L’onboarding e l’offboarding degli utenti sono tra i processi più dispendiosi in termini di tempo e più esposti ai rischi tra quelli gestiti da MSP e team IT, perché ogni nuova assunzione o uscita coinvolge account, dispositivi e autorizzazioni di accesso su più sistemi. Gestire queste procedure manualmente può causare ritardi, errori e rischi legati agli accessi. Automatizzare e standardizzare l’onboarding e l’offboarding degli utenti aiuta a ridurre i rischi e a mantenere la coerenza.
Continua a leggere per scoprire come sfruttare PowerShell, CMD, le configurazioni del registro di sistema e gli strumenti dei Criteri di gruppo per creare flussi di lavoro di provisioning e deprovisioning ripetibili.
Per una panoramica visiva dell’argomento, guarda Come creare processi di onboarding e offboarding scalabili per gli utenti finali.
Come creare processi di onboarding e offboarding automatizzati per gli utenti finali
Questi processi coinvolgono molti elementi, dal provisioning degli account all’applicazione delle policy, dalla configurazione dei dispositivi al deprovisioning. Se vuoi garantire operazioni coerenti e prive di errori, un flusso di lavoro ripetibile e automatizzato è fondamentale. Ecco i diversi metodi che puoi utilizzare.
Prerequisiti:
- Accesso alla directory (Active Directory o Entra ID)
- Capacità di automazione basata su script (PowerShell)
- Una piattaforma RMM per la configurazione degli endpoint e la distribuzione degli script, come NinjaOne
Suggerimento: dai un’occhiata a Aspetti da tenere d’occhio prima di procedere.
Strategie di distribuzione consigliate:
Metodo 1: utilizzare modelli per i profili di onboarding degli utenti
Questo metodo punta ad automatizzare il processo di onboarding standardizzando la creazione degli account utente. Garantisce coerenza in base ai ruoli negli ambienti Active Directory (AD) o Entra ID.
Casi d’uso:
- Onboarding di nuovi dipendenti su larga scala
- Provisioning di collaboratori esterni o personale temporaneo
- Fusioni e acquisizioni con migrazioni massive di utenti
Prerequisito: modelli basati sui ruoli, comprensivi di convenzioni di denominazione, struttura delle UO e appartenenze ai gruppi
Passaggi:
- Definisci i modelli per ogni ruolo o reparto, ad esempio:
- Formato del nome visualizzato
- Struttura dello username o dell’UPN
- Posizionamento nelle UO o appartenenza ai gruppi
- Accesso alle applicazioni (M365, Teams, app SaaS)
- Usa PowerShell per creare i nuovi account (script di esempio qui sotto):
New-ADUser -Name "Jane Smith" -GivenName "Jane" -Surname "Smith" ` -SamAccountName "jsmith" -UserPrincipalName "[email protected]" ` -Path "OU=Finance,DC=domain,DC=com" -AccountPassword (ConvertTo-SecureString "P@ssw0rd" -AsPlainText -Force) `-Enabled $true Add-ADGroupMember -Identity "Finance Users" -Members "jsmith" |
- Per l’onboarding massivo, esegui lo script in ciclo su un file CSV contenente i dati degli utenti.
Metodo 2: automatizzare il registro di sistema e la configurazione locale per l’onboarding
Questo metodo contrassegna i dispositivi o gli utenti con metadati di onboarding nel Registro di sistema di Windows. Creerai chiavi che fungono da marcatori e che strumenti come le piattaforme RMM o gli script possono interrogare per applicare regole o generare report.
