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Processo di patch management: best practice

di Team Ninja   |  
translated by Sergio Oricci
Processo di patch management e flusso di lavoro immagine in evidenza

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave:

  • Che cos’è il patch management? Il patch management comprende le attività relative all’aggiornamento e alla protezione di endpoint e programmi.
  • Perché il patch management è importante: I sistemi aggiornati hanno maggiori probabilità di prevenire i cyberattacchi, soprattutto quelli che mirano a vulnerabilità note.
  • Con quale frequenza le aziende di livello enterprise dovrebbero applicare le patch ai loro sistemi: Le patch di sicurezza critiche devono essere distribuite il prima possibile; gli altri aggiornamenti possono seguire un rollout scaglionato.
  • Automazione del patch management: L’automazione riduce in modo significativo l’errore umano e risparmia risorse aziendali cruciali.

L’applicazione di patch a software e sistemi vulnerabili è più importante e impegnativa che mai. Ecco come i professionisti IT possono rendere il loro processo di patch management più efficiente, eliminare le interruzioni e mantenere la sicurezza delle reti.

Che cos’è il patch management?

Il processo di patch management copre le attività relative all’aggiornamento e alla protezione di endpoint e programmi. In genere si tratta di acquisire, testare e distribuire aggiornamenti software (patch) per sistemi operativi, applicazioni e firmware nei dispositivi gestiti all’interno dell’ambiente IT.

Mentre i dispositivi Windows continuano a dominare il mercato, gli endpoint Mac e Linux sono oggi altrettanto mainstream. Detto questo, il moderno processo di patch management richiede uno strumento in grado di proteggere efficacemente tutte e tre le piattaforme.

💡 Suggerimento: Per saperne di più, scarica la nostra guida al patch management per leader IT.

Perché il processo di patch management è importante?

Il processo di patch management mantiene il funzionamento dei sistemi e delle applicazioni senza intoppi ed è anche una delle attività principali per mantenere la sicurezza delle organizzazioni odierne.

Secondo il rapporto del 2024 di IBM “Cost of a Data Breach”, il costo medio globale di una violazione dei dati ha raggiunto i 4,88 milioni di dollari, un record e un aumento del 10% rispetto all’anno precedente. Da allora, le sanzioni per la conformità e la perdita di fiducia da parte dei clienti hanno ulteriormente aggravato questa battuta d’arresto.

Lascia le macchine senza patch le rende vulnerabili agli attacchi informatici e il rischio è tutt’altro che teorico. Infatti, il rapporto Verizon ldel 2024 “Data Breach Investigations Report” ha rilevato che lo sfruttamento delle vulnerabilità come vettore di attacco iniziale è cresciuto del 180% rispetto all’anno precedente, rendendo i sistemi privi di patch uno dei punti di ingresso in più rapida crescita per gli aggressori.

Le sfide del processo di patch management per le PMI

Alcune delle organizzazioni più grandi e ben finanziate del mondo hanno difficoltà con il patch management. Che possibilità hanno quindi le piccole e medie imprese viste le limitazioni relative all’assistenza informatica? Ecco alcune sfide comuni per chi ha stack IT di dimensioni moderate:

  • La mancanza di fondi per le soluzioni di patch management di livello enterprise
  • Un mix di dispositivi vecchi e nuovi, oltre a diversi sistemi operativi (Windows, macOS, Linux) e applicazioni
  • Piccoli team IT che non hanno il tempo o il personale necessario per monitorare e distribuire costantemente le patch
  • La mancanza di ambienti di test
  • Il patching manuale è un processo che richiede molto tempo (e spesso non viene considerato)

Alcune delle maggiori sfide legate al patch management riguardano il fatto che il processo richiede tempo, è complicato e crea problemi agli utenti finali. Di conseguenza, capita spesso che il patching venga rimandato o che magari degli aggiornamenti importanti si perdano nella confusione generale.

