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Come creare la timeline di un incidente di cybersecurity con Defender e i log di controllo

di Team Ninja
How to Build a Cyber Security Incident Timeline Using Defender and Audit Logs blog banner image

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

In questa guida ti illustriamo nel dettaglio i diversi metodi per ricostruire una timeline di un incidente di cybersecurity utilizzando i dati di Microsoft Defender for Endpoint, i log di controllo di Microsoft 365 e la telemetria a livello di sistema. Includiamo query PowerShell, controlli del Registro di sistema e dei criteri di gruppo, oltre a tecniche di verifica basate su CMD, per supportarti nell’analisi e nel reporting degli incidenti.

Ti starai chiedendo perché tutto questo sia importante. In parole semplici: quando si verifica un incidente di sicurezza, la priorità non è solo la bonifica (per quanto sia importante), ma anche capire cosa è successo davvero, così da evitare che si ripeta. Una timeline chiara mostra:

  • Causa principale e finestra di esposizione: dove è iniziato l’incidente di sicurezza e per quanto tempo gli autori delle minacce vi hanno avuto accesso
  • Prove di conformità: molte normative (come il GDPR e l’HIPAA) richiedono di dimostrare quando e come si è verificata una violazione.
  • Supporto assicurativo o legale: una documentazione adeguata rafforza i reclami o le indagini.
  • Convalida operativa: ti aiuta a capire cosa ha funzionato (o meno) nelle tue difese

💡 Nota: puoi considerarlo come il sopralluogo su una scena del crimine, dove però le prove sono Defender for Endpoint, i log di controllo di Microsoft 365 e la telemetria di sistema.

📌 Strategie di implementazione consigliate:

Fai clic per scegliere un metodo

💻
Ideale per singoli utenti
💻💻💻
Ideale per aziende enterprise
Metodo 1: analisi dell’incidente nel Defender Security Center✓
Metodo 2: log di controllo di Microsoft 365 (Compliance Center/PowerShell)✓
Metodo 3: query PowerShell (API Defender + log locali)✓✓
Metodo 4: registri degli eventi del dispositivo tramite CMD/Visualizzatore eventi✓
Metodo 5: controlli del Registro di sistema per i tentativi di persistenza✓
Metodo 6: criteri di gruppo per il controllo avanzato✓

💡Nota: questi metodi non sono modi alternativi per fare la stessa cosa. Ciascuno mette in evidenza una fonte di dati o una tecnica diversa, ma non costituiscono nemmeno una procedura passo passo. Alcuni MSP utilizzano solo determinate fonti, a seconda del proprio ambiente. Ti consigliamo di applicare solo i metodi necessari e adatti al tuo ambiente.

Come creare una timeline dettagliata di un incidente di sicurezza

Metodo 1: analisi dell’incidente nel Defender Security Center

Il Defender Security Center è il punto di partenza di qualsiasi indagine. Raggruppa gli avvisi in incidenti che mostrano come si sono sviluppate le minacce.

📌 Casi d’uso: è il tuo punto di rilevamento iniziale e ti aiuta a identificare rapidamente un incidente.

📌 Prerequisiti:

  • Il dispositivo deve essere registrato in Microsoft Defender for Endpoint.
  • Autorizzazioni di sicurezza per visualizzare gli incidenti nel portale.

Passaggi:

  1. Vai al Microsoft 365 Security Center. Se utilizzi un software di gestione degli endpoint, puoi accedervi direttamente dalla piattaforma.
  2. Seleziona l’incidente di tuo interesse.
  3. Analizza:
    • Il timestamp del rilevamento
    • Il nome del dispositivo e il contesto utente
    • La classificazione e l’origine della minaccia
    • Il movimento laterale o i sistemi interessati
  4. Apri la scheda Advanced Hunting per esplorare le attività correlate.
  5. Esporta i risultati in CSV o PDF per il tuo report della timeline.

Metodo 2: log di controllo di Microsoft 365 (Compliance Center/PowerShell)

I log di controllo ti danno visibilità su ciò che gli utenti (o gli attaccanti) hanno fatto nelle risorse Microsoft 365.

📌 Casi d’uso: questo metodo ti permette di tracciare accessi sospetti, aperture di file o attività sulle caselle di posta. Puoi usarlo anche per ricostruire le escalation di privilegi (ad esempio modifiche di ruolo o attività amministrative).

📌 Prerequisiti:

  • Il controllo unificato (Unified Audit Logging) è abilitato in Microsoft 365
  • Autorizzazioni di ruolo per accedere a Microsoft Purview Audit.

