondamentale della sicurezza degli endpoint.

Si prevede che i costi legati alla criminalità informatica raggiungeranno i 23 trilioni di dollari entro il 2027 e, secondo la nostra ricerca, gli hacker sono già in grado di penetrare nel 93% delle reti. In questo contesto, l’hardening degli endpoint garantisce che le misure fondamentali, come l’autenticazione a più fattori (MFA), vengano applicate in modo coerente, riducendo così il rischio di violazioni.

Tra gli ostacoli principali figurano la scarsità di risorse, la gestione dei dispositivi BYOD e IoT, i complessi requisiti di conformità e le discrepanze di configurazione. Senza l’automazione, i team IT spesso faticano ad applicare i criteri in modo coerente su centinaia o migliaia di endpoint.

L’automazione riduce gli errori umani, fa risparmiare tempo nelle attività ripetitive e garantisce il rispetto degli standard di sicurezza su tutti i dispositivi. Secondo il report IBM Cost of a Data Breach, sul costo delle violazioni dei dati, le organizzazioni che utilizzano l’automazione sono riuscite a contenere le violazioni con 28 giorni di anticipo e hanno risparmiato quasi 5 milioni di dollari per ogni incidente rispetto a quelle che non ne fanno uso.

I punti di partenza più efficaci sono: abilitare l’autenticazione a più fattori (MFA), applicare il principio del minimo privilegio, crittografare i dischi e rimuovere il software non supportato. Queste misure riducono drasticamente la superficie di attacco di un’organizzazione.

Ti potrebbe interessare anche

Pronto a semplificare le parti più complesse dell'IT?