Purtroppo, il rischio che i sistemi non patchati rappresentano è in aumento. Una volta che una vulnerabilità è stata divulgata e una patch è stata rilasciata, le organizzazioni corrono per applicare la patch prima che gli aggressori inizino a sfruttarla attivamente.

Un caso d’uso reale per risolvere i problemi del processo di patch management

La soluzione per stare al passo con i cicli di patch è esternalizzare l’onere ai fornitori di servizi gestiti (MSP). Gli MSP si spingono quindi oltre, utilizzando soluzioni avanzate e specializzate, come un RMM.

“Utilizziamo NinjaOne per automatizzare il patching su dispositivi e server dei nostri utenti finali. Adesso risparmiamo un sacco di tempo per la patch management, perché non abbiamo più passaggi manuali nel nostro flusso di lavoro di patching.”

Martin Wells, CEO del Gruppo Syscomm

👉 Consiglio di lettura: Scopri come il Syscomm Group è riuscito a sfruttare NinjaOne per ottenere il massimo dal monitoraggio della sicurezza.

Un RMM è un’eccellente soluzione di gestione IT per semplificare e automatizzare le parti più complesse dell’IT, ma la strategia che lo circonda deve essere anche resiliente e scalabile. Per farti un’idea più precisa, dai un’occhiata ai nostri consigli qui sotto. Offriamo suggerimenti su come gli MSP e i responsabili IT possono creare un framework per il processo di patch management efficiente in termini di costi e duraturo.

10 fasi chiave del processo di patch management

Di seguito abbiamo riportato un modello di processo di patch management in 10 fasi. Il documento evidenzia le considerazioni fondamentali che devono essere fatte in qualsiasi piano di patch management. Dovrai assicurarti di aver stabilito ruoli e responsabilità, in modo chiaro, per ogni fase del processo. Inoltre, assicurati che tutte le principali parti interessate siano pienamente coinvolte.

⚠️ Per evitare le insidie più comuni, guarda il nostro video intitolato “Errori nel patch management e come evitarli“.

Fase 1: Individuazione

Prima di tutto, devi assicurarti di avere un inventario di rete completo. Questo significa anche conoscere i tipi di dispositivo, di sistema operativo, delle versioni del sistema operativo e persino delle applicazioni di terze parti al livello più elementare.

Molte violazioni della sicurezza avvengono perché l’IT trascura o dimentica alcuni endpoint. Gli MSP devono essere proattivi e utilizzare gli strumenti di inventario della rete. Questi sono utili per scansionare gli ambienti dei clienti in modo puntuale e ottenere una chiara visibilità sulla rete gestita.

Fase 2: Categorizzazione

Successivamente, segmenta i sistemi e/o gli utenti gestiti in base al rischio e alla priorità.

Per esempio, puoi filtrare per tipo di macchina (server, laptop ecc.), sistema operativo, versione del sistema operativo, ruolo dell’utente ecc. Ciò consente di creare criteri di patching più granulari invece di adottare un approccio unico per tutti.

Fase 3: Creazione dei criteri di patch management

Crea criteri di patching stabilendo cosa verrà patchato, quando e in quali condizioni.

Ad esempio, puoi determinare quali endpoint devono essere aggiornati automaticamente e stabilire la frequenza delle patch. La pianificazione del patching per gli utenti finali di laptop potrebbe avere una frequenza settimanale, mentre il patching per i server può essere meno frequente ed eseguito manualmente.

Puoi anche pensare di avere flussi di lavoro flessibili per le diverse patch. Alcuni dovrebbero avere un processo di rollout più rapido o più esteso (pensa agli aggiornamenti del browser rispetto a quelli del sistema operativo, agli aggiornamenti critici rispetto a quelli non critici, per esempio).

Infine, dovrai identificare le finestre di manutenzione per evitare interruzioni (tenendo conto dei fusi orari per le patch “follow the sun”, ecc.) e creare eccezioni.