Casi d’uso:
- Preparazione agli audit per le verifiche di conformità
- Definizione dell’ambito delle policy per baseline di sicurezza basate sui ruoli
- Tracciamento dell’onboarding di utenti o dispositivi su più clienti
Prerequisito: autorizzazioni di modifica del registro di sistema locale (admin o SYSTEM)
Passaggi:
- Apri PowerShell e crea un percorso di registro in cui memorizzare i metadati relativi all’evento di onboarding (script di esempio qui sotto):
New-Item -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Onboarding" -ForceSet-ItemProperty -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Onboarding" -Name "FirstLoginUser" -Value "$env:USERNAME"Set-ItemProperty -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Onboarding" -Name "Department" -Value "Finance"Set-ItemProperty -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Onboarding" -Name "OnboardedDate" -Value (Get-Date).ToString(“u”) |
- Verifica le chiavi appena create tramite CMD:
reg query HKLM\SOFTWARE\Org\Onboarding
- Utilizza le chiavi per gli audit o l’automazione. Ecco alcuni esempi:
- Audit: interroga queste chiavi di registro in blocco tramite NinjaOne o script PowerShell per confermare che tutti i dispositivi del reparto Finance siano correttamente contrassegnati e sottoposti a onboarding, utilizzando:
Get-ItemProperty -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Onboarding" | Select FirstLoginUser, Department, OnboardedDate
- Applicazione delle policy: applica GPO o script condizionali solo se il valore di Department corrisponde (ad esempio Finance, HR, Sales). In questo modo i dispositivi ricevono le stampanti, le unità mappate o i pacchetti di app corretti.
- Tracciamento del ciclo di vita: confronta OnboardedDate con i record HR o con i timestamp dei ticket per verificare gli SLA di onboarding.
Metodo 3: distribuire le attività di onboarding con i Criteri di gruppo
Questo metodo applica configurazioni e impostazioni delle policy coerenti durante l’accesso o il provisioning dei dispositivi.
Casi d’uso:
- Uffici aziendali con dispositivi condivisi
- Ambienti con controlli rigorosi su password e sicurezza
- Mappatura automatizzata di unità o stampanti per i nuovi assunti
Prerequisito: diritti di configurazione dei Criteri di gruppo
Passaggi:
- Configura le GPO per:
- Mappare unità o stampanti
- Applicare sfondi predefiniti o banner di accesso
- Applicare le policy per le password, come lunghezza, blocco dell’account e richieste MFA (Multi-Factor Authentication)
- Distribuire le impostazioni delle applicazioni
- Aggiungi gli script di accesso in:
Configurazione utente > Impostazioni di Windows > Script (accesso)
- Usa l’elaborazione loopback delle GPO per i dispositivi condivisi:
Configurazione del computer > Modelli amministrativi > Sistema > Criteri di gruppo
Impostazione: Modalità di elaborazione loopback dei Criteri di gruppo utente → Merge
Metodo 4: creare un flusso di lavoro di offboarding con PowerShell
Questo metodo automatizza l’intero ciclo di vita dell’onboarding consolidando più attività in un unico script e distribuendolo tramite RMM, così i tecnici non devono eseguire comandi noiosi uno per uno.
Casi d’uso:
- Uscita dei dipendenti (dimissioni volontarie o licenziamento)
- Offboarding di collaboratori esterni con date di fine contratto definite
- Settori regolamentati, come finanza e sanità
Prerequisito: accesso ad AD, a Entra ID o alle Graph API
Passaggi:
- Crea script per le attività principali di offboarding. Ecco alcuni esempi:
- Disabilitare l’account utente:
Disable-ADUser -Identity "jsmith"Set-ADUser -Identity "jsmith" -AccountExpirationDate (Get-Date).AddDays(0) |
- Rimuovere le appartenenze ai gruppi:
$user = "jsmith"Get-ADUser $user -Properties MemberOf | ForEach-Object { $_.MemberOf | ForEach-Object { Remove-ADGroupMember -Identity $_ -Members $user -Confirm:$false } } |
- Archiviare la cassetta postale (Exchange Online):
Connect-ExchangeOnlineEnable-Mailbox -Identity "[email protected]" -Archive |
- Conservare i dati di OneDrive:
| Connect-SPOService -Url https://yourtenant-admin.sharepoint.com Set-SPOUser -Site https://yourtenant-my.sharepoint.com/personal/jsmith_domain_com -LoginName [email protected] -IsSiteCollectionAdmin $true |
- Revocare le sessioni tramite le Graph API:
Connect-MgGraph -Scopes "User.ReadWrite.All"Invoke-MgInvalidateUserRefreshToken -UserId "[email protected]" |
- Anziché eseguirli manualmente, raggruppa tutti gli script necessari in un unico script PowerShell che accetti uno username/UPN come input. Ad esempio:
| param([string]$UserUPN) # Disable account Disable-ADUser -Identity $UserUPN Set-ADUser -Identity $UserUPN -AccountExpirationDate (Get-Date).AddDays(0) # Remove groups Get-ADUser $UserUPN -Properties MemberOf | ForEach-Object { $_.MemberOf | ForEach-Object { Remove-ADGroupMember -Identity $_ -Members $UserUPN -Confirm:$false } } # Archive mailbox Connect-ExchangeOnline Enable-Mailbox -Identity $UserUPN -Archive # Revoke sessions Connect-MgGraph -Scopes "User.ReadWrite.All"Invoke-MgInvalidateUserRefreshToken -UserId $UserUPN |
- Automatizza l’esecuzione distribuendo lo script tramite NinjaOne o pianificando un’attività. Puoi anche far partire lo script automaticamente quando le risorse umane chiudono un ticket di cessazione o contrassegnano un utente come inattivo.
