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12 sfide comuni nella gestione degli endpoint (e come affrontarle con successo)

di Lauren Ballejos, IT Editorial Expert   |  
translated by Sergio Oricci
12 sfide comuni nella gestione degli endpoint

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • Una gestione inadeguata degli endpoint espone direttamente le organizzazioni al rischio di violazioni dei dati, inadempienze normative e costosi tempi di inattività.
  • L’affermarsi del lavoro ibrido, dei modelli BYOD e di una varietà sempre più ampia di sistemi operativi e tipologie di dispositivi ha reso più difficile che mai garantire visibilità, sicurezza e conformità su tutti gli endpoint.
  • Le 12 principali sfide nella gestione degli endpoint sono la complessità dei dispositivi, la scalabilità, la conformità, la frammentazione degli strumenti, la mancanza di visibilità, la gestione dei costi, l’evoluzione delle minacce, la gestione del ciclo di vita, i modelli BYOD, il controllo degli accessi degli utenti, l’integrazione dei sistemi e la lo stress da avvisi.
  • Un approccio a più livelli, che combini una piattaforma unificata di gestione degli endpoint, patch management automatizzato, controlli di accesso zero-trust e un monitoraggio continuo, rappresenta il modo più efficace per ridurre l’esposizione su tutti i dispositivi.
  • Una piattaforma di gestione unificata degli endpoint (UEM) basata su cloud, che riunisce in un’unica dashboard le funzionalità di monitoraggio, patching, sicurezza e accesso remoto, rappresenta la soluzione più scalabile ed economica per le aziende.

La gestione degli endpoint non è mai stata così impegnativa. In media, solo il 68% dei dispositivi di un’organizzazione è gestito dal reparto IT, e oltre la metà delle organizzazioni (54%) ha già subito un attacco informatico a causa di endpoint sconosciuti, non gestiti o gestiti in modo inadeguato. (BusinessWire)

Sì, hai letto bene. E le conseguenze finanziarie sono altrettanto allarmanti: il costo medio di una violazione dei dati ha raggiunto i 4,88 milioni di dollari nel 2024 e, sebbene il rapporto del 2025 di IBM mostri una leggera diminuzione (4,4 milioni di dollari) grazie a un rilevamento più rapido, l’impatto finanziario rimane enorme. Gli esperti temono che il peggio debba ancora arrivare. Si prevede che entro il 2031 si verificherà un attacco ransomware contro un’azienda o un dispositivo ogni due secondi; già adesso, infatti, ogni 11 secondi se ne verifica uno da qualche parte nel mondo. (Cybersecurity Ventures).

Non è mia intenzione spaventarti, ma solo farti sentire preparato e consapevole dei rischi esistenti e di come prevenirli prima ancora che si verifichino. In questa guida tratteremo le 12 sfide più comuni relative alla gestione degli endpoint, che probabilmente stai già, affrontando, e daremo alcune indicazioni su cosa puoi fare fin da subito per affrontarle con successo.

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In sintesi: Sfide comuni nella gestione degli endpoint

Sei di fretta? Ecco una guida rapida:

SfidaRischio principaleTipo di soluzione
La crescente complessità degli ambienti ITLacune di sicurezzaGestione unificata multipiattaforma
Problemi di scalabilitàAggiornamenti ritardati, superficie di attacco più ampiaScalabilità automatica basata sul cloud
Conformità e sfide normativeMulte, azioni legaliReportistica automatizzata sulla conformità
Integrazione con i sistemi esistentiStrumenti isolati, endpoint non gestitiPiattaforma “API-first” con integrazioni predefinite
Mancanza di visibilità e controlloPunti ciechi in materia di sicurezzaDashboard centralizzata in tempo reale
Gestione dei costiSuperamento del budget o sottofinanziamentoCentralizzazione degli strumenti, analisi costi-benefici
Minacce in continua evoluzionePerdita di dati, tempi di inattivitàPatching proattivo + informazioni sulle minacce
Frammentazione degli strumentiStress da avvisi, ritardi nelle rispostePiattaforma unificata per gli endpoint
Gestione del ciclo di vita dei dispositiviDispositivi orfani, lacune di conformitàMonitoraggio automatizzato del ciclo di vita
Gestione dei dispositivi ibridi e BYODSuperficie di attacco estesaContainerizzazione + accesso condizionale
Controllo degli accessi degli utentiAttacchi basati sulle credenzialiZero trust + PAM + MFA
Stress da avvisi ed eccesso di rumore di fondo in materia di sicurezzaMinacce non individuateAnalisi comportamentale + SIEM/XDR