Passaggi:

  1. Vai al portale di ricerca dei log di controllo. In genere puoi accedervi dal tuo gestore di endpoint, se ne stai utilizzando uno.
  2. Esegui la ricerca per:
    • Email utente o object ID
    • Intervallo temporale dell’incidente
    • Attività: FileAccessed, MailboxLogin, RoleAssignmentChange, ecc.
  3. Equivalente in PowerShell:

Connect-IPPSSession

Search-UnifiedAuditLog -StartDate “2025-07-01T00:00” –
EndDate “2025-07-01T23:59” -UserIds “[email protected]”

  1. Esporta i risultati e ordinali in sequenza cronologica.

Metodo 3: query PowerShell (API Defender + log locali)

PowerShell ti consente di combinare la telemetria cloud di Defender con i log locali degli endpoint, per una correlazione più approfondita.

📌 Casi d’uso: questo metodo ti aiuta a estrarre gli eventi di sicurezza dall’API di Defender per l’automazione.

📌 Prerequisiti:

  • PowerShell 5.1+ e modulo Graph installato
  • Autorizzazioni per interrogare l’API di Defender (SecurityEvents.Real.All)
  • Diritti di amministratore locale sull’endpoint
  • Hai bisogno di un ripasso? Iscriviti al corso intensivo gratuito PowerShell per IT Ninja.

Passaggi:

  1. Apri PowerShell.
  2. Esegui questi comandi, in base alle tue esigenze:
  • Hunting in Defender tramite API Graph:

Connect-MgGraph -Scopes "SecurityEvents.Read.All"

Invoke-MgGraphRequest -Method GET -Uri “https://graph.microsoft.com/v1.0/security/alerts” |

ConvertFrom-Json | Select-Object id, createdDateTime, title, severity, status

  • Log locali di Defender:

Get-WinEvent -LogName "Microsoft-Windows-Windows Defender/Operational" |

Where-Object { $_.TimeCreated -gt (Get-Date).AddHours(-24) } |

Select TimeCreated, Message

💡 Suggerimento: usalo per correlare la telemetria degli endpoint con le minacce rilevate nel cloud.

Metodo 4: registri degli eventi del dispositivo tramite CMD/Visualizzatore eventi

I registri degli eventi locali ti aiutano ad approfondire accessi, attività di sistema ed esecuzione di script che potrebbero non comparire in Defender o in M365.

📌 Casi d’uso: questo metodo ti permette di individuare arresti anomali, riavvii o spegnimenti del sistema durante la finestra dell’attacco. Puoi usarlo anche per esaminare l’esecuzione di script PowerShell come possibile vettore di attacco.

📌 Prerequisiti:

  • Diritti di amministratore locale sulle macchine interessate
  • Registrazione di sicurezza e di PowerShell abilitata

Passaggi:

  1. Apri il Prompt dei comandi con privilegi elevati.
  2. Esegui questi comandi nell’ordine indicato.
  • Eventi di accesso agli account (ID evento 4624 (accesso eseguito correttamente), 4625 (accesso non riuscito), 4648 (tentativo di accesso con credenziali esplicite)):

wevtutil qe Security “/q:*[System[(EventID=4624 or EventID=4625 or EventID=4648)]]” /c:10 /f:text

  • Eventi di sistema (avvio/spegnimento/errori):

wevtutil qe System /c:10 /f:text

  • Attività di PowerShell:

wevtutil qe “Microsoft-Windows-PowerShell/Operational” /c:20 /f:text

Metodo 5: controlli del Registro di sistema per i tentativi di persistenza

Gli attaccanti modificano spesso le chiavi del Registro di sistema per far sì che i loro strumenti vengano eseguiti automaticamente dopo un riavvio.

📌 Casi d’uso: questo metodo rileva i programmi di avvio non autorizzati e individua eventuali manomissioni del Registro di sistema.

📌 Prerequisiti:

  • Controllo del Registro di sistema abilitato (tramite criteri di gruppo o criteri di sicurezza)
  • La registrazione degli eventi è configurata per le modifiche al Registro di sistema.

Passaggi:

  1. Premi Win + R, digita regedit e premi Invio.
  2. Controlla i percorsi di persistenza più comuni:
    1. HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run

Riguarda tutti gli utenti del sistema. Un malware presente qui verrà avviato per ogni account che effettua l’accesso.

    1. HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run

Riguarda solo l’utente corrente. La persistenza è legata a un unico profilo utente compromesso.

💡 Gli autori delle minacce a volte preferiscono HKCU perché è più difficile da individuare e non richiede diritti di amministratore. È quindi una best practice controllare entrambi i percorsi.

  1. Cerca l’ID evento 4657 nei log di sicurezza (modifica di un valore del Registro di sistema).
  2. Confronta le voci sospette con le attività rilevate da Defender o dai log di controllo di M365.

Metodo 6: criteri di gruppo per il controllo avanzato

📌 Casi d’uso: garantisce la disponibilità di log fondamentali per gli incidenti futuri. Puoi usare questo metodo anche per rafforzare la copertura su server e workstation di valore elevato (perfetto per il reporting di conformità!).

