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Come gestire il file di paging della memoria virtuale in Windows 10 e Windows 11

di Lauren Ballejos, IT Editorial Expert   |  
translated by Sergio Oricci
File di paging

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • Capire a cosa serve il file di paging: Il file di paging di Windows (pagefile.sys) estende la RAM fisica memorizzando temporaneamente i dati in eccesso sul disco.
  • Accedere alle impostazioni del file di paging (Windows 10): Apri Impostazioni > Sistema > Informazioni > Impostazioni di sistema avanzate > Impostazioni delle prestazioni > Avanzate > Modifica.
  • Accedere alle impostazioni del file di paging (Windows 11): Apri Impostazioni > Sistema > Informazioni > Link correlati > Impostazioni di sistema avanzate > Impostazioni delle prestazioni > Avanzate > Modifica.
  • Adattare le dimensioni del file di paging alla RAM: Per la maggior parte dei sistemi, imposta la dimensione iniziale pari alla RAM installata e quella massima a 1,5–2 volte la RAM.
  • Dare priorità al posizionamento degli SSD: Posizionare il file di paging su un SSD NVMe PCIe 4.0 o PCIe 5.0 per ridurre drasticamente il divario di prestazioni tra la RAM e la memoria virtuale.
  • Controllare regolarmente il file di paging: Segui un programma di monitoraggio regolare (per esempio, controlli giornalieri delle prestazioni, adeguamenti trimestrali) per garantire la massima stabilità del sistema.

In questo articolo imparerai come gestire il file di paging della memoria virtuale in Windows 10 e Windows 11.

Lo sviluppo della gestione della memoria dei computer è stato uno dei progressi più significativi dell’informatica. Nel 1961, il computer Atlas dell’Università di Manchester ha introdotto la memoria virtuale, cambiando radicalmente il modo in cui i computer allocano le risorse. Questa innovazione è nata da un problema sempre più grave: i programmi stavano rapidamente superando la capacità della RAM fisica disponibile, creando un collo di bottiglia che rischiava di rallentare i progressi.

Oggi questa tecnologia si è evoluta in un sofisticato sistema di file di paging in Windows 10 e Windows 11, svolgendo un ruolo fondamentale nelle prestazioni dei sistemi informatici moderni e aiutando gli utenti a gestire la memoria virtuale di Windows in modo più efficiente.

Una nota importante: A partire dal 14 ottobre 2025, Windows 10 ha raggiunto la fine del supporto mainstream (non saranno più disponibili aggiornamenti delle funzionalità né assistenza tecnica ordinaria). I dispositivi iscritti al programma Extended Security Updates (ESU) di Microsoft per i consumatori potranno continuare a ricevere patch di sicurezza critiche e importanti fino al 13 ottobre 2026. A partire da tale data, i dispositivi Windows 10 non registrati e con licenza ESU scaduta non riceveranno più aggiornamenti di sicurezza. Se utilizzi ancora Windows 10, l’aggiornamento a Windows 11 (o l’adesione al programma ESU come soluzione temporanea) dovrebbe essere la tua priorità assoluta.

Guarda la nostra guida video Come gestire il file di paging della memoria virtuale di Windows 10 se preferisci fruire di questo contenuto tramite un video.

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Comprendere il concetto di memoria virtuale in Windows 10 e Windows 11

I limiti dei primi computer sembrano quasi incredibili rispetto agli standard odierni. Ogni programma doveva essere interamente contenuto nella RAM fisica, rendendo quasi impossibile eseguire operazioni complesse su sistemi con memoria limitata. Un computer con 640 KB di RAM poteva eseguire programmi solo entro tale limite, indipendentemente dallo spazio disponibile sul disco rigido.

La memoria virtuale ha cambiato questa situazione, consentendo allo spazio del disco rigido di agire come un’estensione della memoria fisica. In questo modo sono state eliminate le limitazioni della RAM e gli utenti hanno potuto gestire la memoria virtuale di Windows in modo più efficace.