Che cosa si intende per gestione degli endpoint?

La gestione degli endpoint consiste nel monitoraggio, nella manutenzione e nella sicurezza dei dispositivi collegati alla rete aziendale. Questi includono computer, telefoni cellulari, tablet, server e dispositivi IoT.

Una buona gestione degli endpoint è essenziale per mantenere sicura l’infrastruttura IT dell’azienda. Devi supervisionare un’ampia gamma di attività, dagli aggiornamenti software alla distribuzione di patch di sicurezza, passando per il controllo degli accessi e la protezione dei dati. Una gestione efficace degli endpoint significa anche tenere sotto controllo ogni elemento della rete, indipendentemente dalla posizione o dal tipo di dispositivo.

Le organizzazioni moderne raggiungono solitamente questo obiettivo attraverso una piattaforma centralizzata di gestione degli endpoint, ovvero un’unica soluzione che riunisce in un’unica dashboard il monitoraggio, il patching, la sicurezza e la gestione remota di tutti gli endpoint. Senza una soluzione di questo tipo, i team IT si ritrovano a doversi spostare continuamente tra numerosi strumenti non integrati tra loro, cosa che alla lunga crea quelle lacune di visibilità e quei punti ciechi in materia di sicurezza che gli attaccanti cercano attivamente di sfruttare.

12 sfide nella gestione degli endpoint

1: Crescente complessità degli ambienti IT

Sono finiti i tempi dei computer desktop aziendali. Ora hai a che fare con una vasta gamma di dispositivi, sistemi operativi e applicazioni e gestisci macchine Windows, macOS e Linux, insieme a dispositivi mobili iOS e Android. Se aggiungi i dispositivi IoT e i servizi basati sul cloud, otterrai un mix complesso di endpoint.

Ogni tipo di dispositivo e sistema operativo può richiedere strumenti e approcci di gestione diversi. La soluzione di gestione degli endpoint deve gestire questo mix senza creare lacune nella sicurezza o sistemi isolati.

Conseguenze: In assenza di una piattaforma unificata, il reparto IT perde tempo a passare da uno strumento all’altro, creando lacune di cui gli attaccanti approfittano. Secondo il rapporto “Verizon 2026 Data Breach Investigations”, il 31% delle violazioni ha oggi origine da vulnerabilità del software, mentre il 48% di tutte le violazioni coinvolge il ransomware.

👉 Soluzione: Adotta uno strumento di gestione degli endpoint multipiattaforma che centralizzi la supervisione in una dashboard unica.

2: Problemi di scalabilità

Con la crescita dell’organizzazione, cresce anche la quantità di endpoint. Questa sfida va oltre la semplice gestione di un maggior numero di dispositivi; significa anche mantenere il controllo, la visibilità e la sicurezza su una rete in espansione.

La tua soluzione di gestione degli endpoint deve avere efficienti capacità di scalabilità per gestire l’aumento del numero di dispositivi e la loro distribuzione geografica. Potresti avere bisogno di configurare server di gestione locali in varie sedi o utilizzare soluzioni basate su cloud che scalano facilmente in base alle esigenze.

Conseguenze: Scalare in modo manuale affatica il personale, ritarda gli aggiornamenti ed estende la superficie di attacco.

