La maggior parte delle organizzazioni e delle aziende ha bisogno di un processo sicuro di protezione delle identità. Per i Managed Service Provider (MSP) e i professionisti IT che seguono clienti fortemente dipendenti dalla tecnologia, è fondamentale proporre strategie di sicurezza che garantiscano protezione senza risultare troppo complesse o costose.
Continua a leggere per scoprire come aiutare i tuoi clienti a scegliere tra Conditional Access, MFA e impostazioni predefinite di sicurezza. Puoi vedere lo stesso confronto in forma visiva su Come aiutare i clienti a scegliere tra impostazioni predefinite di sicurezza, MFA e Conditional Access.
Come costruire un framework per scegliere tra i diversi strumenti di gestione delle identità e degli accessi
Una protezione solida delle identità è sempre importante in ambito business. Tuttavia, non tutte le organizzazioni hanno bisogno degli strumenti di sicurezza più avanzati. A seconda di diversi fattori, alcune traggono maggior beneficio da controlli più semplici, mentre altre richiedono un’applicazione granulare basata su dispositivo, posizione o rischio dell’utente.
Qual è la differenza tra MFA, impostazioni predefinite di sicurezza e Conditional Access?
Prima di tutto, assicurati che i tuoi clienti comprendano le differenze tra impostazioni predefinite di sicurezza, MFA e Conditional Access.
| Opzione | Sintesi | Caratteristiche principali |
| Impostazioni predefinite di sicurezza | Una baseline preconfigurata, attivabile con un clic, che abilita automaticamente le protezioni essenziali nei tenant Microsoft 365 |
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| MFA (Multi-Factor Authentication) | Applicazione dell’MFA al login per utenti o gruppi specifici |
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| Conditional Access (CA) | Policy avanzate di controllo degli accessi basate sul contesto, incluse in Azure AD Premium P1/P2 o Microsoft 365 Business Premium |
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Punti di forza e compromessi di ciascuna opzione
Per aiutare i clienti a capire quale soluzione si adatta meglio alla loro attività, mostra loro i pro e i contro di tutte le opzioni. In questo modo le aspettative saranno chiare fin dall’inizio.
| Caratteristica | Impostazioni predefinite di sicurezza | MFA | CA |
| Carico amministrativo | Molto basso | Moderato (configurazione per singolo utente) | Elevato (richiede la progettazione delle policy) |
| Granularità | Nessuna | Minima | Molto elevata |
| Flessibilità | Nessuna | Bassa | Elevata |
| Licenze | Gratuita | Gratuita | Richiede P1/P2 o M365 BP |
Valuta la maturità e il rischio del cliente
Prima di consigliare una qualsiasi opzione, devi valutare l’ambiente specifico del cliente, così da assicurarti che la soluzione scelta risponda alle sue esigenze operative e ai suoi obiettivi di business.
Ecco alcune domande chiave da porre:
- Esistono requisiti normativi e di conformità?
Settori come sanità, finanza e pubblica amministrazione sono spesso soggetti a obblighi stringenti, come HIPAA, PCI-DSS e ISO 27001. In questi casi Conditional Access può essere più indicato, perché consente un’applicazione basata sul rischio e offre funzionalità di reporting e auditing più solide.
- La forza lavoro comprende utenti da remoto, policy BYOD o accessi guest?
Un piccolo team che lavora in ufficio può andare benissimo con le impostazioni predefinite di sicurezza. Se invece i dipendenti lavorano da remoto, usano dispositivi personali (BYOD) o collaborano spesso con ospiti o partner, servono strumenti di sicurezza più articolati per garantire la protezione.
- Dispongono già di Microsoft 365 Business Premium o E5?
I clienti con Microsoft 365 Business Premium o E5 possono accedere a caratteristiche di sicurezza avanzate come Conditional Access e l’MFA integrata, ottenendo un controllo più granulare senza acquistare licenze aggiuntive.
- L’attrito per l’utente è una preoccupazione prioritaria?
Le impostazioni predefinite di sicurezza sono più semplici da attivare, ma non ammettono eccezioni né policy sfumate, e questo può irritare gli utenti. L’MFA può rallentare l’accesso, ma la maggior parte delle persone si abitua con il tempo. Conditional Access riduce ulteriormente l’attrito, perché richiede l’MFA solo quando è davvero necessario.
Percorso di implementazione
Affrontare questa attività per fasi è sempre una buona idea, per bilanciare sicurezza e controllo.
