/
/

Che cos’è lo split tunneling VPN e quando utilizzarlo

di Team Ninja
What VPN Split Tunneling Is and When to Use It blog banner image

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • Lo split tunneling cambia il modo in cui viene instradato il traffico VPN: solo il traffico selezionato passa dalla VPN. Il resto la aggira e va direttamente alla rete locale.
  • Il full tunneling centralizza sicurezza e visibilità: instradare tutto attraverso la VPN mantiene semplici l’ispezione e la conformità, ma può rallentare le prestazioni e sovraccaricare il gateway.
  • Lo split tunneling migliora prestazioni e scalabilità: meno traffico attraverso la VPN libera larghezza di banda e spesso rende più rapido l’accesso al cloud e a internet.
  • I controlli di sicurezza si spostano sull’endpoint: quando il traffico salta il tunnel, sono la protezione degli endpoint e l’accesso condizionale a evitare che la sicurezza venga compromessa.
  • La strategia di instradamento deve essere coerente con i requisiti delle policy: obblighi normativi, tolleranza al rischio e capacità dell’infrastruttura devono determinare se lo split tunneling sia appropriato.

Le Virtual Private Network (VPN) sono ormai una presenza abituale nelle reti domestiche ed enterprise. In sintesi, creano un tunnel cifrato tra un endpoint e una rete remota per proteggere il traffico e applicare le policy di accesso. Esistono due modalità di instradamento del traffico VPN: full tunneling e split tunneling.

Questa guida spiega che cos’è lo split tunneling VPN, come si confronta con il modello VPN full tunnel e in che modo ciascun approccio incide su sicurezza, prestazioni e controllo operativo. Verranno evidenziati rischi e vantaggi di entrambe le opzioni, così che amministratori IT e organizzazioni possano scegliere una strategia di instradamento efficiente e conforme.

Capire lo split tunneling VPN e i suoi impieghi

L’instradamento VPN determina come viene gestito il traffico dell’endpoint quando un dispositivo è connesso a una VPN. La scelta tra split tunneling e full tunneling incide direttamente su prestazioni, visibilità e controllo della sicurezza su tutti gli endpoint.

📌 Perché capire lo split tunneling è essenziale per definire una strategia di instradamento VPN?

  • Determina quale traffico è sottoposto a ispezione centralizzata e applicazione delle policy.
  • Incide sul consumo di larghezza di banda e sul carico dei gateway VPN.
  • Modifica il profilo di esposizione degli endpoint connessi a reti non attendibili.

Che cos’è lo split tunneling?

Lo split tunneling è un modello di instradamento VPN in cui solo il traffico selezionato viene inviato attraverso il tunnel cifrato, mentre il resto lo aggira e utilizza la connessione di rete locale.

In pratica, questo significa che:

  • Il traffico diretto alle risorse aziendali, come subnet interne o servizi privati, passa attraverso la VPN.
  • Il traffico verso internet o non aziendale usa la connessione internet locale del dispositivo anziché il tunnel.
  • Le decisioni di instradamento si basano su destinazione, applicazione o policy, invece di forzare tutto il traffico nella VPN.

Limitando il traffico che entra nel tunnel, lo split tunneling riduce il carico sui gateway VPN e può migliorare le prestazioni dell’accesso locale e a internet. Cambia però anche il modo in cui i controlli di sicurezza vengono applicati al traffico degli endpoint.

Split tunneling e full tunneling a confronto

In una configurazione full tunnel, tutto il traffico del dispositivo passa attraverso il tunnel, compreso quello diretto a internet. Nello split tunneling, invece, lo utilizzano solo destinazioni definite come subnet interne o applicazioni specifiche, mentre il resto del traffico esce verso la rete locale.

VPN full tunnel

  • Centralizza ispezione, registrazione dei log e controllo del traffico al perimetro della VPN.
  • Mantenere tutto il traffico all’interno di controlli gestiti rende molto più semplice gestire la conformità.
  • Può introdurre latenza per cloud e SaaS a causa del backhauling.

VPN split tunnel

  • Gli utenti possono raggiungere direttamente internet e le applicazioni cloud senza che il backhaul della VPN si metta di mezzo.
  • Migliora l’esperienza dell’utente su collegamenti ad alta latenza e con larghezza di banda limitata.
  • Sposta parte della responsabilità della sicurezza sui controlli degli endpoint e sulle reti locali.

Split tunneling: casi d’uso tipici

Lo split tunneling viene utilizzato soprattutto quando gli utenti devono accedere alle risorse interne continuando a raggiungere internet, senza però forzare tutto il traffico nella VPN.

Lo split tunneling viene spesso adottato quando:

  • Gli utenti remoti devono accedere contemporaneamente a risorse interne e a servizi cloud o internet.
  • I limiti di larghezza di banda del concentratore VPN richiedono di ridurre il traffico nel tunnel.
  • Le prestazioni di accesso alle risorse locali devono essere preservate per non penalizzare gli utenti.

È meno adatto quando:

  • Tutto il traffico deve essere sottoposto a ispezione di sicurezza e registrazione centralizzate.
  • Requisiti normativi o contrattuali impongono il controllo centralizzato dei flussi di dati.

