/
/

Best practice per le VPN per migliorare la sicurezza nel 2026

di Team Ninja
8 VPN Best Practices to Improve Your Security blog banner image

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • OpenVPN e IKEv2/IPsec proteggono efficacemente i dati in transito, mentre protocolli obsoleti come PPTP restano vulnerabili alla decrittazione e andrebbero evitati.
  • I servizi VPN gratuiti spesso raccolgono e rivendono i dati degli utenti oppure si affidano alla deep packet inspection, vanificando la privacy e la sicurezza che una VPN dovrebbe garantire.
  • L’MFA blocca gli accessi non autorizzati e risponde a un vettore di attacco diffuso, legato alla crescita del lavoro da remoto.
  • Aggiornamenti periodici e test di sicurezza chiudono le vulnerabilità note prima che gli attaccanti possano sfruttarle.
  • Il monitoraggio costante delle attività accelera il rilevamento delle violazioni e i piani di failover multiplo mantengono attiva la connettività VPN durante interruzioni o attacchi.

L’arrivo delle Virtual Private Network (VPN) ha rappresentato una svolta nella ricerca di privacy e sicurezza online. Questa importanza si amplifica nello scenario attuale, caratterizzato da minacce informatiche in crescita e da un netto spostamento verso il lavoro da remoto. Le VPN offrono un livello di sicurezza che cifra il traffico dati, rendendo difficile per soggetti non autorizzati intercettare o decifrare le informazioni. Tuttavia, la crescente dipendenza dalla tecnologia VPN porta alla luce anche una serie di sfide di sicurezza che utenti e organizzazioni devono affrontare per proteggere davvero le proprie attività online.
Riconoscere queste sfide è il primo passo per costruire un approccio strategico all’uso della VPN che rafforzi la sicurezza invece di comprometterla. Questa guida raccoglie le best practice per le VPN più importanti, così puoi prendere decisioni consapevoli e mettere in pratica misure efficaci per proteggere le tue attività online.

Le sfide di sicurezza più comuni delle VPN

  • Vulnerabilità: la crittografia VPN, pensata per proteggere i dati in transito, può a volte nascondere delle vulnerabilità. Se sfruttate, queste debolezze possono permettere ai criminali informatici di aggirare la crittografia e accedere a informazioni sensibili.
  • Affidabilità del provider: la serietà dei provider VPN è fondamentale. Gli utenti devono esaminare con attenzione le policy di logging, la giurisdizione e il modo in cui il provider ha gestito i dati degli utenti in passato. I problemi nascono quando un provider non rispetta una rigorosa policy no-log oppure opera in giurisdizioni con leggi invasive sulla conservazione dei dati, mettendo a rischio l’anonimato degli utenti.
  • Perdite di connessione: le perdite nella connessione VPN – IP leak, DNS leak e WebRTC leak – rappresentano una minaccia seria per la privacy. Queste fughe di dati possono esporre involontariamente l’indirizzo IP reale o l’attività di navigazione di un utente, anche quando è connesso a una VPN.
  • Compromesso tra prestazioni e sicurezza: bilanciare prestazioni e sicurezza della VPN è una sfida ricorrente. La robustezza della crittografia e la scelta della posizione del server possono incidere molto sulla velocità della connessione VPN e quindi sull’esperienza dell’utente.

8 strategie di sicurezza VPN per una difesa migliore

1. Scelta e configurazione della VPN

  • Rafforza i protocolli di crittografia: scegliere protocolli di crittografia solidi come OpenVPN e IKEv2/IPsec è essenziale, perché i protocolli più deboli possono essere decrittati facilmente dai criminali informatici e portare a violazioni dei dati. PPTP, ad esempio, è un protocollo datato ed è stato compromesso più volte: un buon motivo per usare protocolli aggiornati.
  • Scegli un provider VPN affidabile: se un provider non rispetta policy rigorose sulla privacy, il risultato può essere l’accesso non autorizzato ai dati e la loro violazione. Il caso tristemente noto di un popolare provider VPN che ha condiviso i log degli utenti con le autorità, nonostante dichiarasse una policy no-log, dimostra quanto sia importante scegliere provider con un impegno verificabile sulla privacy.
  • Evita le VPN incluse in altri pacchetti: i servizi VPN forniti in bundle possono creare rischi di sicurezza, perché potrebbero usare tecniche di deep packet inspection (DPI) per monitorare il tuo traffico internet. La DPI può esporre le tue attività online, incluso il traffico VPN, vanificando i vantaggi in termini di privacy e sicurezza che una VPN dovrebbe offrire.
  • Evita le VPN gratuite: usare VPN gratuite espone gli utenti alla raccolta dei dati e alla rivendita della banda, come dimostrano i casi in cui le risorse di rete degli utenti sono state arruolate in botnet o i dati di navigazione sono stati venduti agli inserzionisti. Questo non solo compromette la privacy personale, ma rischia anche di coinvolgere gli utenti in attività online malevole. Il budget relativamente ridotto della maggior parte delle aziende VPN “gratuite” fa sì che velocità di trasmissione, misure di sicurezza ed esperienza dell’utente tendano a essere mediocri, anche quando non vendono le tue informazioni a terzi e non subiscono violazioni. E anche se nulla di tutto ciò accade, tutte applicano policy di utilizzo equo sul consumo di banda, mettendo gli utenti davanti a una scelta: protezione a tempo parziale oppure ricorrere ad altri provider VPN gratuiti.