Metodo 5: tracciare l’offboarding tramite registro di sistema e attività pianificate
Questo metodo consente ai team IT di documentare gli eventi di offboarding sulle macchine locali e di pianificare le attività di pulizia.
Casi d’uso:
- Ambienti che richiedono una catena di custodia documentata per i dispositivi
- Workstation non aggiunte al dominio
- Applicazione di attività di pulizia locali in ambienti BYOD
Prerequisiti:
- Autorizzazioni di modifica del registro di sistema locale
- Autorizzazioni per l’Utilità di pianificazione
Passaggi:
- Scrivi log di offboarding locali per i dispositivi non aggiunti al dominio (script di esempio qui sotto):
New-Item -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Offboarding" -ForceSet-ItemProperty -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Offboarding" -Name "OffboardedBy" -Value "Tech01"Set-ItemProperty -Path "HKLM:\SOFTWARE\Org\Offboarding" -Name "Timestamp" -Value (Get-Date).ToString(“u”) |
In questo modo si crea un record locale che attesta l’avvenuto offboarding del dispositivo, con l’indicazione di chi lo ha eseguito e quando.
- Pianifica la pulizia dei profili (script di esempio qui sotto):
| schtasks /create /tn “WipeProfiles” ^ /tr "powershell.exe -ExecutionPolicy Bypass -File C:\Scripts\RemoveProfiles.ps1" ^/sc once /st 01:00 /ru SYSTEM |
Questo comando crea un’attività pianificata denominata WipeProfiles che viene eseguita una sola volta all’1:00 con l’account SYSTEM. Esegue lo script che si trova in C:\Scripts\RemoveProfiles.ps1.
- Predisponi lo script di rimozione (in C:\Scripts\RemoveProfiles.ps1, come nell’esempio), che dovrebbe:
- Identificare i profili utente locali archiviati in C:\Users\.
- Escludere gli account di sistema critici, come Administrator, DefaultAccount, Public, WDAGUtilityAccount e l’utente attualmente connesso.
- Verificare l’inattività. Ad esempio, considerare solo i profili non utilizzati negli ultimi 30 giorni.
- Rimuovere i profili in sicurezza, includendo sia la cartella in C:\Users\ sia le relative voci di registro, così che Windows non consideri il profilo ancora esistente.
- Registrare ogni azione eseguita, indicando quali profili sono stati rimossi, saltati o hanno generato errori. I log dovrebbero essere scritti in una posizione sicura (ad esempio C:\Scripts\Logs\ProfileCleanup.log).
Metodo 6: documentare le eccezioni e le policy specifiche dei clienti
Questo metodo gestisce i casi non standard, comprese le eccezioni e le altre policy richieste dai clienti.
Casi d’uso:
- Requisiti di Legal hold (blocco legale) per le cassette postali
- Collaboratori esterni che necessitano di accessi a termine
- Pacchetti applicativi specifici per reparto
Prerequisiti:
- Documentazione delle SOP o modelli di gestione dei ticket nel PSA
- Accordo con i team HR e conformità sulle eccezioni
- Documentazione delle policy con controllo delle versioni
Passaggi:
- Crea un flusso di lavoro di riferimento per l’onboarding e l’offboarding degli utenti finali.
- Documenta le deviazioni, ad esempio:
- Legal hold (blocco legale) sulle cassette postali
- Durata degli accessi per collaboratori esterni e dipendenti
- Periodo di conservazione dei file degli utenti
- Pacchetti di app specifici per reparto
- Archivia queste informazioni in una SOP condivisa o in un sistema PSA come riferimento per i tecnici.