Per gli amministratori IT, questo spiega perché le prestazioni cambiano dopo aver abilitato lo split tunneling. Chiarisce anche perché la capacità della VPN si satura più rapidamente del previsto e perché alcuni controlli di sicurezza non si applicano più una volta che il traffico lascia il tunnel.

Split tunneling: considerazioni sulla sicurezza

Lo split tunneling cambia il punto in cui il traffico viene ispezionato e quali controlli vengono applicati. Questo incide direttamente sulla sicurezza degli endpoint negli ambienti gestiti e lo rende un elemento cruciale della strategia di instradamento VPN.

Tra i rischi per la sicurezza dello split tunneling ci sono:

  • Il filtraggio centralizzato del malware e i controlli di ispezione della rete potrebbero non essere più applicati.
  • I dispositivi aziendali possono ritrovarsi esposti a reti non attendibili con scarsa visibilità.
  • Può generare un’esposizione su due reti contemporaneamente, complicando l’applicazione delle policy e la visibilità.

Tra le strategie di riduzione del rischio rientrano:

  • Applicare lo split tunneling solo a utenti, ruoli o destinazioni specifici.
  • Affidarsi ai controlli di sicurezza degli endpoint per proteggere il traffico esterno alla VPN.
  • Utilizzare policy di accesso condizionale per limitare l’accesso alle applicazioni sensibili.

Per gli amministratori IT, questo significa che lo split tunneling non va mai considerato un’impostazione predefinita. Servono confini chiari, controlli solidi sugli endpoint e la consapevolezza di quali protezioni vengono meno quando il traffico lascia il tunnel.

Allinea la strategia alle policy e all’esperienza dell’utente

Le organizzazioni devono valutare se lo split tunneling sia compatibile con il modo in cui le persone lavorano, non solo con il modo in cui è progettata la rete. La scelta incide sulla copertura di sicurezza, sulle prestazioni e su quanti attriti incontrano gli utenti nelle attività quotidiane.

Fattori da considerare:

  • Quanto è determinante l’ispezione centralizzata del traffico per il modello di sicurezza dell’organizzazione?
  • Gli utenti accedono abitualmente a internet o a servizi cloud mentre sono connessi alla VPN?
  • L’infrastruttura VPN è in grado di gestire in modo affidabile tutto il traffico in una configurazione full tunnel?
  • Quali controlli di sicurezza degli endpoint restano efficaci quando il traffico non passa dalla VPN?

Split tunneling VPN: ulteriori considerazioni

  • Tieni presente che alcuni client VPN supportano lo split tunneling dinamico in base ad applicazione, destinazione o policy.
  • Il comportamento dello split tunneling varia a seconda del client VPN, della piattaforma e dell’implementazione del provider.
  • Negli ambienti sensibili o regolamentati, i miglioramenti prestazionali potrebbero non giustificare il rischio aggiuntivo.
  • Il traffico esterno al tunnel richiede di solito strumenti separati di registrazione dei log e visibilità.

Problemi comuni legati allo split tunneling

  • Traffico imprevisto che aggira i controlli: verifica l’ambito della policy di split tunneling e le definizioni di instradamento.
  • Il traffico locale resta lento nonostante lo split tunneling: controlla i percorsi di instradamento locali e conferma che la risoluzione DNS funzioni come previsto.
  • Si verificano violazioni delle policy: assicurati che i controlli sugli endpoint applichino le protezioni necessarie al traffico fuori dal tunnel.
  • Confusione degli utenti sulla connettività: fornisci una documentazione chiara sul comportamento di instradamento atteso.

Lo split tunneling VPN deve far parte della tua strategia di instradamento VPN

Lo split tunneling VPN cambia il modo in cui il traffico viene instradato, ispezionato e protetto ogni volta che i dispositivi si connettono a una rete remota. Puoi usarlo per ridurre il carico sulla VPN e migliorare le prestazioni, ma limita anche la quantità di traffico che gli amministratori possono ispezionare e registrare.

Per gli amministratori IT, la scelta tra split tunneling e full tunneling è una decisione di policy da affrontare già in fase di configurazione di una VPN. La decisione deve tenere conto delle esigenze di conformità, della postura di sicurezza della rete e della capacità dell’infrastruttura. Serve inoltre una chiara comprensione di quali protezioni restano attive quando il traffico lascia il tunnel.

Argomenti correlati:

FAQs

Quando la conformità richiede ispezione e registrazione centralizzate di tutto il traffico, oppure quando i controlli di sicurezza degli endpoint non bastano a proteggere il traffico fuori dal tunnel.

Limitando l’ambito dello split tunneling per destinazione o applicazione, applicando una solida sicurezza degli endpoint e usando l’accesso condizionale per proteggere le risorse sensibili.

Il traffico instradato fuori dalla VPN evita l’ispezione centralizzata, per cui servono controlli sugli endpoint o basati sul cloud per mantenere la visibilità.

Sì. Molti client VPN supportano lo split tunneling basato su ruolo, gruppo o policy, così gli utenti a maggior rischio restano in full tunnel mentre gli altri ottengono vantaggi in termini di prestazioni.

Ti potrebbe interessare anche

Pronto a semplificare le parti più complesse dell'IT?