2. Potenziare le funzionalità della VPN

  • Attiva la protezione dai DNS leak e i kill switch: senza protezione dai DNS leak, le attività internet degli utenti possono essere esposte agli ISP, annullando i vantaggi di privacy offerti dalla VPN. Alcuni ISP bloccano ancora l’accesso a server DNS esterni cifrati, costringendoti a usare i loro: in questo modo il tuo provider sa quali siti intendi visitare, anche se la comunicazione effettiva con quei server è sicura. Allo stesso modo, l’assenza di un kill switch può lasciare i dati senza protezione durante una disconnessione improvvisa della VPN, con conseguente esposizione dell’indirizzo IP.
  • Rendi obbligatorio l’uso dell’autenticazione a più fattori (MFA): senza MFA, anche gli account VPN diventano bersagli facili per gli attaccanti, come dimostra il recente aumento degli attacchi legati al lavoro da remoto. L’MFA introduce barriere aggiuntive e riduce in modo significativo il rischio di accessi non autorizzati, spesso con ottimi risultati.
  • Usa un indirizzo IP dedicato: condividere un indirizzo IP con altri utenti su una VPN può provocare effetti da “cattivo vicinato”, come finire nelle blacklist di alcuni servizi per colpa del comportamento di un altro utente. Un indirizzo IP dedicato riduce questo rischio e garantisce una presenza online stabile e sicura. È però importante valutare i vantaggi di un IP dedicato insieme ai possibili rischi: se da un lato offre maggiore sicurezza e privacy, dall’altro può rendere più semplice risalire a te a partire dalle tue attività online, soprattutto se non adotti altre misure a tutela della privacy come Tor o una VPN. Valuta con attenzione le tue esigenze: esistono argomentazioni solide e casi d’uso convincenti praticamente per ogni tipo di configurazione VPN.

3. Best practice operative

  • Garantisci aggiornamenti software regolari: trascurare gli aggiornamenti software significa lasciare vulnerabilità note senza patch, un richiamo irresistibile per i criminali informatici che le sfruttano. L’attacco ransomware WannaCry ha colpito sistemi non aggiornati con effetti devastanti, dimostrando quanto siano cruciali gli aggiornamenti periodici.
  • Testa abitualmente la sicurezza della VPN: senza audit regolari, le vulnerabilità che passano inosservate possono trasformarsi in backdoor sfruttabili. Il bug Heartbleed in OpenSSL è l’esempio perfetto: una libreria crittografica diffusissima presentava una vulnerabilità grave che ha colpito milioni di siti e servizi, compresi quelli che si affidavano alle VPN per la sicurezza.
  • Rivedi e aggiorna regolarmente le configurazioni VPN: con il tempo le configurazioni possono diventare obsolete o errate, creando vulnerabilità di sicurezza. Rivedendole e aggiornandole con regolarità, le organizzazioni possono mantenere le proprie VPN sicure e allineate alle best practice del settore.

4. Gestione e controllo degli accessi

  • Applica policy di controllo degli accessi: controlli di accesso insufficienti possono aprire la strada ad accessi non autorizzati a informazioni sensibili, come è successo in numerose violazioni dei dati in cui privilegi utente eccessivi hanno portato allo sfruttamento dei dati. Un controllo degli accessi basato sui ruoli, applicato bene, riduce questo rischio: ogni utente accede solo ai dati necessari per il proprio ruolo.
  • Usa lo split tunneling in modo strategico: uno split tunneling configurato male può esporre involontariamente traffico sensibile a internet o favorire violazioni dei dati, offrendo agli attaccanti un punto di ingresso attraverso connessioni meno sicure. Una configurazione corretta protegge i dati critici e allo stesso tempo ottimizza le prestazioni di rete.