👉 Soluzione: Una soluzione di gestione degli endpoint basate sul cloud che scali automaticamente, consentendo all’IT di aggiungere endpoint senza intervenire sull’infrastruttura.

3: Sfide di conformità e normative

Le normative sulla privacy dei dati, come GDPR, HIPAA e CCPA, rendono fondamentale la conformità di tutti gli endpoint. Devi dimostrare di controllare il modo in cui i dati si muovono attraverso tutti i dispositivi di rete. Questa sfida diventa ancora più complessa quando diverse normative si applicano a varie parti dell’organizzazione o a vari tipi di dati.

Dovrai implementare criteri e controlli adattabili mantenendo un approccio di gestione unificato. È importante che tu ti tenga aggiornato sui cambiamenti normativi, quindi verifica e, se necessario, modifica regolarmente i tuoi criteri. Questo approccio potrebbe includere la verifica delle pratiche di gestione degli endpoint, la documentazione degli sforzi di conformità e potenzialmente l’investimento in strumenti specializzati per la gestione della conformità.

Conseguenze: La non conformità può comportare multe milionarie, azioni legali e danni alla reputazione.

👉 Soluzione: Automatizza i controlli di conformità, applica i criteri di crittografia e genera report di conformità in tempo reale.

4: Integrazione con i sistemi esistenti

La soluzione di gestione degli endpoint deve funzionare perfettamente con l’attuale infrastruttura IT, compresi gli strumenti di gestione della rete, i sistemi di sicurezza e le soluzioni di gestione delle identità.

Potresti dover affrontare delle sfide di integrazione quando colleghi nuovi strumenti di gestione degli endpoint a sistemi più vecchi, e potrebbe essere quindi necessario intervenire per colmare la distanza tra gli ecosistemi dei fornitori o per risolvere i problemi di compatibilità tra le versioni dei software.

Conseguenze: Se l’integrazione fallisce, i team IT si ritrovano con sistemi isolati, cosa che li costringerà a lavorare il doppio e che lascerà alcuni endpoint non gestiti.

👉 Soluzione: Scegli soluzioni endpoint con API solide e integrazioni pronte all’uso che consentano una connessione agevole con sistemi di gestione delle identità, SOC e ticketing.

5: Mancanza di visibilità e controllo

Lavoro remoto e criteri BYOD (Bring Your Own Device) rendono più difficile mantenere la visibilità e il controllo su tutti gli endpoint. Potresti avere difficoltà a tenere traccia dei dispositivi che accedono alla tua rete, dei software e della conformità ai criteri di sicurezza.

Questo divario di visibilità può creare punti ciechi nella sicurezza, rendendo più difficile rilevare e rispondere alle minacce. Inoltre, potrebbe essere difficile garantire che tutti i dispositivi ricevano gli aggiornamenti corretti e siano conformi agli standard organizzativi.

Conseguenze: I punti ciechi aumentano la probabilità di violazioni, problemi di conformità e aggiornamenti mancati.

👉 Soluzione: Dashboard centralizzate che mostrano in tempo reale lo stato di integrità dei dispositivi, lo stato delle patch e la conformità aiuteranno l’IT a recuperare la piena visibilità.

6: Gestione dei costi

La gestione degli endpoint può avere un impatto significativo sul budget IT. Oltre ai costi iniziali di acquisto e implementazione, dovrai affrontare spese correnti come i costi di licenza, la manutenzione e le risorse per gli aggiornamenti del sistema.

Devi quindi bilanciare questi costi con le esigenze di gestione completa degli endpoint. Un’attenta valutazione delle diverse soluzioni ti aiuterà a trovare il giusto mix di funzionalità e convenienza per la tua organizzazione.

Conseguenze: L’eccesso di spesa riduce la capacità dell’IT di investire nell’innovazione, mentre un finanziamento insufficiente della gestione degli endpoint comporta il rischio di violazioni di sicurezza.

