/
/

Che cos’è la sicurezza degli endpoint? Come funziona e quali sono i migliori strumenti per gestirla

di Lauren Ballejos, IT Editorial Expert   |  
translated by Sergio Oricci
Sicurezza degli endpoint

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • La pratica che consiste nel proteggere i dispositivi connessi a Internet dagli attacchi informatici attraverso l’implementazione di strumenti di rilevamento, risposta e gestione.
  • Secondo il rapporto IBM “Cost of a Data Breach Report 2025”, il costo medio globale di una violazione dei dati ha raggiunto i 4,4 milioni di dollari
  • Monitoraggio e gestione degli endpoint, EDR, antivirus e anti-malware, modelli zero-trust e patch management automatizzato.
  • L’accesso alla rete Zero Trust (ZTNA) richiede una verifica continua di ogni utente, dispositivo e connessione all’interno dell’intero ambiente.
  • Tra le principali piattaforme di sicurezza degli endpoint nel 2026 figurano CrowdStrike Falcon, SentinelOne Singularity, Microsoft Defender for Endpoint, Palo Alto Cortex XDR e Bitdefender GravityZone.

Ancora oggi, le organizzazioni di tutto il mondo si stanno concentrando sul rafforzamento della sicurezza degli endpoint, soprattutto perché il costo medio globale delle violazioni dei dati sta aumentando in modo significativo. Infatti, secondo il rapporto di IBM “Cost of a Data Breach Report 2024”, tale costo ha raggiunto i 4,4 milioni di dollari. A tal proposito, la sicurezza degli endpoint è una componente fondamentale di ogni programma di sicurezza informatica, volta a impedire che minacce e attacchi causino danni all’ambiente IT.

Riduci le vulnerabilità degli endpoint unificando IT e sicurezza con NinjaOne.

Inizia la tua prova gratuita oggi stesso

Che cos’è la sicurezza degli endpoint?

La sicurezza degli endpoint si concentra sulla sicurezza e sulla protezione dei dispositivi endpoint dagli attacchi informatici e dalle minacce. I team IT e gli MSP utilizzano la gestione della sicurezza degli endpoint per supervisionare i proprio criteri, le prassi e le strategie in materia di sicurezza degli endpoint. Gli endpoint richiedono misure di sicurezza perché fungono da punti di accesso, o porte, ai dati, agli obiettivi e ad altre informazioni critiche di un’azienda. Qualsiasi dispositivo elettronico che comunica con una rete può essere considerato un endpoint.

📌 Guarda la nostra guida video intitolata La sicurezza degli endpoint: come funziona per una panoramica completa..

Tra gli esempi di endpoint utilizzati dalle organizzazioni figurano:

Endpoint

  • Computer desktop
  • Laptop
  • Smartphone
  • Tablet
  • Server
  • Workstation
  • Router e switch
  • Stampanti

Quali sono i 5 elementi principali della sicurezza degli endpoint?

Le aziende si affidano alle piattaforme di protezione degli endpoint (EPP) e agli strumenti di monitoraggio e gestione degli endpoint per proteggere in modo proattivo i dispositivi dalle minacce. È importante notare che la sicurezza degli endpoint non è un singolo processo, ma la combinazione e l’unificazione di più processi che proteggono e gestiscono gli endpoint. Ci sono cinque elementi, o processi, fondamentali della sicurezza degli endpoint su cui le organizzazioni si concentrano:

1) Monitoraggio e gestione degli endpoint

Le soluzioni di monitoraggio e gestione degli endpoint funzionano insieme ad altri strumenti di sicurezza degli endpoint per aggiornare i dispositivi, fornire dati telemetrici in tempo reale, accedere e controllare gli endpoint da remoto, gestire password e codici e molto altro ancora. Questi strumenti contengono tutto ciò che serve per garantire che i dispositivi siano sicuri, aggiornati e nelle mani giuste.

2) Rilevamento degli endpoint e risposta (EDR)

Gli strumenti EDR (Endpoint Detection and Response) sono soluzioni proattive per la sicurezza degli endpoint che analizzano il comportamento degli endpoint, identificano i modelli di minaccia, si adoperano per risolvere le minacce o gli attacchi e avvisano il team di sicurezza per segnalare i comportamenti sospetti. Queste funzioni aiutano i team di sicurezza IT ad affrontare le minacce ed a ottenere informazioni essenziali per risolvere rapidamente i problemi prima che sia troppo tardi.

Dal 2025, l’AI ha svolto un duplice ruolo nella sicurezza degli endpoint: da un lato, è alla base delle funzionalità avanzate di rilevamento e risposta delle piattaforme moderne, dall’altro viene sfruttata dai malintenzionati per generare nuovi tipi di malware e automatizzare campagne di phishing su larga scala. Inoltre, le moderne piattaforme EDR si integrano con strumenti di gestione delle identità e degli accessi (IAM) e di rilevamento e risposta alle minacce alle identità (ITDR), per contrastare gli attacchi basati sulle identità quali il furto di credenziali e l’escalation dei privilegi.