5. Monitoraggio e risposta agli incidenti

  • Tieni d’occhio le attività sospette: l’assenza di monitoraggio può ritardare il rilevamento delle violazioni di sicurezza, lasciando agli attaccanti il tempo di esfiltrare grandi quantità di dati senza essere scoperti.
  • Verifica i piani di failover e alta disponibilità della VPN: senza failover e alta disponibilità, i tempi di inattività della VPN possono bloccare le attività aziendali o esporre i dati durante le transizioni, come è accaduto ad alcune aziende colpite da attacchi DDoS mirati alle loro soluzioni VPN a singolo punto: una prova evidente della necessità di solide misure di ridondanza. È anche l’altra faccia del problema dell’IP statico: avere un singolo IP statico (o anche una serie ampia e ragionevolmente economica di indirizzi IP statici, se le tue esigenze lo richiedono) è nella migliore delle ipotesi un’arma a doppio taglio, perché rappresenta allo stesso tempo una superficie di attacco più ampia e un punto di guasto, forse unico.
  • Prevedi un piano di risposta con failover multiplo: durante guasti di rete critici o attacchi su larga scala, un meccanismo di failover ridondante è indispensabile. Un piano di failover multiplo garantisce una connettività VPN senza interruzioni, passando automaticamente a server alternativi o a bilanciatori di carico in caso di guasto del server primario. Questa ridondanza riduce al minimo i tempi di inattività e migliora l’affidabilità complessiva dell’infrastruttura VPN.

6. Partecipazione alla community e miglioramento continuo

  • Sfrutta le soluzioni VPN open source: “Con molti occhi, tutti i bug vengono a galla”: è la legge di Linus, coniata da Linus Torvalds, creatore del kernel Linux e anche del sistema di controllo di versione Git (nato proprio per gestire lo sviluppo del kernel Linux). Mentre la maggior parte dei bug open source viene individuata e corretta nel giro di ore o giorni, nel software closed-source esistono bug noti rimasti senza patch per anni. La maggior parte dei bug software noti e tracciati pubblicamente senza patch riguarda software closed-source, nonostante fino al 90% di tutto il software sia open source. Detto questo, le soluzioni open source prive di una community attiva o di audit regolari possono comunque contenere vulnerabilità non ancora scoperte, come nel caso di Heartbleed: la partecipazione attiva e i contributi sono quindi essenziali per migliorare la sicurezza nel tempo. Se dipendi da software open source per funzioni mission-critical o esposte al pubblico, è vivamente consigliato sottoscrivere un servizio di “hardening Linux”, che di norma copre anche i pacchetti software di sistema della tua VPN.
  • Gestisci gli aggiornamenti degli strumenti di sicurezza: non sincronizzare gli aggiornamenti tra i diversi strumenti di sicurezza lascia debolezze sistemiche. Le vulnerabilità cross-tool, in cui gli attaccanti sfruttano i vuoti tra soluzioni di sicurezza differenti, mostrano quanto sia necessaria una strategia di sicurezza coerente. Sicurezza centralizzata e patch management si incontrano nel momento in cui devi assicurarti che il software di sicurezza e il codice di configurazione dell’intera organizzazione siano il più possibile hardened su tutta la linea, come consentono alcune security suite.
  • Partecipazione alla community open source: le aziende possono migliorare la sicurezza del proprio software VPN collaborando con la community open source. In questo modo beneficiano delle conoscenze e delle competenze collettive della community e contribuiscono allo sviluppo di software VPN più sicuro e affidabile.

Si può fare in diversi modi, ad esempio:

  • Contribuendo con codice e/o ore di sviluppo ai progetti open source collegati.
  • Offrendo supporto economico o di altro tipo ai progetti open source.
  • Partecipando a community e forum open source.
  • Segnalando bug e vulnerabilità di sicurezza.
  • Promuovendo l’uso di software open source.

7. Formazione e consapevolezza

  • Forma regolarmente gli utenti sulla sicurezza: utenti poco informati possono compromettere involontariamente la sicurezza della VPN con comportamenti rischiosi, come riutilizzare le stesse password su più servizi: un fattore che ha contribuito alla violazione degli account Twitter di alto profilo.
  • Spiega agli utenti come funziona la sicurezza VPN: se gli utenti non capiscono l’importanza delle VPN e il loro ruolo nel contrastare le minacce informatiche, è facile che le usino poco o male, riducendo l’efficacia delle misure di sicurezza e aumentando potenzialmente l’esposizione agli attacchi.