Sia Windows 10 che Windows 11 implementano questa funzionalità tramite pagefile.sys, un file di sistema dinamico che opera in combinazione con la RAM fisica. Sebbene il meccanismo di base sia lo stesso su entrambi i sistemi operativi, Windows 11 beneficia di una compressione della memoria migliorata e di un gestore della memoria virtuale più ottimizzato, il che significa che, in condizioni di carico di lavoro tipiche, ricorre meno frequentemente al paging del disco.

Tra i componenti principali del sistema di memoria virtuale figurano i seguenti:

  • File di paging: File di sistema nascosto che memorizza i dati di overflow.
  • Gestore della memoria virtuale: Controlla il movimento dei dati tra la RAM e la memoria.
  • Mappatura della memoria: Traccia le posizioni dei dati tra i tipi di memoria.
  • Tabelle di pagina: Registra l’allocazione della memoria e i modelli di utilizzo.
  • Compressione della memoria: Riduce la dimensione dei dati prima della paginazione.
  • Gestione delle priorità: Decide quali dati passare alla memoria virtuale.

Comprendendo come Windows gestisce la memoria virtuale, potrai ottimizzare al meglio le prestazioni e la sicurezza del tuo sistema.

Per procedere, consulta la nostra guida Come abilitare o disabilitare la crittografia del file di paging per la memoria virtuale, in cui illustriamo metodi pratici per proteggere e gestire il file di paging.

La gestione della memoria di Windows nel tempo

Ogni versione di Windows ha introdotto miglioramenti nella gestione della memoria virtuale, riflettendo i progressi sia dell’hardware che del software. Questi passaggi hanno trasformato la memoria virtuale da una semplice estensione della RAM in un sistema intelligente che anticipa e gestisce le esigenze di memoria, aiutando gli utenti a gestire meglio la memoria virtuale di Windows.

Tra le principali novità nelle diverse versioni di Windows figurano le seguenti:

  • Windows 3.1: Introdotta la funzionalità di base dei file di swap.
  • Windows 95/98: Aggiunte funzionalità di dimensionamento dinamico dei file di pagina.
  • Windows XP: Algoritmi di memoria migliorati.
  • Windows Vista: Introduzione della tecnologia SuperFetch.
  • Windows 7: Aggiunta della compressione avanzata della memoria.
  • Windows 8: Tecniche di combinazione della memoria migliorate.
  • Windows 10: Sviluppo di una gestione intelligente della memoria.
  • Windows 11: Sono state introdotte ulteriori ottimizzazioni del file di paging.

(SuperFetch è poi stato rinominato SysMain a partire da Windows 10 1809.)

Ogni iterazione ha contribuito al sofisticato sistema odierno, in grado di gestire complessi scenari di multitasking mantenendo la stabilità e offrendo agli utenti un maggiore controllo sulla gestione della memoria virtuale di Windows.

Vantaggi di una corretta configurazione della memoria virtuale

L’informatica moderna richiede soluzioni di gestione della memoria sempre più sofisticate. Applicazioni professionali come software di editing video, programmi di rendering 3D e ambienti di sviluppo possono consumare rapidamente la RAM disponibile. La memoria virtuale fornisce una capacità di overflow essenziale, prevenendo i crash del sistema e mantenendo un funzionamento fluido sotto carichi pesanti. Sapere come aumentare la dimensione del file di paging e regolare le impostazioni può migliorare notevolmente le prestazioni.

Se configurata correttamente, la memoria virtuale offre diversi vantaggi:

  • Multitasking ottimizzato per applicazioni esigenti
  • Maggiore stabilità del sistema, con un minor numero di blocchi e arresti anomali durante i picchi di utilizzo
  • Migliore gestione dei software ad alta intensità di memoria
  • Gestione più efficiente dei processi in background e delle operazioni su file di grandi dimensioni
  • Recupero più rapido dopo l’esecuzione di attività che richiedono un uso intensivo della memoria

Questi vantaggi diventano evidenti quando si eseguono contemporaneamente più applicazioni impegnative. Per esempio, chi crea e monta video può tenere aperti diversi progetti mentre utilizzano altri software, e gli sviluppatori possono gestire più virtual machine senza alcun calo di prestazioni.