📌 Prerequisiti:

  • Diritti di gestione dei criteri di gruppo
  • Ambiente di dominio (consigliato, anche se funzionano anche i criteri locali)

Passaggi:

  1. Premi Win + R, digita gpedit.msc e premi Invio.
  2. Vai a: Configurazione del computer → Impostazioni di Windows → Impostazioni sicurezza → Configurazione avanzata criteri di controllo → Criteri di controllo
  3. Abilita:
    • Controlla eventi di accesso
    • Controlla accesso agli oggetti
    • Controlla rilevamento processi
    • Controlla modifica criteri
  4. Applica i criteri ai server e alle workstation principali.

⚠️ Aspetti a cui prestare attenzione

RischiPossibili conseguenzeCome rimediare
Lacune nella conservazione dei log (Defender, M365 o log locali)Attività mancanti nella finestra dell’attacco; timeline incompletaEstendi i criteri di conservazione (ad esempio, log di controllo Purview con E5 = 1 anno); centralizza i log in un SIEM.
Sovrascrittura del registro degli eventi (log di sicurezza/sistema)Prove più datate sovrascritte da nuovi eventiAumenta le dimensioni dei log tramite criteri di gruppo; trasferisci i log a un sistema di raccolta.
Controllo disabilitato o configurato in modo erratoNessun evento acquisito relativo a registro, file o privilegiVerifica le impostazioni dei criteri di gruppo per il controllo; abilita la Configurazione avanzata criteri di controllo.
Falsi positivi (app legittime nelle chiavi Run, accessi insoliti)Tempo di indagine sprecato o interruzioni accidentaliConfronta le voci con l’inventario software e i comportamenti noti degli utenti.
Raccolta eccessiva di datiDifficoltà nell’individuare la vera attività malevolaUsa i filtri in PowerShell/Advanced Hunting per restringere le query.

Altri aspetti da considerare nella creazione di un log di controllo di Office 365

  • Conservazione dei log: assicurati che i log vengano conservati per almeno 90-180 giorni (in base alle esigenze di conformità).
  • Integrazione con il SIEM: valuta la centralizzazione di tutti i log in un SIEM per la correlazione.
  • Sincronizzazione oraria: assicurati che tutti i sistemi siano sincronizzati tramite NTP (w32tm /query /status) per evitare incongruenze nella timeline.
  • Documentazione: mantieni un modello standard di timeline per gli incidenti.

Risoluzione dei problemi più comuni

  1. Log mancanti: la registrazione non era abilitata oppure i log sono stati sovrascritti.
    • Come risolvere: verifica il controllo nei criteri di gruppo, aumenta le dimensioni dei log o centralizzali in un SIEM.
  2. Nessun dato Defender: il dispositivo non è registrato o è escluso dalla protezione
    • Come risolvere: controlla la registrazione nel Security Center ed esamina i criteri di esclusione.
  3. Errori nei log di controllo (M365): il controllo unificato non è abilitato oppure la licenza limita la conservazione
    • Come risolvere: abilita la registrazione di controllo in Purview e verifica la tua licenza (E5 = conservazione di 1 anno, non E5 = 180 giorni).
  4. Discrepanze temporali: sistemi non sincronizzati, con conseguenti lacune nella timeline
    • Come risolvere: esegui w32tm /query /status e configura la sincronizzazione NTP su tutti i sistemi.
  5. Problemi di esportazione/importazione: le esportazioni CSV non vengono ordinate correttamente.
    • Come risolvere: riesporta i dati con PowerShell e ordinali per TimeCreated o CreationDate.
  6. Troppo rumore: l’elevato volume di eventi nasconde gli indicatori reali.
    • Come risolvere: usa i filtri (ID evento, filtri utente, query KQL) per restringere i risultati.

Servizi NinjaOne

NinjaOne, la piattaforma automatizzata di gestione degli endpoint, può aiutarti a costruire una timeline degli incidenti di cybersecurity più dettagliata. Ecco come:

  • Raccolta centralizzata dei log: NinjaOne ti permette di raccogliere su larga scala e secondo una pianificazione i log degli eventi di Windows, quelli operativi di Defender e quelli di PowerShell, così le prove non vanno perse.
  • Orchestrazione PowerShell one-to-many: puoi eseguire script parametrizzati su dispositivi/tenant selezionati e acquisire risultati in formato JSON/CSV/testo. Gli output possono essere allegati ai ticket, archiviati o inoltrati tramite webhook per un’analisi immediata.
  • Pacchetti di prove automatizzati: avvia playbook che raccolgono in un’unica esecuzione ID evento chiave, rilevamenti di Defender, voci di avvio automatico nel Registro di sistema e stato della sincronizzazione oraria.
  • Rilevamento e avvisi ad alto valore informativo: ricevi avvisi su eventi 4625 ripetuti, rilevamenti di Defender, corrispondenze ScriptBlock o modifiche al Registro di sistema raccolte dagli script.
  • Automazione delle risposte in sicurezza: azioni tramite script possono rimuovere avvii automatici malevoli, terminare processi, isolare un host o ruotare le credenziali locali con controlli preliminari.
  • Registrazione migliore tramite policy: distribuisci tramite script dimensioni dei log maggiorate, la registrazione ScriptBlock/Transcription e le categorie di controllo avanzate.
  • Scalabilità multi-tenant per gli MSP: riutilizza le stesse raccolte, gli stessi avvisi e gli stessi playbook su tutti i clienti grazie a tag e gruppi di dispositivi definiti.
  • Contesto su asset ed esposizione: passa da un avviso ai dettagli di inventario, come versione dell’OS, età delle patch e software presenti.
  • Assegnazione di tag, reporting ed esportazioni per gli incidenti: assegna un ID incidente a dispositivi, ticket e artefatti ed esporta i pacchetti di prove (CSV/JSON/ZIP).
  • Integrazioni e governance: usa webhook e API per inviare e recuperare dati con SIEM, ITSM e strumenti di chat; arricchisci le timeline con query Graph/Defender tramite script.

Proteggi il tuo ambiente con un log di controllo dettagliato di Microsoft 365

Ricostruire la timeline di un incidente di cybersecurity non si riduce a una singola operazione. Richiede di combinare le prove provenienti dagli incidenti di Defender, dalle attività registrate nei log di controllo di Microsoft 365 e dalla telemetria degli endpoint.

Ti abbiamo illustrato sei metodi da provare, ma è bene ribadire che queste strategie non sono del tutto indipendenti l’una dall’altra. Scegli il metodo più adatto alle tue esigenze specifiche e consulta la tabella delle strategie di implementazione consigliate per maggiori informazioni.

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Guida rapida

NinjaOne può aiutarti a costruire una timeline di un incidente di cybersecurity utilizzando i log di Defender e i log di controllo. Ecco alcuni punti chiave:

Creazione della timeline dell’incidenteNinjaOne offre solide funzionalità di raccolta dei log per creare la timeline di un incidente di sicurezza:

  1. Log di sistema di Windows
    • Raccogli i log degli eventi di Windows da:
      • Registro applicazioni
      • Registro sicurezza
      • Registro di sistema
    • Concentrati sull’intervallo temporale specifico dell’avviso/incidente
  2. Raccolta dei log su diversi sistemi operativi
    • Sistemi Windows: log degli eventi di Windows completi
    • Sistemi macOS:
      • Log di sistema
      • Log delle applicazioni
      • Log di sicurezza e autenticazione
    • Sistemi Linux:
      • Log di sistema
      • Log di autenticazione
      • Log specifici delle applicazioni
  3. Raccolta di prove aggiuntive
    • File PCAP (acquisizioni di rete)
    • Definizioni degli avvisi antivirus
    • Qualsiasi altra informazione rilevante fornita dal cliente

Integrazione con gli strumenti di sicurezzaNinjaOne si integra con strumenti di sicurezza come:

  • Bitdefender GravityZone
  • SentinelOne
  • CrowdStrike

Queste integrazioni consentono un rilevamento completo delle minacce, la registrazione dei dati e la ricostruzione della timeline.

Processo consigliato

  1. Raccogli i log dai dispositivi interessati
  2. Raccogli i log dagli strumenti di sicurezza pertinenti
  3. Individua l’intervallo temporale dell’incidente
  4. Correla log ed eventi
  5. Crea una timeline cronologica dell’incidente di sicurezza

Per ottenere una timeline completa dell’incidente, dovrai raccogliere i log da più fonti e analizzare con attenzione la sequenza degli eventi.

FAQs

In parole semplici, un incidente di sicurezza è qualsiasi evento che minaccia la riservatezza, l’integrità o la disponibilità di dati, sistemi o servizi, oppure che viola una policy di sicurezza. Alcuni esempi sono gli accessi non autorizzati, le infezioni da malware, l’esfiltrazione di dati, gli attacchi DDoS o lo smarrimento/furto di un dispositivo.

Un incidente di cybersecurity è un tipo di incidente di sicurezza che colpisce reti IT/OT, endpoint, applicazioni cloud, identità o dati. Alcuni esempi sono la compromissione di un account tramite phishing, il ransomware, lo sfruttamento di una configurazione errata o attività PowerShell malevole.

I log di controllo sono registrazioni con marca temporale delle attività generate da sistemi e servizi, che indicano chi ha fatto che cosa, su quale elemento, quando, da dove e con quale esito (riuscito/non riuscito). Sono essenziali per il rilevamento, l’analisi forense e la conformità.

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