8. Aspetti legali e di conformità

  • Valuta con attenzione la posizione geografica dei server: scegliere server in giurisdizioni con leggi invasive può vanificare le tutele di privacy della VPN, come mostrano i casi in cui alcuni provider VPN sono stati costretti a consegnare i dati degli utenti alle autorità governative, tradendo la fiducia dei propri clienti.
  • Tolleranza zero sulla privacy: un atteggiamento permissivo in materia di privacy può portare all’esposizione o all’uso improprio dei dati, come dimostrano i casi di aziende che hanno subito conseguenze pesanti, sia sul piano legale sia su quello reputazionale, per non aver protetto adeguatamente i dati degli utenti: un segnale chiaro di quanto siano cruciali pratiche di privacy rigorose.

Guarda Best practice per le VPN per migliorare la sicurezza e rafforza la protezione del lavoro da remoto.

Gestisci la tua postura di sicurezza senza fatica

Nel mondo digitale di oggi, mantenere una postura di sicurezza solida è fondamentale per le aziende di ogni dimensione, ma la complessità della sicurezza VPN può lasciare le organizzazioni esposte alle minacce informatiche. Una soluzione di Enterprise IT Management semplifica le sfide della sicurezza VPN e ti permette di gestire la tua postura di sicurezza in modo sostenibile e senza fatica. La nostra soluzione offre gestione centralizzata della sicurezza VPN, rilevamento e risposta proattivi alle minacce, logging e reporting centralizzati. Resta sempre aggiornato con le ultime patch e i più recenti aggiornamenti di sicurezza e conta sul supporto e sulla guida dei nostri esperti.

FAQs

Una VPN cifra tutto il traffico internet tra un dispositivo e il server VPN, mentre un server proxy si limita a reindirizzare il traffico di applicazioni o browser specifici, senza crittografia.

Una VPN site-to-site collega intere reti, ad esempio due sedi aziendali, così i dispositivi di ciascuna rete comunicano in modo sicuro senza bisogno di client VPN individuali. Una VPN ad accesso remoto, invece, collega i singoli dispositivi a una rete centrale.

Sì: un datore di lavoro che gestisce una VPN aziendale può in genere registrare orari di connessione, indirizzi IP e, a seconda della configurazione, i siti o le risorse a cui si accede.

Una VPN clientless funziona tramite un browser web usando SSL/TLS, senza richiedere l’installazione di un’applicazione VPN dedicata sul dispositivo.

La maggior parte dei provider VPN limita le connessioni simultanee per account, di solito tra cinque e dieci dispositivi, anche se i limiti variano in base al piano e al provider.

Ti potrebbe interessare anche

Pronto a semplificare le parti più complesse dell'IT?

Termini e condizioni NinjaOne

Cliccando sul pulsante “Accetto” qui sotto, dichiari di accettare i seguenti termini legali e le nostre condizioni d’uso:

  • Diritti di proprietà: NinjaOne possiede e continuerà a possedere tutti i diritti, i titoli e gli interessi relativi allo script (compreso il copyright). NinjaOne ti concede una licenza limitata per l’utilizzo dello script in conformità con i presenti termini legali.
  • Limitazione d’uso: Puoi utilizzare lo script solo per legittimi scopi personali o aziendali interni e non puoi condividere lo script con altri soggetti.
  • Divieto di ripubblicazione: In nessun caso ti è consentito ripubblicare lo script in una libreria di script appartenente o sotto il controllo di un altro fornitore di software.
  • Esclusione di garanzia: Lo script viene fornito “così com’è” e “come disponibile”, senza garanzie di alcun tipo. NinjaOne non promette né garantisce che lo script sia privo di difetti o che soddisfi le tue esigenze o aspettative specifiche.
  • Assunzione del rischio: L’uso che farai dello script è da intendersi a tuo rischio. Riconosci che l’utilizzo dello script comporta alcuni rischi intrinseci, che comprendi e sei pronto ad assumerti.
  • Rinuncia e liberatoria: Non riterrai NinjaOne responsabile di eventuali conseguenze negative o indesiderate derivanti dall’uso dello script e rinuncerai a qualsiasi diritto legale o di equità e a qualsiasi rivalsa nei confronti di NinjaOne in relazione all’uso dello script.
  • EULA: Se sei un cliente NinjaOne, l’uso dello script è soggetto al Contratto di licenza con l’utente finale (EULA) applicabile.