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Le novità del WWDC24 di Apple

di Team Ninja
Apple WWDC 2024

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

La scorsa settimana Apple ha fatto numerosi annunci alla sua Worldwide Developer Conference: da Apple Intelligence ai futuri iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia, oltre a molte altre novità rivolte agli utenti finali e alla community di sviluppatori Apple. Non è possibile riepilogare ogni singola caratteristica e ogni aggiornamento, ma ho voluto mettere in evidenza alcune novità che avranno un impatto su tutti gli amministratori che gestiscono dispositivi Apple nel proprio ambiente, nonché sugli strumenti utilizzati per gestirli.

Indice

Apple Intelligence

In primo piano al WWDC24 c’è l’ingresso di Apple nell’intelligenza artificiale generativa, battezzata con un nome quanto mai azzeccato: Apple Intelligence (“AI”, vi dice qualcosa?). Apple Intelligence combina l’elaborazione on-device per molte attività, Private Cloud Compute di Apple per i modelli server di dimensioni maggiori e la possibilità per gli utenti finali di scegliere di utilizzare modelli di terze parti, inizialmente soprattutto ChatGPT di OpenAI. Tutto questo lavora insieme per abilitare una moltitudine di nuove caratteristiche: dagli Strumenti di scrittura che riscrivono o riassumono un testo, a Image Playground che consente di creare artificialmente un’immagine a partire da una descrizione, fino a un Siri rinnovato e più intelligente che mai.

In questo articolo non entrerò nei minimi dettagli degli annunci, ma voglio iniziare a rispondere alla domanda: “Come amministratore con dispositivi Apple nel mio ambiente, che impatto avrà Apple Intelligence sul mio lavoro?”

Il primo aspetto da notare riguarda i dispositivi che potranno utilizzare Apple Intelligence quando sarà disponibile, più avanti quest’anno. Oltre a richiedere dispositivi con iOS 18, iPadOS 18 o macOS Sequoia, saranno supportati solo i modelli di hardware più recenti:

  • iPhone 15 Pro o Pro Max, o successivi
  • iPad Pro o Air con processore M1 o successivo
  • Mac con processore M1 o successivo

Una delle domande principali sull’utilizzo dei sistemi di AI riguarda l’accesso ai dati e la loro conservazione da parte di questi sistemi. Tra poco parlerò più nel dettaglio della privacy dei dispositivi e degli utenti, ma volevo sottolineare in modo specifico l’impegno di Apple sul fronte della privacy nella progettazione della sua piattaforma Private Cloud Compute. Naturalmente, se un utente sceglie di utilizzare uno strumento di terze parti come ChatGPT, occorre valutare anche le implicazioni per la privacy di quelle piattaforme.

La domanda più importante a cui deve essere data risposta per un amministratore di dispositivi Apple è quale livello di controllo esista per gestire l’uso che un dispositivo fa delle funzionalità di AI proprietarie o di terze parti. Dato che Apple Intelligence non è nemmeno ancora in beta, Apple non ha ancora pubblicato i controlli disponibili. Tuttavia, in NinjaOne seguiremo il processo di beta sia dei nuovi OS dei dispositivi sia delle release di Apple Intelligence e faremo in modo che gli amministratori che usano la nostra piattaforma per gestire i propri dispositivi Apple abbiano accesso il più rapidamente possibile a tutti i controlli disponibili.

Privacy

Come forse era prevedibile, anche la privacy degli utenti è stata al centro degli annunci di Apple, ben oltre le considerazioni legate ad Apple Intelligence. A partire da macOS 13, gli utenti finali vengono avvisati quando un’app installata contiene un componente che viene eseguito in background. Questi processi possono anche essere disattivati da Impostazioni di sistema, per impedire che ciò avvenga. Di conseguenza, gli amministratori potevano distribuire un payload MDM Managed Login Items per approvare l’esecuzione in background delle applicazioni gestite. In questo modo si semplifica il processo di notifica all’utente e si impedisce la disattivazione dei processi. macOS Sequoia estende questo comportamento dalle attività di login e in background a più tipi di estensioni, tra cui gli importatori di Spotlight, le icone del Dock, i driver dei lettori di smart card, i pannelli colore e le estensioni multimediali.