Accedere alle impostazioni del file di pagina di Windows

Per mettere a punto il sistema, devi sapere come accedere alle impostazioni della memoria virtuale e come regolarle. Sebbene Windows offra una gestione automatica, la configurazione manuale offre spesso risultati migliori per casi d’uso specifici.

Capire come aumentare la dimensione del file di paging e regolare le impostazioni del file di paging in Windows 10 e Windows 11 può aiutare a ottimizzare le prestazioni. I passaggi sono sostanzialmente identici su entrambi i sistemi operativi, con lievi differenze nel modo in cui si accede alla schermata delle impostazioni.

Nota: Per modificare le impostazioni del file di paging devi aver effettuato l’accesso come amministratore.

Segui questi passaggi per accedere alle impostazioni avanzate del file di paging in Windows 10 e Windows 11:

  1. Inizia accedendo alle impostazioni alla sezione Informazioni delle impostazioni.
    • Windows 10: Apri Proprietà del sistema dal Pannello di controllo. (Se la versione di Windows 10 è la 20161 o successiva, apri le Impostazioni, clicca sull’icona Sistema, quindi su Informazioni sul lato sinistro del menu.)
    • Windows 11: Apri le Impostazioni, clicca sull’icona Sistema, quindi su Informazioni nella parte inferiore della barra laterale a sinistra del menu.
  1. Apri Impostazioni di sistema avanzate.
    • Windows 10: Questa opzione dovrebbe già essere visibile nella sezione Informazioni. (Gli utenti di Windows 10 build 20161 e versioni successive devono cliccare su questo dalla sezione Impostazioni correlate di quella pagina.)
    • Windows 11: Scorri verso il basso nella sezione Informazioni fino ai Link correlati e clicca su Impostazioni di sistema avanzate.
  1. Seleziona Impostazioni prestazioni.
  2. Seleziona la scheda Avanzate.
  3. Clicca su Modifica nella sezione Memoria virtuale.
  4. Togli la spunta da Gestione automatica.
  5. Seleziona Dimensioni personalizzate.
  6. Inserisci le dimensioni iniziali e massime.
  7. Clicca su Imposta per confermare le modifiche.
  8. Riavvia il sistema quando viene richiesto.

Nota: Windows 11 versione 25H2 ha introdotto un menu separato Sistema > Avanzate dedicato alle opzioni per sviluppatori e utenti esperti. I controlli relativi alla memoria virtuale non si trovano in quella pagina. Segui i passaggi sopra indicati (“Impostazioni di sistema avanzate” nella sezione “Collegamenti correlati”) per visualizzare invece la finestra classica delle Proprietà del sistema.

Calcolare le dimensioni ottimali del file di pagina

I sistemi moderni richiedono una configurazione personalizzata basata su modelli di utilizzo specifici e sulle risorse disponibili. Il consiglio tradizionale di far corrispondere la dimensione del file di pagina alla RAM non è più valido per tutti. Per determinare le impostazioni ottimali per le impostazioni dei file di pagina di Windows, occorre invece considerare il carico di lavoro tipico e le specifiche del sistema.

Configurazioni consigliate per diverse quantità di RAM:

  • 8 GB DI RAM: 8GB iniziali, massimo 16GB
  • 16 GB DI RAM: 16GB iniziali, massimo 24GB
  • 32 GB DI RAM: 20GB iniziali, massimo 40GB
  • 64GB RAM: 32GB iniziali, massimo 64GB

I sistemi con meno di 8 GB di RAM dovrebbero privilegiare un potenziamento della RAM piuttosto che l’ottimizzazione del file di paging.

Le raccomandazioni sopra riportate costituiscono dei punti di partenza. Se lavori regolarmente con applicazioni che richiedono molta memoria, ti consigliamo di aumentare questi valori. Inoltre, ricordati che il tipo di memoria ha un impatto significativo sulle prestazioni della memoria virtuale.