3) Antivirus e anti-malware

Gli antivirus e gli anti-malware rappresentano un’importante linea di difesa in un sistema di sicurezza degli endpoint, e il loro scopo principale è quello di rilevare e rimuovere malware dai dispositivi e dai sistemi operativi. Sebbene questi due strumenti siano simili, si occupano di minacce diverse. L’antivirus si occupa delle minacce già conosciute, come i worm o i virus, mentre l’anti-malware è specializzato nella risoluzione di minacce più avanzate, come il malware o persino lo spyware. Entrambi sono necessari per un sistema di sicurezza degli endpoint completo.

4) Modelli “zero-trust”

L’approccio “zero trust” è un concetto che gli esperti di sicurezza informatica applicano durante la configurazione dei dispositivi. In sostanza, il modello “zero trust” consiste nel non fidarsi di nulla all’inizio, per poi aggiungere sui dispositivi solo le applicazioni affidabili e necessarie. Un modello “zero-trust” rappresenta un approccio proattivo che consente al team IT di proteggere i dispositivi e ridurre gli errori umani.

Oggi, il modello “zero trust” si è evoluto in un modello completo di architettura di sicurezza — ZTNA, accesso alla rete zero trust— che richiede una verifica continua di ogni utente, dispositivo e connessione, non solo a livello perimetrale. Standard quali NIST SP 800-207 e i requisiti normativi CISA forniscono linee guida per l’implementazione a livello enterprise.

5) Patching e aggiornamenti software

Il patching dei dispositivi è un ottimo modo per rafforzare la sicurezza degli endpoint, ma non è così semplice come sembra. Esistono numerose sfide legate al patch management, che inducono i professionisti IT a relegare il patching in fondo alla loro lista di cose da fare.  Per risolvere questo problema e alleggerire il carico di lavoro dei propri team IT legato al patching, le organizzazioni ricorrono a strumenti automatizzati di patch management in grado di distribuire e gestire le patch con un intervento umano minimo.

Perché la sicurezza degli endpoint è importante?

Sebbene gli endpoint siano incredibilmente utili per le aziende, spesso risultano difficili da gestire e proteggere. Esistono numerose storie dell’orrore IT che dimostrano quanto sia importante mantenere aggiornati il software e i sistemi di sicurezza degli endpoint. Inoltre, ogni anno le aziende aggiungono sempre più endpoint ai loro ambienti IT. “Il 44% dei team IT gestisce tra i 5.000 e i 500.000 endpoint”, ha osservato IoT Analytics in merito alla crescita esplosiva degli endpoint trainata dall’IoT, prevedendo che entro il 2030 ci saranno oltre 39 miliardi di dispositivi IoT connessi . Senza una sicurezza affidabile, tutti questi endpoint sono a rischio e possono essere presi di mira da criminali informatici malintenzionati.

Quali sono i migliori strumenti per la sicurezza degli endpoint?

Il mercato della sicurezza degli endpoint ha raggiunto un livello di maturità significativo e gli strumenti che dominano il settore 2026 riflettono una transizione verso sistemi di rilevamento basati su AI, visibilità estesa sull’intera superficie di attacco e stretta integrazione con gli ambienti di gestione delle identità e cloud.

La lista che segue contiene una selezione di soluzioni leader di mercato. Per un confronto completo tra i fornitori, consulta l’ultimo Magic Quadrant di Gartner dedicato alle piattaforme per la protezione degli endpoint.

Il miglior strumento di livello enterprise per la protezione degli endpoint: CrowdStrike Falcon

CrowdStrike Falcon è ampiamente considerata una delle piattaforme per la sicurezza degli endpoint di livello enteprise più efficaci attualmente disponibili. Realizzata interamente nel cloud, Falcon utilizza l’intelligenza artificiale e l’analisi comportamentale per individuare e prevenire le minacce in tempo reale, compresi il malware senza file e gli attacchi zero-day che sfuggono agli strumenti basati sulle firme.

Il miglior strumento per il rilevamento delle minacce basato su AI: SentinelOne Singularity

SentinelOne Singularity adotta un approccio autonomo alla sicurezza degli endpoint, utilizzando l’AI per rilevare, rispondere e persino annullare gli effetti di un attacco, il tutto senza richiedere alcun intervento umano. Le sue funzionalità di rilevamento e risposta estesi (XDR) coprono i carichi di lavoro nel cloud, le identità e il traffico di rete da un’unica piattaforma.

Lo strumento ideale per le organizzazioni che fanno già parte dell’ecosistema Microsoft: Microsoft Defender for Endpoint

Microsoft Defender for Endpoint è diventata una delle soluzioni di sicurezza per endpoint di livello enterprise più diffuse al mondo, soprattutto perché è profondamente integrata in Windows e negli ambienti più ampi di Microsoft 365 e Azure. Offre una solida gestione delle minacce e delle vulnerabilità, funzionalità EDR e regole per la riduzione della superficie di attacco.