👉 Soluzione: Conduci analisi costi-benefici delle piattaforme per gli endpoint e centralizza gli strumenti, dove possibile, per ridurre i costi di licenza e le spese amministrative.

7: Tenere il passo con l’evoluzione delle minacce

Il panorama delle minacce cambia costantemente con l’emergere di nuove vulnerabilità e vettori di attacco. La tua strategia di gestione degli endpoint richiede di adeguarsi rapidamente a queste minacce in continua evoluzione.

La semplice distribuzione di patch di sicurezza non è sufficiente; è necessario un sistema che rilevi le nuove minacce, isoli gli endpoint interessati e distribuisca aggiornamenti o modifiche ai criteri in tutta la rete in risposta ai rischi emergenti.

Conseguenze: L’incapacità di adattarsi rapidamente può comportare un’enorme perdita di dati, tempi di inattività e costi di ripristino.

👉 Soluzione: Utilizza il patching proattivo in combinazione con le informazioni sulle minacce, il rilevamento delle anomalie e la risposta automatizzata, per isolare e correggere rapidamente gli endpoint compromessi.

8: Frammentazione degli strumenti

La gestione degli endpoint richiede spesso di spostarsi continuamente tra diverse soluzioni non integrate tra loro. Questa frammentazione costringe i team IT a passare da una dashboard all’altra, crea lacune nell’applicazione dei criteri e fa aumentare i costi delle licenze. Più strumenti sono presenti nello stack, più diventa difficile mantenere un approccio coerente alla sicurezza e più lento sarà il tempo di risposta del tuo team quando si verifica un incidente.

Conseguenze: Gli strumenti non integrati causano stress da avvisi, rallentano la risposta agli incidenti e generano costi superflui difficili da giustificare.

👉 Soluzione: Centralizza la tua infrastruttura di gestione degli endpoint in un’unica piattaforma che gestisca il monitoraggio, il patching, la sicurezza e l’accesso remoto da una singola interfaccia.

9: Gestione del ciclo di vita dei dispositivi

In assenza di un processo strutturato di gestione del ciclo di vita, le organizzazioni si ritrovano con hardware obsoleto su cui girano software non più supportati, dispositivi “orfani” che non vengono più monitorati e procedure di dismissione incoerenti che possono esporre i dati sensibili a rischi.

Conseguenze: I dispositivi a fine vita non tracciati diventano un rischio per la sicurezza, mentre una pianificazione inadeguata delle sostituzioni comporta spese impreviste e lacune di conformità.

👉 Soluzione: Implementa un criterio di gestione del ciclo di vita che comprenda la registrazione dei dispositivi, la configurazione, la pianificazione degli aggiornamenti hardware e la dismissione in sicurezza. È consigliabile automatizzare questo criterio e monitorarlo tramite una piattaforma di gestione degli endpoint.

10: Gestione degli endpoint in un ambiente ibrido e BYOD

Il passaggio al lavoro ibrido ha reso meno netta la distinzione tra dispositivi aziendali e personali. I dipendenti che si connettono da reti domestiche o da laptop personali comportano una maggiore varietà di versioni del sistema operativo, configurazioni e livelli di sicurezza, molti dei quali non rientrano nei criteri standard. I programmi BYOD aggravano la situazione sollevando preoccupazioni in materia di privacy, che limitano la rigorosità con cui puoi applicare i controlli, e i dipendenti potrebbero opporre resistenza all’adesione a questi modelli per il timore che il reparto IT possa accedere ai loro dati personali.

Conseguenze: I dispositivi personali non gestiti o gestiti in modo superficiale ampliano notevolmente la superficie di attacco e ti rendono protagonista della tua personale storia dell’orrore IT.

👉 Soluzione: Implementa approcci basati sulla containerizzazione o su spazi divisi in modo sicuro che tengano separati i dati di lavoro da quelli personali, abbinati a criteri di accesso condizionale che impongano livelli minimi di sicurezza prima di concedere l’accesso alla rete.