Aspetti da tenere d’occhio
| Rischi | Possibili conseguenze | Come rimediare |
| Assegnazione eccessiva di accessi |
|
|
| Eliminazione accidentale di dati durante l’offboarding | Perdita permanente di file, email o dati OneDrive degli utenti che avrebbero dovuto essere conservati per motivi di conformità o per il passaggio di consegne |
|
| Confusione sulla proprietà dei dispositivi BYOD |
|
|
Perché è importante automatizzare i processi di onboarding e offboarding
Onboarding e offboarding sono attività molto comuni, ma possono avere un impatto significativo su un’organizzazione. Una gestione incoerente può generare lacune di sicurezza, rischi di conformità e ritardi indesiderati: per questo conviene standardizzare e automatizzare questi processi, ottenendo diversi vantaggi, tra cui:
- Riduzione degli errori umani: i modelli automatizzati riducono al minimo gli errori applicando le stesse regole a ogni utente e in ogni ambiente. Questo garantisce maggiore precisione nelle appartenenze ai gruppi, nelle policy per le password e negli accessi basati sui ruoli.
- Maggiore sicurezza: l’offboarding automatizzato degli utenti impedisce che restino accessi attivi a sistemi sensibili, riducendo l’esposizione ad attività malevole o a fughe di dati accidentali. Inoltre, garantisce la conformità alle policy di sicurezza come l’applicazione dell’MFA, la complessità delle password e le restrizioni sugli endpoint.
- Maggiore efficienza: i tecnici risparmiano tempo e gli utenti possono accedere subito agli strumenti e alle app necessarie. Questo rende più semplice scalare i processi su più clienti o reparti.
- Conformità e preparazione agli audit: i flussi di lavoro automatizzati generano log e tracciati di audit che possono essere collegati ai record HR e ai framework di conformità come HIPAA, SOC 2 e GDPR. In definitiva, si riduce il rischio di non superare gli audit a causa di diritti di accesso non documentati o di deprovisioning mancati.
Altri aspetti da considerare nella creazione dei processi di onboarding e offboarding per gli utenti finali
Per fare in modo che i tuoi sforzi di standardizzazione dei processi di onboarding e offboarding abbiano successo, tieni presente questi aspetti:
Dispositivi BYOD
Non hai il pieno controllo dei dispositivi personali, ma resti comunque responsabile dei dati aziendali. Per questo devi scegliere il modello di registrazione giusto durante l’onboarding, così da semplificare molto l’offboarding con attività come la cancellazione da remoto o la rimozione delle app aziendali.
Tenant esclusivamente in cloud
Quando il provisioning e le policy risiedono nel cloud (Entra ID/M365/SaaS) e non nelle GPO, puoi integrare Power Automate o le Graph API per i trigger del ciclo di vita.
Log di audit
Se non è registrato, non è mai accaduto. Per garantire la tracciabilità, conserva i log locali o l’output dell’RMM per ogni fase dell’onboarding e dell’offboarding.
Formazione dei nuovi utenti
Anche un provisioning perfetto fallisce se gli utenti non sanno dove trovare aiuto o come usare i propri strumenti. Per quanto possibile, automatizza l’invio dei contatti dell’helpdesk, dei passaggi per la configurazione dell’MFA e delle indicazioni su cosa fare e non fare in materia di sicurezza.
Risoluzione dei problemi più comuni
Gli account non vengono disabilitati dopo l’offboarding
Il problema può dipendere da ritardi nella replica di Active Directory tra i domain controller o da diritti amministrativi insufficienti. Controlla i log di esecuzione dello script per verificare le credenziali e la UO di destinazione, quindi accertati che l’account del tecnico disponga della delega corretta prima di provare a forzare la replica di AD tramite PowerShell.
Mancano i tag nel registro di sistema
Assicurati che gli script di onboarding e/o offboarding vengano distribuiti con i diritti SYSTEM. Esegui lo script manualmente come SYSTEM tramite psexec o NinjaOne e controlla le chiavi di registro. Verifica poi con reg query HKLM\SOFTWARE\Org\Onboarding.
Le unità mappate o le stampanti non compaiono
Abilita l’elaborazione loopback (soprattutto per le macchine condivise) in Configurazione del computer > Modelli amministrativi > Sistema > Criteri di gruppo > Modalità di elaborazione loopback dei Criteri di gruppo utente → Merge. Verifica inoltre che la UO di destinazione e le appartenenze ai gruppi siano corrette.