Le unità a stato solido (SSD) offrono un accesso ai file di pagina più rapido rispetto ai dischi rigidi tradizionali, consentendo potenzialmente file di pagina più piccoli senza penalizzazioni delle prestazioni. Prendi in considerazione la possibilità di dedicare una piccola partizione SSD specificamente alla memoria virtuale, per massimizzare le prestazioni e gestire in modo più efficace la memoria virtuale di Windows.

Infine, gli utenti di Windows 11 beneficiano di una compressione della memoria migliorata, che riduce la frequenza con cui i dati vengono effettivamente scritti nel file di paging. Se utilizzi Windows 11 con almeno 16 GB di RAM, la gestione automatica del file di paging di Microsoft è spesso ottimale, a meno che tu non stia eseguendo specifici carichi di lavoro professionali.

Configurazioni avanzate dei file di pagina

Le moderne soluzioni di archiviazione offrono la possibilità di configurare la memoria virtuale in modo più sofisticato, rendendo la configurazione dell’archiviazione fondamentale per l’ottimizzazione della memoria virtuale e per il miglioramento delle prestazioni dei file di paging. Per esempio, le unità SSD migliorano notevolmente le prestazioni della memoria virtuale rispetto ai dischi rigidi tradizionali, grazie alla loro velocità di lettura/scrittura superiore.

Le tecniche di posizionamento strategico del file di paging includono quanto segue:

  • Allocazione primaria sull’unità più veloce disponibile
  • File di paging secondario su un’unità fisica separata per il bilanciamento del carico
  • Partizione SSD dedicata alla memoria virtuale, separata dai file del sistema operativo
  • Valutazione dei modelli di utilizzo con cui le unità si usurano nel tempo

L’azienda può trarre vantaggio dalle configurazioni di memoria virtuale distribuita, che distribuiscono il carico di I/O su più unità, riducendo i colli di bottiglia e migliorando la reattività del sistema.

Risoluzione dei problemi di memoria virtuale

I problemi di memoria virtuale si manifestano spesso attraverso indicatori di prestazioni specifici. Riconoscere questi segnali aiuta a risolvere i problemi prima che la stabilità del sistema ne risenta. Un monitoraggio regolare può identificare tempestivamente i potenziali problemi, evitando un grave degrado delle prestazioni.

Tra i segnali di allarme più comuni relativi a problemi di memoria virtuale figurano i seguenti:

  • Avvisi frequenti di memoria virtuale insufficiente
  • Arresto anomalo delle applicazioni
  • Attività eccessiva del disco durante il passaggio da un programma all’altro
  • Graduale degrado delle prestazioni del sistema
  • Errori di schermata blu relativi alla memoria
  • Tempi lenti di avvio delle applicazioni
  • Risposta ritardata del sistema durante il multitasking

Best practice per la gestione della memoria virtuale

Una gestione efficace della memoria virtuale richiede una manutenzione pianificata, il monitoraggio delle prestazioni, nonché verifiche e adeguamenti periodici. Documenta le configurazioni e il loro impatto per rendere informate le future decisioni in merito all’ottimizzazione delle prestazioni.

Ecco un programma di manutenzione consigliato da seguire:

  1. Monitoraggio giornaliero delle prestazioni
  2. Analisi settimanale dell’utilizzo delle risorse
  3. Revisione mensile della configurazione
  4. Regolazioni trimestrali delle impostazioni
  5. Valutazione semestrale del sistema
  6. Valutazione annuale dell’ottimizzazione

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Il futuro della gestione della memoria virtuale continuerà a evolversi insieme alle tecnologie di archiviazione e alle tecniche di gestione della memoria emergenti. Gli SSD NVMe PCIe 4.0 e PCIe 5.0, ormai ampiamente disponibili, garantiscono prestazioni del file di paging notevolmente più veloci; nel settore enterprise e dei data center, l’espansione di memoria tramite Compute Express Link (CXL) si sta affermando come la direzione verso cui si sta orientando il tiering dello storage (sebbene ciò influisca maggiormente sull’architettura dei server piuttosto che sulla regolazione quotidiana del file di paging in Windows 10/11).

