Punti chiave
- L’RTO (recovery time objective) stabilisce il tempo di ripristino richiesto per i sistemi, mentre l’RPO (recovery point objective) indica la quantità di perdita di dati accettabile.
- I livelli di backup standard (0-3) aiutano a classificare i sistemi in base alla criticità: il livello 0 per i servizi critici e il livello 3 per i sistemi poco utilizzati.
- Allineare la pianificazione dei backup a RTO e RPO garantisce che le strategie di ripristino rispecchino la criticità dei sistemi e dei dati, riducendo il rischio di priorità disallineate.
Definire gli obiettivi di tempo di ripristino (RTO, recovery time objective) e gli obiettivi di punto di ripristino (RPO, recovery point objective) aiuta MSP e clienti a concordare aspettative di ripristino realistiche. L’RTO stabilisce il tempo di ripristino richiesto per i sistemi, mentre l’RPO indica la quantità di perdita di dati accettabile.
Senza obiettivi RTO e RPO documentati, gli MSP rischiano di disallineare involontariamente le priorità di ripristino, lasciando esposti sistemi e dati critici.
Strategie per allineare la pianificazione dei backup a RTO e RPO
Prima di tutto, le aspettative di ripristino devono corrispondere agli obiettivi di ripristino adeguati, in base alla criticità dei sistemi e dei dati. In questo modo si riducono le risorse sprecate in strategie di ripristino disallineate e i risultati del ripristino diventano più prevedibili e coerenti con le esigenze del cliente.
📌 Casi d’uso: definire gli obiettivi RTO/RPO allinea le risorse dell’MSP alle priorità di business del cliente. Documentare sistemi e dati suddividendoli in livelli aiuta gli MSP a rispettare gli impegni previsti dagli SLA e a rafforzare le strategie di continuità operativa e disaster recovery (BCDR) dei clienti.
📌 Prerequisiti:
- Accesso ai log di backup
- Piattaforma di documentazione centralizzata (ad esempio NinjaOne Docs)
- Visione chiara dei sistemi e dei processi di business del cliente
- Inventario degli asset documentato
- Definizione condivisa di RTO e RPO
Una guida visiva a questo argomento è disponibile qui: Come definire aspettative chiare su RTO/RPO per i diversi livelli di backup.
Strategia n. 1: definisci livelli di backup standard
Ogni endpoint svolge una funzione specifica all’interno di un ambiente. Suddividere gli endpoint in livelli aiuta a rispecchiarne la criticità in caso di interruzione, tempi di inattività o perdita di dati. Creare livelli di backup standard per un cliente garantisce che le strategie di ripristino siano calibrate sull’importanza di ciascun endpoint.
💡 Nota: mantieni gli obiettivi di ripristino coerenti con le tue reali capacità di backup. (Vedi ⚠️ Aspetti a cui prestare attenzione.)
Esempio di livelli di backup standard con obiettivi RTO e RPO
Allineare i sistemi ai livelli in base all’impatto percepito sul business aiuta i clienti a visualizzare i propri obiettivi di ripristino durante un’interruzione.
| Livello | Descrizione | Obiettivo RTO | Obiettivo RPO | Esempi |
| 0 | Servizi critici | < 15 min | < 1 min | Gateway di pagamento, chioschi e database transazionali |
| 1 | Servizi aziendali principali | Da 1 a 4 ore | Da 5 a 15 minuti | CRM e file server |
| 2 | Strumenti dipartimentali | Da 4 a 12 ore | Da 30 a 60 minuti | Strumenti HR e dashboard di reporting |
| 3 | Sistemi poco utilizzati | Da 12 a 24 ore | Da 4 a 24 ore | Archivi di file |
Strategia n. 2: esegui una Business Impact Analysis per mappare i sistemi
Una Business Impact Analysis (BIA) fornisce informazioni utili sui diversi criteri di assegnazione dei livelli. I tecnici possono sfruttare le BIA per valutare i sistemi e capire a quale livello appartengono.
