L’aggiornamento “Patch Tuesday” di Microsoft di luglio 2026 ha risolto oltre 600 vulnerabilità (CVE), rappresentando il più grande aggiornamento di sicurezza in un singolo mese nella storia dell’azienda (il triplo del precedente record registrato a giugno). E Microsoft prevede che nei prossimi mesi il numero di versioni rilasciate aumenterà ulteriormente.
Ecco a che punto siamo oggi: gli attacchi basati su AI, sia in termini di individuazione che di sfruttamento delle vulnerabilità, stanno aumentando in frequenza e gravità. Il rapporto DBIR 2026 di Verizon ha rilevato che, per la prima volta in 19 anni, lo sfruttamento delle vulnerabilità è la causa principale delle violazioni. Gartner® ha rilevato che, in base all’analisi di 15 cataloghi di applicazioni pubblicati, il tempo medio tra un rilascio e l’altro (MTBR) si è ridotto da 60 giorni nel primo trimestre del 2023 a 51 giorni nel primo trimestre del 2026, mentre il numero di patch rilasciate è più che quadruplicato, passando da 2.616 a 12.222, nello stesso periodo a partire dal 2023. E il “Forum of Incident Response and Security Teams” (FIRST) prevede ora che ilnumero totale di CVE nel 2026 si attesti intorno ai 66.000 (all’inizio dell’anno FIRST aveva previsto che il 2026 sarebbe stato l’anno in cui avremmo superato i 50.000 CVE pubblicati).
Ciò comporta un aumento delle minacce, a cui si aggiungono nuovi livelli di informazioni che i team IT e di sicurezza devono ora analizzare e mettere in pratica costantemente, senza alcuna modifica al budget o all’organico. Non solo il carico di lavoro legato alle operazioni quotidiane sta aumentando, ma anche la soglia di rischio accettabile continua a ridursi.
Addio al ciclo mensile di patch
Già prima di Mythos e Daybreak, sapevamo che la fine dei cicli di patch mensili era ormai imminente. Non perché fossero una cattiva idea, ma il panorama delle minacce ha smesso di rispettare il calendario.
Sfruttare l’automazione per accelerare i cicli di patch management non è più una scelta facoltativa. Svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare i team IT e di sicurezza a stare al passo con un panorama delle minacce in continua evoluzione. Tuttavia, l’automazione non è una soluzione universale e considerarla tale è proprio ciò che può far sì che un piccolo problema si trasformi rapidamente in qualcosa di più grave. Poiché l’intelligenza artificiale accelera l’individuazione delle vulnerabilità su larga scala, non basta limitarsi ad applicare le patch più rapidamente. Le organizzazioni devono applicare le patch in modo più efficace.
La soluzione consiste nell’adattare ogni patch al livello di automazione e di verifica effettivamente richiesto dal rischio che essa comporta. Gartner offre un valido modello in tal senso:
Il modello di distribuzione delle patch di Gartner suddivide il processo in tre livelli:
- Controllato: distribuzione manuale, convalida basata sulla telemetria e convalida umana; le modifiche formali vengono approvate, con una promozione controllata.
- Presidiato: un rollout preparato viene valutato in base alla telemetria, dopodiché viene verificato da un operatore prima di essere distribuito ulteriormente.
- Autonomo: la validazione viene eseguita in modo continuo sulla telemetria e il sistema interviene autonomamente non appena compare un segnale di guasto.
Gli aggiornamenti a bassa complessità e bassa criticità possono ragionevolmente rientrare nella categoria “autonomi”. I sistemi complessi o ad alta criticità rientrano invece nella categoria “controllati” o “presidiati”, in cui una persona deve comunque dare l’approvazione finale, ma il monitoraggio è affidato alla telemetria. Con l’evolversi delle minacce informatiche e l’aumento del volume delle patch, le organizzazioni hanno bisogno di una strategia di applicazione delle patch ripetibile e prescrittiva, in grado di garantire una risoluzione più rapida dei problemi senza compromettere la stabilità.
Rendere la resilienza continua una realtà
È proprio per questo che NinjaOne è stato creato. Sappiamo che il panorama delle minacce sta peggiorando e che i budget rimangono invariati. La valutazione delle vulnerabilità in tempo reale di NinjaOne mette continuamente in correlazione l’inventario in tempo reale con i dati CVE e quelli relativi agli exploit più recenti, in modo che le patch a più alto rischio vengano individuate nel momento stesso in cui diventano rilevanti, non solo durante la successiva scansione programmata. NinjaOne Autonomous Patch Management applica criteri che determinano quali patch vengono distribuite automaticamente, quali vengono sottoposte a una validazione graduale e quali richiedono ancora l’approvazione manuale, in modo che la velocità non vada a discapito del controllo.
Patch Intelligence AI è lo strato di telemetria alla base di tutti e tre i livelli. Valuta il comportamento di una patch in ambiente reale, su un campione composto da milioni di endpoint. Se le segnalazioni di instabilità iniziano a registrare un aumento (come nei recenti casi di KB5101650 e KB083769), tale indicatore viene automaticamente preso in considerazione nella decisione di distribuzione e può essere configurato in modo da prevalere su un processo automatizzato che altrimenti distribuirebbe un aggiornamento “difettoso”.
Combinando Patch Intelligence AI con una prioritizzazione accelerata delle vulnerabilità, riesci a separare ciò che richiede intervento immediato da ciò che può aspettare: il risultato è un’automazione dotata di un filtro intelligente, non un’automazione senza controlli.
Cicli di patch in grado di stare al passo con l’avversario
I cicli di patch basati su un calendario non sono in grado di proteggere da un panorama delle minacce che ha smesso di rispettarlo. Ogni mese un’organizzazione che rimanda questo cambiamento rischia di rimanere sempre più indietro.
Una valutazione continua delle vulnerabilità, abbinata a un’automazione intelligente che tenga conto del sentiment delle patch, rappresenta una soluzione promettente per le organizzazioni che intendono applicare le patch prima che le vulnerabilità possano essere sfruttate a fini malevoli.
I cicli di patch mensili sono ormai agli sgoccioli. I team che si riorganizzeranno alla luce di questa nuova realtà saranno meglio preparati ad affrontare il prossimo “Patch Tuesday” da record (perché è proprio dietro l’angolo). I team che non lo faranno continueranno a chiudere i ticket dell’anno scorso mentre le attività di quest’anno sono già in corso.
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Gartner, Accelerate Patching of AI-Discovered Vulnerabilities Without Disrupting Employees, Robin Milton-Schonemann, Todd Larivee, Sunil Kumar, 20 giugno 2026. GARTNER is a trademark of Gartner, Inc. and/or its affiliates.