Fase 1: parti dalle impostazioni predefinite di sicurezza
Le impostazioni predefinite di sicurezza permettono agli amministratori di abilitare l’MFA per tutti gli utenti e di bloccare l’autenticazione legacy con un solo interruttore. Sono adatte a piccole imprese, startup o nuovi tenant Microsoft 365.
Fase 2: passa all’MFA per singolo utente
Se le impostazioni predefinite non bastano, l’applicazione selettiva dell’MFA offre una protezione più mirata per gli utenti ad alto rischio, come gli account amministrativi e quelli del team finance. È però fondamentale monitorare gli scostamenti e gli account dimenticati, perché la configurazione manuale può portare a un’applicazione non uniforme.
Fase 3: evolvi verso Conditional Access
Conditional Access è la scelta migliore per organizzazioni più grandi, settori regolamentati e team remote-first. Offre una sicurezza consapevole del contesto, che si adatta al comportamento degli utenti e ai rischi rilevati. In particolare può:
- Applicare l’MFA solo quando serve (ad esempio quando gli utenti accedono da posizioni sconosciute)
- Bloccare l’accesso ai dati sensibili da dispositivi non gestiti o non conformi
- Richiedere metodi di autenticazione forte (ad esempio chiavi FIDO2, Windows Hello)
Come evitare gli errori più comuni
Il rischio di configurare male la sicurezza delle identità è sempre presente: può ridurre la protezione, bloccare l’accesso degli utenti ai loro account e creare problemi amministrativi. Ecco due errori frequenti da evitare.
- Non combinare l’MFA per singolo utente con Conditional Access.
Quando passi a CA, disattiva prima l’MFA per singolo utente. Se entrambe le configurazioni sono attive, infatti, possono verificarsi conflitti come:
- Utenti a cui viene richiesta l’MFA due volte
- Policy CA ignorate o sovrascritte
- Difficoltà nel risolvere i problemi di accesso
- Configura sempre un account “break-glass”.
Un account break-glass è un account amministrativo di emergenza, altamente protetto ed escluso da tutte le policy CA e MFA. Si utilizza quando i metodi di accesso standard non funzionano. Questo account evita i blocchi totali e garantisce che gli amministratori IT possano riprendere il controllo e risolvere i problemi senza ricorrere a metodi di recupero esterni. Ricorda solo di proteggerlo con un’autenticazione resistente al phishing (ad esempio una chiave FIDO2 o una smart card).
Come spiegare tutto questo ai clienti
Spiegare correttamente questi concetti ai clienti è essenziale, soprattutto quando non hanno un background tecnico approfondito. Ecco alcuni consigli per comunicare meglio senza sommergerli di termini tecnici.
- Presenta l’MFA come la cintura di sicurezza.
Spiega che l’MFA blocca il 99,9% dei tentativi di compromissione degli account, proprio come le cinture proteggono chi guida in caso di incidente.
- Presenta CA come il navigatore GPS.
Un GPS modifica il percorso consigliato in base al traffico e alla posizione. Allo stesso modo, le policy di Conditional Access adattano le protezioni a seconda di chi effettua l’accesso, da dove e con quale dispositivo.
- Presenta le impostazioni predefinite di sicurezza come la serratura di fabbrica.
Questa configurazione attivabile con un clic offre una protezione immediata, esattamente come il sistema di chiusura di serie di un’auto nuova.
Idee di integrazione con NinjaOne
NinjaOne non gestisce direttamente le policy di identità, ma può contribuire a renderle efficaci e concrete.
| Funzione | A supporto di | Che cosa fa |
| Monitoraggio della conformità degli endpoint | Conditional Access | Verifica l’integrità del dispositivo, lo stato delle patch, l’antivirus e la crittografia |
| Verifica del registro o della presenza dell’agente | Validazione dell’affidabilità del dispositivo | Conferma che l’agente NinjaOne sia installato e che le impostazioni di sistema siano sicure |
| Segnalazione delle macchine non conformi | Applicazione delle policy | Contrassegna i dispositivi a rischio e avvia la correzione automatica o gli avvisi |
| Reporting sull’avanzamento delle policy | Monitoraggio della sicurezza dei clienti | Mostra quali tenant sono passati dall’MFA a Conditional Access |
Aiutare i clienti a costruire una protezione delle identità resiliente
Per scegliere la giusta strategia di sicurezza delle identità è importante tenere sempre conto delle esigenze di business e dell’esperienza dell’utente. Inoltre, gli MSP devono sempre procedere per fasi e comunicare bene con i clienti, per evitare malintesi.
Con l’aiuto di NinjaOne, costruire questo framework diventa molto più semplice e meno stressante per tutte le parti coinvolte.
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