Conoscere la criticità dei sistemi aiuta i clienti a stabilire le soglie tollerabili di tempi di inattività e perdita di dati. Questo evita classificazioni errate: un sistema di grandi dimensioni non è necessariamente critico, così come uno piccolo non è necessariamente a bassa priorità.
⚠️ Importante: BIA imprecise portano ad assegnazioni di livello sbagliate. (Vedi ⚠️ Aspetti a cui prestare attenzione.)
Criteri BIA principali per l’assegnazione dei livelli
- Perdite economiche o operative dovute ai tempi di inattività. Valuta l’impatto di un sistema su ricavi, transazioni e operazioni principali in caso di tempi di inattività e perdita di dati. Ad esempio, l’interruzione di un sistema POS può bloccare le vendite, il che lo colloca nel livello 0.
- Rischi di conformità o normativi. I sistemi soggetti a normative esterne stringenti, come i requisiti HIPAA per il backup dei dati, possono richiedere tempi di ripristino più rapidi e una maggiore frequenza di backup.
- Numero di utenti coinvolti. Maggiore è il numero di utenti coinvolti durante un’interruzione, maggiore sarà l’impatto sull’organizzazione. In breve, un sistema che riguarda tutti i dipendenti richiede un livello RTO/RPO più elevato rispetto a un sistema usato da un piccolo team.
- Dipendenze di ripristino. I sistemi da cui dipendono i processi critici richiedono lo stesso livello di urgenza dei sistemi critici stessi. Individuare queste dipendenze e assicurarsi che rientrino nei livelli di ripristino urgente semplifica le strategie di backup.
Strategia n. 3: documenta RTO e RPO con un modello destinato al cliente
Dopo aver suddiviso i sistemi nei diversi livelli, gli MSP devono riportare queste informazioni in un formato e in un linguaggio facilmente comprensibili. La documentazione della strategia di backup funge da riferimento durante un’interruzione e garantisce che i processi rispettino gli obiettivi concordati.
Visualizzare gli obiettivi di ripristino offre trasparenza ai clienti durante l’onboarding. Inserisci la documentazione nelle business review trimestrali per chiarire in che modo le strategie di backup esistenti rispondono alle esigenze operative dei clienti.
Esempio di documentazione destinata al cliente
| Sistema | Livello | Tempo di ripristino previsto (RTO) | Soglia di perdita dati (RPO) | Note |
| Server QuickBooks | 1 | 2 ore | 1 ora | Immagine completa del sistema; backup ogni ora |
| NAS (Network Attached Storage) di archivio | 3 | 24 ore | 12 ore | Backup notturno su cold storage |
| Caselle di posta Microsoft 365 | 2 | Da 4 a 12 ore | 30 minuti | Coperte dal backup di Microsoft 365 di NinjaOne |
Confronta le opzioni di backup per i sistemi e i dati di ogni livello
Scarica la guida all’acquisto di soluzioni di backup di NinjaOne
Strategia n. 4: allinea le strategie di backup a ciascun livello
Per gli MSP è fondamentale assicurarsi che la frequenza dei backup sia compatibile con i tempi di ripristino richiesti e con le soglie di perdita dati stabilite dai clienti. Ad esempio, non puoi promettere un RPO di 15 minuti se i backup vengono eseguiti solo ogni ora.
Gli MSP devono anche allocare le risorse in modo conveniente, rispettando gli SLA di backup senza spendere una fortuna. Le soluzioni di backup ad alte prestazioni sono ideali per i sistemi critici, mentre i sistemi non critici possono utilizzare repository a basso costo.
Esempio di livelli e strategie di backup corrispondenti
- Livello 0. In questo livello il ripristino deve essere rapido, perché comprende sistemi essenziali per le operazioni. Le soluzioni possono includere la replica continua o cluster di failover per massimizzare l’uptime.
- Livello 1. Per evitare interruzioni del flusso di lavoro, inserisci in questo livello i sistemi che supportano le funzioni di business quotidiane. I tecnici possono prevedere backup di immagini e snapshot frequenti per rispettare l’RTO e l’RPO di questo livello.