11: Controllo dell’accesso degli utenti ai dati aziendali

L’autenticazione tradizionale basata sul perimetro non è più sufficiente, poiché le reti si estendono oltre i confini dell’ufficio. Senza controlli di accesso granulari, una singola credenziale compromessa può mettere a rischio l’intero ambiente, mentre criteri di accesso eccessivamente permissivi comportano il rischio che le minacce interne – siano esse dolose o accidentali – possano causare danni ingenti.

Conseguenze: Autorizzazioni utente eccessive ampliano la portata di qualsiasi violazione, mentre un’autenticazione debole lascia la porta aperta agli attacchi basati sulle credenziali.

👉 Soluzione: Adotta un modello zero-trust con criteri di accesso basati sul principio del minimo privilegio, applica l’autenticazione a più fattori su tutti gli endpoint e utilizza una soluzione di gestione degli accessi privilegiati (PAM) per monitorare e controllare l’accesso ai sistemi sensibili. Per ulteriori informazioni, consulta questa guida: Come impostare le autorizzazioni dei tecnici con il principio del minimo privilegio, senza rallentare i flussi di lavoro.

12: Stress da avvisi e rumore di fondo in materia di sicurezza

I team IT possono trovarsi rapidamente sopraffatti dall’enorme numero di notifiche generate dagli strumenti di monitoraggio, molte delle quali si rivelano essere falsi positivi. Quando ogni avviso richiede attenzione, le minacce realmente critiche possono passare inosservate, sepolte sotto una montagna di segnalazioni di bassa priorità.

Conseguenze: Il sovraccarico di avvisi rallenta i tempi di risposta agli incidenti e aumenta il rischio che una minaccia reale passi inosservata fino a quando non vengono causati danni significativi.

👉 Soluzione: Implementa l’analisi comportamentale e il rilevamento basato su machine learning per ridurre i falsi positivi, integra il sistema con una soluzione SIEM o XDR per correlare e classificare gli avvisi in ordine di priorità, e ottimizzare regolarmente le regole di rilevamento in modo che corrispondano al profilo di rischio del tuo ambiente.

Sfide secondarie per la sicurezza degli endpoint

Nella gestione degli endpoint, dovrai affrontare anche sfide secondarie in materia di sicurezza degli endpoint, legate ai dispositivi:

  • Vulnerabilità a malware e ransomware: Gli endpoint sono i primi bersagli di malware e ransomware, e un singolo dispositivo infetto può compromettere l’intera rete. Hai bisogno di solide soluzioni anti-malware su tutti gli endpoint e di strategie per il rilevamento e l’isolamento rapido dei dispositivi infetti.
  • Attacchi di phishing: Il phishing rimane un vettore di attacco comune, e diventa sempre più sofisticato. La strategia di gestione degli endpoint deve includere il filtraggio delle e-mail, la formazione degli utenti e i controlli per impedire l’accesso a siti notoriamente dannosi.
  • Minacce interne: Le minacce interne, siano esse dolose o accidentali, possono causare danni significativi all’organizzazione. Le soluzioni di gestione degli endpoint devono monitorare il comportamento degli utenti, controllare l’accesso ai dati sensibili e consentire di revocare rapidamente l’accesso quando necessario.
  • Dispositivi IT non gestiti e “shadow IT”: Spesso i dipendenti collegano alla rete dispositivi personali, applicazioni non autorizzate o servizi cloud non approvati all’insaputa del reparto IT. Queste risorse chiamate anche “shadow IT” aggirano completamente i tuoi criteri di sicurezza, creando punti ciechi difficili da individuare e ancora più difficili da correggere.
  • Credenziali deboli o rubate: Le credenziali compromesse rimangono uno dei metodi più comuni utilizzati dagli attaccanti per ottenere l’accesso agli endpoint. Con l’espansione del lavoro ibrido e l’aumento del numero di punti di accesso, gli attacchi basati sulle credenziali – tra cui quelli di tipo brute force, credential stuffing e phishing– mirano sempre più spesso direttamente agli utenti finali.