La gestione della configurazione della memoria virtuale in Windows 10 e Windows 11 richiede un’attenzione costante, poiché le esigenze informatiche sono soggette a continui cambiamenti. Le revisioni e le regolazioni regolari consentono di mantenere prestazioni ottimali, in particolare negli ambienti professionali dove l’efficienza del sistema ha un impatto diretto sulla produttività. Mantieni una documentazione dettagliata delle configurazioni che hanno permesso di ottenere ottimi risultati e monitora le metriche delle prestazioni del sistema per guidare le ottimizzazioni future.

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FAQs

Per la maggior parte degli utenti, la gestione automatica di Windows è sufficiente e rappresenta la scelta più sicura, soprattutto su Windows 11, dove la compressione della memoria è stata notevolmente migliorata.

Vale la pena prendere in considerazione la configurazione manuale solo se utilizzi regolarmente applicazioni professionali che richiedono molta memoria, come programmi di editing video, virtual machine o database di grandi dimensioni, oppure se lo spazio disponibile sull’unità di sistema è quasi esaurito ed è necessario spostare il file di paging su un’altra unità.

Non esattamente. Un SSD migliora notevolmente le prestazioni del file di paging rispetto a un disco rigido tradizionale, ma non ne elimina del tutto la necessità.

Windows e molti processi di sistema fanno ricorso al file di paging indipendentemente dalla quantità di RAM disponibile. Ciò che un SSD fa è ridurre il calo di prestazioni causato dal paging, il che significa che è meno probabile che si notino rallentamenti quando il file di paging è attivamente in uso.

Sì, e in alcuni casi è vantaggioso.

Spostare il file di paging su un’unità fisica separata — e non semplicemente su una partizione diversa della stessa unità — può ridurre il conflitto di I/O tra le operazioni di sistema di Windows e l’attività del file di paging. Per ottenere risultati ottimali, installalo sull’unità più veloce a tua disposizione. Evita di salvarlo su una chiavetta USB o su un disco esterno, poiché sono troppo lenti per garantire un utilizzo affidabile del file di paging.

Non è consigliato disabilitare il file di paging, anche su sistemi dotati di grandi quantità di RAM.

Windows utilizza il file di paging per i dump di sistema in caso di arresti anomali, per alcuni processi in background e per situazioni di overflow della memoria che possono verificarsi in modo imprevisto. Senza di esso, si rischia il blocco delle applicazioni, l’instabilità del sistema e la perdita dei dati diagnostici relativi agli errori con schermata blu, che potrebbero essere utili per risolvere eventuali problemi hardware o software.

Apri Gestione Attività, vai alla scheda “Prestazioni” e seleziona “Memoria”. Se il sistema utilizza costantemente quasi il 100% della RAM fisica e si riscontrano rallentamenti, è probabile che il file di paging sia sottoposto a un carico elevato.

Per una visione più dettagliata, utilizza il Monitoraggio delle risorse (cercalo nel menu Start) e controlla la scheda “Memoria”. Questa opzione mostra esattamente quanta parte del file di paging è attualmente in uso, aiutandoti a stabilire se sia necessario modificarne le dimensioni.

Sì, in genere la configurazione attuale del file di paging viene trasferita durante un aggiornamento da Windows 10 a Windows 11. Tuttavia, vale la pena ricontrollare le impostazioni dopo l’aggiornamento, poiché la gestione della memoria ottimizzata di Windows 11 potrebbe far sì che i valori configurati manualmente siano ora superiori al necessario. Dopo l’aggiornamento, monitora l’utilizzo della memoria per una o due settimane con il tuo carico di lavoro normale prima di decidere se modificare le impostazioni o tornare alla gestione automatica.

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