- Livello 2. Riserva questo livello ai sistemi che possono tollerare finestre di ripristino più lunghe. I backup incrementali orari riducono il carico, affiancati da backup completi giornalieri per garantire i punti di ripristino.
- Livello 3. È consigliabile includere in questo livello i sistemi e i file a cui si accede raramente. Usa soluzioni di cold storage a basso costo, dato che tempi di ripristino più lunghi per i file archiviati sono generalmente accettabili.
Strategia n. 5: verifica la conformità a RTO e RPO con controlli di validazione leggeri
Una volta suddivise tutte le strategie di backup nei diversi livelli, il passo successivo è verificare che funzionino. Con test leggeri i tecnici possono individuare gli scostamenti rispetto alle policy di backup, garantendo che i sistemi restino conformi al livello RPO/RTO assegnato.
I tecnici possono eseguire test e analizzare i log di backup per verificare se la frequenza dei backup rispetta l’obiettivo RPO. Per quanto riguarda l’RTO, test di ripristino manuali e pianificati forniscono metriche utili a misurare il tempo di ripristino effettivo.
I dati raccolti tramite log, test regolari e monitoraggio delle dashboard offrono agli MSP indicazioni concrete, permettendo di prevenire i problemi prima che diventino incidenti. Questo aiuta a mantenere la qualità del servizio migliorando costantemente le strategie di backup con metodi a basso impatto.
Strategia n. 6: integra la pianificazione dei backup nei confronti e nelle revisioni con il cliente
Le esigenze dei clienti evolvono man mano che le loro organizzazioni crescono. Comunicare le strategie di backup in modo trasparente e proattivo, dall’onboarding alle business review trimestrali, aiuta a migliorarle nel tempo.
Argomenti da affrontare durante l’onboarding
Gli obiettivi RTO e RPO iniziali, basati sulle priorità del cliente e sulle capacità tecniche, vanno definiti durante l’onboarding. In questo modo i clienti capiscono come si presentano le loro strategie di ripristino prima e dopo un incidente.
Business review trimestrali
Documenta quali sistemi hanno raggiunto gli obiettivi di ripristino e quali no, usando i dati raccolti tramite log di ripristino, dashboard e test. Si ottiene così un’analisi trasparente che evidenzia i processi riusciti e individua le lacune, aiutando i clienti a prendere decisioni informate sulle modifiche ai livelli.
Analisi post-incidente
I piani di ripristino devono migliorare sulla base delle prestazioni reali, non di ipotesi e simulazioni. Dopo un incidente o un’interruzione, confronta le prestazioni di ripristino con gli obiettivi fissati per migliorare le strategie di backup e le assegnazioni dei livelli esistenti.
Documentazione e audit
Riporta nei report ogni modifica alle assegnazioni dei livelli, agli obiettivi RTO/RPO o alle strategie, insieme alle relative motivazioni. Archivia questi report per creare una traccia di audit chiara, utile ai team interni e ai clienti durante le revisioni.
⚠️ Aspetti a cui prestare attenzione
| Rischi | Possibili conseguenze | Come rimediare |
| Promettere obiettivi RTO e RPO troppo ambiziosi | Fissare obiettivi di ripristino irrealizzabili porta a violazioni degli SLA e all’insoddisfazione dei clienti. | Analizza i log di ripristino e gli intervalli di backup e rivedi di conseguenza le assegnazioni dei livelli. Informa i clienti delle modifiche a RTO/RPO prima di applicarle. |
| Assegnare il livello di backup sbagliato | Assegnazioni errate dei livelli di backup possono lasciare esposti i sistemi critici durante le interruzioni. | Ripeti la Business Impact Analysis per individuare lacune e allocazioni errate, quindi riassegna i sistemi al livello adeguato in base alla criticità. |
| Mancanza di controlli di validazione | Le prestazioni di backup e ripristino possono degradarsi nel tempo, creando un disallineamento tra il servizio erogato e gli obiettivi di ripristino prefissati. | Pianifica validazioni leggere per verificare regolarmente la conformità a RTO e RPO. Così i tecnici possono individuare in anticipo gli scostamenti prima che diventino problemi seri per il cliente. |
| Comunicazione carente con il cliente | Una comunicazione carente lascia i clienti all’oscuro dei limiti e delle modifiche al ripristino, con il rischio che perdano fiducia nel proprio MSP. | Includi gli obiettivi di ripristino nei confronti durante l’onboarding e nelle business review trimestrali. Documenta i risultati delle validazioni e ogni modifica per mantenere una traccia di audit chiara per i clienti. |
L’integrazione di NinjaOne per soluzioni di backup a livelli
NinjaOne offre funzionalità unificate di tagging, documentazione e reporting in una visualizzazione centralizzata. Questo aiuta gli MSP a offrire ai clienti strategie di backup conformi agli SLA, garantendo ripristino e visibilità grazie all’automazione.