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Le best practice di gestione degli endpoint

Aggiornamenti regolari del software e patch management

Mantieni tutti gli endpoint aggiornati con le ultime versioni del software e le più recenti patch di sicurezza. Utilizza un sistema di patch management automatizzato per distribuire gli aggiornamenti in modo efficiente su tutta la rete con interruzioni minime delle attività degli utenti.

Stabilisci un processo di test per le patch prima della distribuzione su larga scala, in modo che non causino conflitti o problemi di prestazioni.

Strategie complete di sicurezza degli endpoint

Implementa un approccio di sicurezza a più livelli. Includi software antivirus, firewall, sistemi di rilevamento delle intrusioni e crittografia dei dati. Applica queste misure di sicurezza in modo coerente su tutti gli endpoint.

Considera l’implementazione di un modello di sicurezza zero-trust, che presuppone che nessun utente o dispositivo possa essere considerato affidabile per impostazione predefinita, anche se si trova già all’interno del perimetro di rete.

Programmi di formazione e sensibilizzazione

Istruisci gli utenti sulle best practice di gestione degli endpoint. Insegna loro a identificare le potenziali minacce e a rispondere ai sospetti incidenti di sicurezza. Svolgi sessioni di formazione regolari per rafforzare queste competenze.

Inoltre, puoi utilizzare campagne di phishing simulate per testare e migliorare la capacità degli utenti di riconoscere e segnalare le e-mail sospette.

Implementazione dei controlli di accesso

Utilizza il principio del minimo privilegio per limitare l’accesso degli utenti alle sole risorse di cui hanno bisogno. Implementa metodi di autenticazione forti, compresa l’ autenticazione a più fattori (MFA) , dove possibile.

Inoltre, una soluzione per la gestione degli accessi privilegiati (PAM) può aiutarti a controllare e monitorare l’accesso dei dipendenti ai sistemi critici e ai dati sensibili.

Monitoraggio e risposta continui

Monitora tutti gli endpoint in tempo reale per rilevare e rispondere rapidamente alle potenziali minacce. Imposta avvisi automatici per attività sospette e sviluppa un chiaro piano di risposta agli incidenti. Utilizza un sistema di gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza (SIEM) per centralizzare i dati di log e migliorare la capacità di rilevare e rispondere agli incidenti di sicurezza.

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Come il SOC e la gestione degli endpoint possono lavorare insieme

Molte delle 12 sfide sopra elencate, dalle minacce in continua evoluzione allo stress da avvisi, possono essere affrontate al meglio quando il team addetto alla gestione degli endpoint opera in stretta collaborazione con il Security Operations Center (SOC). Un SOC lavora a stretto contatto con il team di gestione degli endpoint per un approccio coordinato alla sicurezza. Questa collaborazione dovrebbe includere la condivisione di informazioni sulle minacce, la risposta coordinata agli incidenti e lo sviluppo congiunto dei criteri di sicurezza.

L’integrazione della gestione degli endpoint con operazioni di sicurezza più ampie crea una postura di sicurezza più solida e una capacità di risposta più rapida. Cerca gli strumenti di orchestrazione, automazione e risposta di sicurezza (SOAR) per semplificare e automatizzare i processi di risposta agli incidenti.

Come affrontare con successo le sfide legate alla gestione degli endpoint

Tenere il passo con le sfide della gestione degli endpoint richiede attenzione e flessibilità continue. Comprendendo le potenziali sfide e seguendo le best practice, puoi proteggere le risorse digitali dell’organizzazione, mantenere la conformità e sostenere la produttività della forza lavoro. Rimani vigile e modifica le tue strategie in base all’evoluzione della tecnologia e delle minacce per mantenere i tuoi endpoint sicuri ed efficienti.