Con macOS Sequoia, Apple introduce la protezione dei contenitori dei gruppi di app. Gli sviluppatori potranno mantenere tutti i dati delle app isolati in un contenitore definito. Questo contenitore può essere limitato a una singola app oppure definito come contenitore condiviso tra più app create dallo stesso sviluppatore. Gli utenti riceveranno una notifica ogni volta che un’app non approvata tenterà di accedere ai dati di un contenitore di app e potranno negare la richiesta. Per chiarezza: con macOS Sequoia questi contenitori di app possono essere implementati in modo facoltativo e non sono un componente obbligatorio dell’OS. In ogni caso, si tratta di un passo avanti significativo verso un DLP avanzato nativo in macOS.

Gli utenti con iOS 18 o iPadOS 18 potranno bloccare o nascondere qualsiasi app installata. Bloccare un’app significa che per avviarla sarà richiesta un’autenticazione (ad esempio tramite Face ID) e che i contenuti dell’app saranno comunque completamente nascosti in tutto il sistema. Le app nascoste avranno la stessa protezione, ma non saranno nemmeno visibili nella schermata Home del dispositivo. La possibilità di bloccare o nascondere le app può essere gestita dalle organizzazioni per l’intero dispositivo sui dispositivi supervisionati, oppure singolarmente per le app gestite con tutti i tipi di enrollment. Nessun timore: le app nascoste e bloccate resteranno visibili negli inventari software MDM dei dispositivi gestiti e, anche nel caso degli enrollment utente, tutte le app gestite nascoste dall’utente continueranno a essere visibili.

Gestione dei dispositivi Apple

Gestione degli aggiornamenti software nuova e migliorata

Lo scorso anno, con iOS 17, iPadOS 17 e macOS Sonoma, Apple ha introdotto un nuovo modo per distribuire e applicare aggiornamenti specifici dell’OS tramite il protocollo Declarative Device Management (DDM). Gli amministratori potevano semplicemente indicare una versione di destinazione, oltre a data e ora in cui l’aggiornamento sarebbe stato imposto, e il dispositivo si occupava del resto: scaricare e preparare l’aggiornamento, avvisare periodicamente l’utente della sua disponibilità e, una volta superata la scadenza, forzarne l’installazione.

Più avanti quest’anno, con iOS 18, iPadOS 18 e macOS Sequoia, Apple compie un ulteriore passo avanti consolidando tutti i controlli esistenti per la gestione degli aggiornamenti software, insieme ad alcuni nuovi, in un’unica configurazione dichiarativa. Grazie a questa configurazione unificata, gli amministratori potranno gestire le seguenti funzionalità (e altre ancora!) su ciascuna di queste piattaforme:

  • Posticipare la disponibilità delle nuove versioni dell’OS fino a 90 giorni dal rilascio.
  • Consentire agli utenti di installare o annullare le Rapid Security Response.
  • Controllare il comportamento nativo del dispositivo quando vengono individuati nuovi aggiornamenti (Scarica, Installa aggiornamenti OS, Installa aggiornamenti di sicurezza).
  • Consentire l’iscrizione del dispositivo a un programma beta dell’OS.
  • (Solo macOS) Consentire agli account utente standard di installare manualmente gli aggiornamenti dell’OS.

Inoltre, ci sono nuovi controlli granulari che consentono agli amministratori di iscrivere automaticamente i dispositivi a programmi beta specifici tramite il proprio account AppleSeed for IT. È possibile anche installare automaticamente un OS beta durante l’Automated Device Enrollment (ADE).