Il miglior strumento per la protezione a più livelli degli endpoint con un solido supporto per le PMI: Bitdefender GravityZone

Bitdefender GravityZone rimane una soluzione affidabile e conveniente, in particolare per le piccole e medie imprese che necessitano di una protezione solida e a più livelli, senza la complessità né i costi delle piattaforme di livello enterprise. Combina la prevenzione basata sul machine learning, l’EDR e l’analisi dei rischi in un’unica console.

Potenzia le difese dei tuoi endpoint con strategie collaudate. Guarda il video La sicurezza degli endpoint e scopri come creare un sistema di sicurezza più solido.

Crea una solida base per la sicurezza degli endpoint della tua organizzazione.

Scopri come NinjaOne Security può aiutarti

Gestisci la sicurezza degli endpoint con NinjaOne

NinjaOne aiuta i reparti IT e gli MSP a unificare e gestire tutti gli aspetti dei loro ambienti IT, compresa la sicurezza degli endpoint. Con la soluzione di monitoraggio e gestione degli endpoint di NinjaOne, avrai a disposizione potenti strumenti di monitoraggio e avvisi, automazione delle attività sugli endpoint, gestione del software, patching automatizzato per sistemi operativi e applicazioni e funzionalità di accesso remoto.

Per ulteriori approfondimenti, guarda la nostra guida video intitolata Gestione della sicurezza degli endpoint: definizione ed esempi.

Scopri di più su come NinjaOne può aiutarti a gestire la sicurezza dei tuoi endpoint iniziando una prova gratuita del software.

FAQs

Una piattaforma di protezione degli endpoint (EPP) è progettata per impedire che le minacce vengano eseguite su un dispositivo, utilizzando strumenti quali antivirus, anti-malware e controllo delle applicazioni. Il sistema di rilevamento degli endpoint e risposta (EDR) entra in azione quando una minaccia riesce a superare tali difese, monitorando costantemente il comportamento dei dispositivi per rilevare, analizzare e rispondere alle minacce attive. La maggior parte delle piattaforme di sicurezza moderne riunisce entrambe le funzionalità in un unico agente.

No. Un antivirus da solo non basta.

Gli antivirus tradizionali sono progettati per individuare minacce note basate su firme, ma gli attacchi moderni ricorrono sempre più spesso a malware senza file, exploit zero-day e codice generato da AI che gli strumenti antivirus non sono in grado di rilevare. Per garantire una protezione adeguata al giorno d’oggi è necessaria una strategia di sicurezza degli endpoint articolata su più livelli, che includa EDR, modelli zero-trust e patch management.

L’EDR si concentra esclusivamente sui dispositivi endpoint, mentre l’XDR amplia tale ambito per includere il traffico di rete, i carichi di lavoro nel cloud, la posta elettronica e i dati relativi alle identità, il tutto correlato in un’unica piattaforma. XDR offre ai team di sicurezza una visione più completa della catena di attacchi che si estende su più ambienti, ed è quindi più adatto alle infrastrutture complesse o distribuite.

Il lavoro da remoto e quello ibrido ampliano notevolmente la superficie di attacco di un’organizzazione, poiché i dipendenti accedono alle risorse aziendali da reti personali e dispositivi non gestiti. La sicurezza degli endpoint affronta questo problema applicando modelli di accesso “zero-trust”, assicurandosi che i dispositivi siano aggiornati e conformi prima di concedere l’accesso alla rete e fornendo ai team IT funzionalità di monitoraggio e gestione da remoto, indipendentemente dalla posizione del dispositivo.

Le patch e gli aggiornamenti dovrebbero essere applicati non appena vengono rilasciati, in particolare nel caso di vulnerabilità critiche. Molte organizzazioni incontrano difficoltà in questo ambito nella pratica, motivo per cui si raccomanda vivamente l’uso di strumenti automatizzati per il patch management; tali strumenti distribuiscono gli aggiornamenti con un intervento umano minimo e riducono il periodo di esposizione che intercorre tra la divulgazione di una vulnerabilità e l’applicazione della patch.

I fattori più importanti sono

  • le dimensioni e la complessità del tuo ambiente,
  • la tua infrastruttura attuale (per esempio, se fai parte dell’ecosistema Microsoft),
  • la capacità del team interno di sicurezza e
  • il tuo budget.

Le organizzazioni di dimensioni più ridotte potrebbero dare priorità alla facilità di implementazione e ai costi, mentre le grandi aziende enterprise necessitano in genere di funzionalità XDR avanzate, informazioni sulle minacce e integrazioni con strumenti SIEM e ITDR.

Ti potrebbe interessare anche

Pronto a semplificare le parti più complesse dell'IT?