Non lasciare che le sfide legate alla sicurezza degli endpoint mettano a dura prova il tuo team IT. Le soluzioni unificate per le operazioni IT, come NinjaOne, possono semplificare il tuo lavoro, migliorando l’erogazione dei servizi grazie alla possibilità di monitorare, gestire, proteggere e fornire assistenza per tutti i dispositivi, indipendentemente da dove si trovano e senza ricorrere a una complessa infrastruttura on-premise. Sei pronto ad affrontare le sfide della gestione degli endpoint? Inizia oggi stesso la tua prova gratuita di NinjaOne e rivoluziona la tua sicurezza IT.

FAQs

La visibilità rimane la sfida principale. Con l’aumentare del numero di aziende che adottano un modello di lavoro ibrido, molte organizzazioni si trovano ad avere decine o centinaia di dispositivi non gestiti che accedono alla propria rete all’insaputa del reparto IT. Se a ciò si aggiungono un panorama delle minacce in continua espansione e budget IT in calo, le lacune nella visibilità diventano la causa principale da cui scaturisce la maggior parte delle altre sfide presenti in questo elenco.

Esistono diverse tendenze emergenti nel campo della sicurezza degli endpoint che le organizzazioni devono approfondire, tra cui la sicurezza zero-trust, gli strumenti di Rilevamento e risposta estesi (XDR), l’utilizzo di metodi di autenticazione biometrica, le soluzioni di sicurezza basate sul cloud e altro ancora.

Tra le best practice per la gestione degli endpoint in ambienti di lavoro ibridi figurano la definizione di criteri chiari per i dispositivi remoti e in sede, l’adozione di soluzioni di rilevamento degli endpoint e risposta (EDR) e l’implementazione di aggiornamenti e patch regolari. Le best practice possono essere seguite utilizzando strumenti come una soluzione di gestione IT centralizzata che permetta di mantenere la visibilità e la postura di sicurezza dell’intera infrastruttura.

Le PMI spesso si affidano a soluzioni più semplici ed economiche, mentre le aziende richiedono sistemi completi che si integrano con infrastrutture IT complesse. Una piattaforma di gestione IT scalabile può offrire solide soluzioni di monitoraggio e gestione degli endpoint indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda.

Applica il controllo dell’accesso alla rete (NAC), distribuire metodi di autenticazione forti (per esempio, l’autenticazione a più fattori) e crea criteri che limitino l’uso di dispositivi non approvati.

Un fraintendimento comune è che il software antivirus da solo sia sufficiente. Una gestione efficace degli endpoint richiede il monitoraggio, il patching e la protezione di tutti i dispositivi connessi, non solo la protezione dai malware.

La gestione degli endpoint copre l’intero ciclo di vita di un dispositivo, tra cui la registrazione, la configurazione, il patching, il monitoraggio e la dismissione. La sicurezza degli endpoint è un sottoinsieme incentrato specificatamente sulla protezione di questi dispositivi da minacce quali malware, ransomware e accessi non autorizzati.

Una strategia IT efficace richiede che entrambi gli aspetti vadano di pari passo, poiché gestire gli endpoint senza proteggerli, o proteggerli senza una gestione adeguata, comporta gravi lacune.

Diverse metriche sono indicative del successo delle iniziative di gestione degli endpoint. Tra queste ci sono il tempo medio di rilevamento (MTD), il tempo medio di risposta (MTR), il tempo medio di ripristino (MTTR), i casi di incidenti di sicurezza e i costi delle violazioni della sicurezza.

Il modello “zero trust” si basa sul principio secondo cui nessun utente o dispositivo deve essere considerato affidabile per impostazione predefinita, anche se si trova già all’interno della rete. Nel contesto della gestione degli endpoint, ciò significa che ogni dispositivo deve essere costantemente sottoposto a una verifica dell’identità e del proprio stato di sicurezza prima che gli venga concesso l’accesso alle risorse aziendali. Questo approccio riduce in modo significativo il raggio d’azione di eventuali violazioni ed è particolarmente efficace negli ambienti ibridi e BYOD.

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