L’utente ha ancora accesso dopo l’offboarding
Per prima cosa, invalida i token di aggiornamento con questo comando:
Invoke-MgInvalidateUserRefreshToken -UserId "[email protected]"
Questo comando PowerShell (tramite Microsoft Graph) disconnette l’utente da tutte le applicazioni e i servizi che si basano su Microsoft Entra ID, revocando immediatamente le sessioni attive. L’utente non potrà più accedere alle risorse cloud fino a una nuova autenticazione (che non andrà a buon fine se l’account è disabilitato).
Poi rimuovi gli accessi delegati. Verifica e revoca l’accesso a cassette postali condivise, calendari, siti SharePoint o cartelle OneDrive. Dovresti anche controllare le applicazioni SaaS esterne non collegate a Entra ID e rimuovere gli utenti da quei sistemi, manualmente o tramite automazione.
Come NinjaOne può ottimizzare i flussi di lavoro di onboarding e offboarding
Invece di affidarsi a script sparsi e passaggi manuali, i team IT possono sfruttare le funzionalità di NinjaOne RMM per gestire un’ampia gamma di attività di onboarding e offboarding. Ecco come NinjaOne può supportare questi processi fondamentali.
| Funzionalità di NinjaOne | Descrizione | Vantaggi |
| Esecuzione automatizzata degli script | Esegui gli script di onboarding e offboarding come parte del provisioning o del deprovisioning dei dispositivi |
|
| Tagging e classificazione degli endpoint | Applica campi personalizzati e tag, come ruolo, reparto e stato di onboarding, a dispositivi e utenti | Consente di definire l’ambito delle policy in base ai ruoli, offre maggiore visibilità e semplifica la risoluzione dei problemi |
| Offboarding basato su trigger | Avvia i flussi di lavoro di offboarding, inclusi disabilitazione dell’account, rimozione del software e pulizia, quando un utente lascia l’azienda |
|
| Applicazione delle policy e audit | Applica le policy di conformità, monitora i risultati e registra le azioni a fini di audit |
|
| Gestione dei flussi di lavoro su più tenant | Gestisci i processi di onboarding e offboarding su più clienti o tenant |
|
Come garantire processi di onboarding e offboarding efficienti
Per garantire un processo di onboarding e offboarding sicuro e conforme, conviene standardizzare le procedure e automatizzare le attività con PowerShell o con l’automazione in cloud. Automatizzare i processi di onboarding e offboarding riduce al minimo l’errore umano e chiude le lacune di sicurezza tipiche delle procedure manuali.
Argomenti correlati:
- Come migliorare il processo di onboarding e offboarding per i nuovi utenti
- Come migliorare la gestione degli utenti finali nel 2026
- Come migliorare la gestione degli utenti finali
- Automazione dei processi IT: le attività IT più comuni da automatizzare
- Onboarding dei nuovi dispositivi in metà tempo
Guida rapida
Funzionalità di onboarding di NinjaOne
NinjaOne offre diverse funzionalità chiave per processi di onboarding scalabili:
- Dashboard degli utenti finali
- Mette a disposizione azioni di gestione e configurazione
- Permette di tracciare e gestire gli utenti finali in modo più efficace
- Offre informazioni sul comportamento degli utenti e sull’utilizzo dei dispositivi
- Punti chiave del flusso di lavoro di onboarding
- Processo sistematico di configurazione per i nuovi assunti
- Coinvolgimento dell’IT per la fornitura di dispositivi e accessi
- Tracciamento delle competenze e delle lingue degli utenti e delle regole di capacità iniziale
- Programmi strutturati di formazione e mentoring
- Passaggi chiave dell’onboarding
- Chiamata di onboarding IT per configurare il laptop di lavoro
- Chiamata di onboarding generale con il reparto Formazione
- Ampliamento graduale delle competenze e della capacità di gestione dei ticket
- Check-in periodici e monitoraggio dei progressi
Consiglio
Per una strategia completa di onboarding e offboarding:
- Utilizza la dashboard degli utenti finali
- Implementa programmi di formazione strutturati
- Mantieni canali di comunicazione chiari
- Sfrutta le funzionalità di gestione degli utenti di NinjaOne