- Campi personalizzati. Per una migliore visibilità, usa i campi personalizzati per contrassegnare gli asset con il livello assegnato e gli obiettivi di ripristino specifici.
- Avvisi in tempo reale. Crea Avvisi Personalizzati per notificare rapidamente i tecnici assegnati quando le aspettative sul backup degli endpoint non vengono rispettate.
- Documentazione strutturata. Inserisci i requisiti di conformità a RTO e RPO e i Runbook per ciascun cliente e condividili con i tecnici.
- Reporting e analitiche. Scegli tra numerosi modelli per trasformare i dati IT grezzi in report significativi che mostrano il valore offerto ai clienti.
Prepara i clienti al successo con RTO e RPO ben definiti
Una strategia di backup efficace funziona in entrambe le direzioni: se i clienti comunicano apertamente i propri obiettivi aziendali, gli MSP devono condividere gli obiettivi di prestazione del ripristino. La trasparenza reciproca aiuta entrambe le parti ad allineare le aspettative di ripristino e la risposta agli incidenti.
Una buona strategia di backup deve evolvere insieme alla crescita dei clienti. Integrando obiettivi ben definiti nell’onboarding, nelle business review trimestrali e nelle revisioni post-incidente, resilienza e responsabilità diventano un impegno condiviso tra MSP e clienti.
Argomenti correlati:
- RTO e RPO: qual è la differenza?
- Guida completa al backup e al ripristino dei dati
- Che cos’è il piano di backup e ripresa delle attività e perché ti serve?
- Come creare un piano di disaster recovery (DRP)
Guida rapida
Il backup SaaS di NinjaOne ti permette di definire aspettative chiare su RTO (recovery time objective) e RPO (recovery point objective) grazie a policy di conservazione flessibili.
Tra le funzionalità principali:
- Frequenza di backup:
- Email: 12 volte al giorno
- OneDrive/Google Drive: 1 volta al giorno
- SharePoint/Unità condivise: 3 volte al giorno
- Gruppi e Teams: 3 volte al giorno
- Policy di conservazione:
- Puoi creare pianificazioni di conservazione granulari con opzioni per:
- Backup orari
- Backup giornalieri
- Backup settimanali
- Backup mensili
- Puoi creare pianificazioni di conservazione granulari con opzioni per:
- Esempi di conservazione:
- Puoi conservare due mesi di backup in questo modo:
- Backup orari per 7 giorni
- Backup giornalieri per i 14 giorni successivi
- Backup settimanali per 4 settimane
- Backup mensili per 2 mesi
- Puoi conservare due mesi di backup in questo modo:
- Funzionalità aggiuntive:
- Il backup incrementale acquisisce solo le modifiche rispetto all’ultimo backup
- Crittografia AES a 256 bit
- Supporto dei ripristini point-in-time
- Opzioni di ripristino flessibili (crea copia, accoda, sovrascrivi, ignora)
In questo modo le organizzazioni possono definire aspettative RTO/RPO chiare e personalizzate per i diversi livelli di backup e tipi di dati.