Novità su rete e connettività

Le piattaforme Apple supportano già la randomizzazione dell’indirizzo MAC: il dispositivo genera in modo casuale un indirizzo MAC diverso per ogni rete Wi-Fi a cui si collega. Di conseguenza, gli amministratori potevano anche scegliere se abilitare o disabilitare questa caratteristica per le reti Wi-Fi gestite configurate sui dispositivi. Con i prossimi aggiornamenti degli OS, Apple fa un passo ulteriore con la caratteristica “Ruota indirizzo Wi-Fi”. Ora, oltre a generare un indirizzo univoco per ogni rete Wi-Fi, quell’indirizzo cambierà anche periodicamente nel tempo. Se hai un’infrastruttura che dipende da un indirizzo MAC persistente per funzionare correttamente, assicurati di verificare come questa nuova funzionalità interagisce con essa e come può essere gestita in modo adeguato.

iOS 18 e iPadOS 18 introducono anche numerose nuove funzionalità legate alla connettività cellulare. Gli amministratori potranno stabilire che la eSIM venga sempre mantenuta ogni volta che un dispositivo viene inizializzato, nonché limitare la possibilità di trasferire la configurazione eSIM corrente. La VPN per singola app supporterà il network slicing 5G e il dispositivo potrà gestire fino a 5 reti private univoche, configurabili tramite MDM.

Gestione delle estensioni di Safari

Con le prossime release di iOS, iPadOS e macOS, le estensioni di Safari potranno essere gestite direttamente dagli amministratori. Le singole estensioni possono essere abilitate o disabilitate in modo permanente, oppure inserite in un elenco di autorizzazioni per lasciarne il controllo all’utente finale. L’accesso ai siti web da parte delle estensioni può essere configurato specificando singoli domini o sottodomini. Infine, tutte queste funzionalità sono pienamente supportate anche con la navigazione privata di Safari.

Nuove funzionalità di gestione di macOS Sequoia

macOS Sequoia includerà alcune funzionalità di gestione aggiuntive di diretto interesse per gli amministratori. Una nuova configurazione per la gestione dei dischi permetterà agli amministratori di stabilire se i dispositivi possono montare unità di archiviazione esterne e/o di rete, oppure di limitarle alla sola lettura. Il Single Sign-on della piattaforma è stato ampliato e può consentire l’autenticazione basata su IdP per FileVault, la schermata di blocco e la finestra di login, oltre a supportare vari nuovi metodi di autenticazione.

Gli amministratori potranno anche installare in modo sicuro eseguibili e file di configurazione launchd in una posizione a prova di manomissione. In questo modo sarà possibile distribuire in sicurezza eventuali strumenti aggiuntivi di gestione IT e garantire che le attività in background gestite non possano essere facilmente scavalcate dall’utente finale.

Anche visionOS entra in scena

Se il lancio iniziale di visionOS supportava l’MDM solo in modo basilare, consentendo l’enrollment guidato dall’account e payload limitati, visionOS 2.0 amplia notevolmente questo supporto introducendo l’Automated Device Enrollment per i dispositivi di proprietà dell’organizzazione. Apple Vision Pro supporterà ora anche la maggior parte delle configurazioni e dei payload MDM più comuni, come codice di accesso, filtri dei contenuti web, molte restrizioni dei dispositivi, il comando di blocco del dispositivo e molto altro. L’integrazione con Apple Apps and Books è pienamente supportata e consente una distribuzione fluida delle app ai dispositivi gestiti. Infine, gli sviluppatori che vogliono sfruttare le capacità spaziali di Apple Vision Pro avranno a disposizione diverse nuove API enterprise, utilizzabili per casi d’uso come l’accesso alla fotocamera principale, l’accesso ad Apple Neural Engine o la scansione spaziale di codici a barre e QR code.

Un invito all’azione

In questo articolo ho solo sfiorato la superficie dei tanti annunci di Apple, ma ho voluto mettere in evidenza quelli che ho trovato più rilevanti e interessanti. Consiglio vivamente a ogni amministratore che ha dispositivi Apple nel proprio ambiente di guardare le sessioni del WWDC24 di Apple che gli sembrano più direttamente pertinenti, o anche di leggere i numerosi articoli di riepilogo disponibili online.

Se utilizzi NinjaOne per gestire i tuoi dispositivi, o stai anche solo valutando di farlo in futuro, facci sapere quali tra le prossime caratteristiche ti interessano di più o quali saranno più critiche e rilevanti per te! Apple ha già reso disponibili software beta e documentazione per molte di queste nuove funzionalità, quindi non è mai troppo presto per iniziare a testarle e a capire l’impatto che queste nuove release avranno sul tuo ambiente attuale.

Per approfondire

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