Fase 4: Monitoraggio di nuove patch e vulnerabilità

Analizza le pianificazioni e i modelli di rilascio delle patch dei fornitori. Quindi cerca di individuare fonti affidabili per la divulgazione tempestiva delle vulnerabilità. Crea un processo di valutazione delle patch di emergenza. Fare riferimento al catalogo delle vulnerabilità sfruttate note (KEV) e ai punteggi di gravità CVSS di CISA aiuta i team a individuare le patch che richiedono un’azione immediata rispetto all’implementazione programmata.

Fase 5: Test delle patch

Crea un ambiente di test o un segmento di rete isolato per evitare di essere colto alla sprovvista da problemi inaspettati. Questa iniziativa dovrebbe includere la creazione di backup per un protocollo di rollback affidabile e conveniente.

Inoltre, verifica l’avvenuta distribuzione e monitora eventuali problemi di incompatibilità o di prestazioni.

Passo 6: Gestione della configurazione

Documenta eventuali modifiche che stanno per essere apportate tramite il patching. Ciò sarà utile nel caso in cui si verifichino problemi con la distribuzione delle patch, soprattutto al di là del segmento o dell’ambiente di prova iniziale.

Passo 7: Distribuzione delle patch

Segui i criteri di patch management creati al punto 3. Per una maggiore efficienza, identificate quali sistemi, applicazioni o dispositivi richiedono aggiornamenti. A questo punto, stabilisci un ordine di priorità in base al livello di rischio (ad esempio, patch di sicurezza o aggiornamenti di funzionalità).

Passo 8: Verifica delle patch

Esegui una verifica del patch management per individuare eventuali patch non riuscite o in sospeso.

Allo stesso tempo, continua a monitorare eventuali problemi di incompatibilità o di prestazioni. È anche una buona idea rivolgersi a utenti finali specifici, che possono essere d’aiuto con un livello aggiuntivo di verifica.

Fase 9: Monitoraggio e reportistica

Crea un report sulla conformità delle patch che puoi condividere con i tuoi clienti per dimostrare quanto fatto. Tieni traccia delle patch applicate per mantenere la conformità agli standard di sicurezza. Configura un sistema che tenga traccia dello stato delle patch nei vari sistemi, in modo da poter effettuare eventuali correzioni in modo più rapido e tempestivo.

Fase 10: Controlla, migliora e ripeti il processo

Infine, stabilisci una cadenza per ripetere e ottimizzare le fasi 1-9. Il flusso di lavoro deve comprendere l’eliminazione graduale o l’isolamento di qualsiasi macchina obsoleta o non supportata, la revisione dei criteri e il riesame delle eccezioni. Questo aiuterà a verificare se sono ancora validi o necessari.

Procedure consigliate per il patch management

Un patch management efficace sta assumento un ruolo sempre più centrale. Di conseguenza, gli MSP devono migliorare i propri processi e le proprie offerte o rischiano di rimanere indietro. Ecco tre modalità chiave per fornire agli MSP servizi di patch management più intelligenti, efficienti ed efficaci nel 2026.

1) Automatizza gli aggiornamenti delle patch

Il patching è un gioco in cui è estremamente facile rimanere indietro, soprattutto se ti affidi ancora all’identificazione, alla valutazione e alla distribuzione manuale delle patch. Un software di patch management  automatizzato e basato sul cloud consente agli MSP di pianificare scansioni di aggiornamento regolari.

Inoltre, aiuta a garantire l’applicazione delle patch in condizioni specifiche o in modo automatico. Oggi le moderne piattaforme RMM e di patch management incorporano persino un punteggio di rischio guidato dall’intelligenza artificiale per aiutare i team IT a stabilire le priorità nelle decisioni relative alle patch.

Come può aiutarti NinjaOne

  • Automatizza il patching per Windows e per il software di terze parti da una libreria di fornitori in continua crescita

Dashboard di patch management

  • Configura facilmente la scansione delle patch e le pianificazioni di aggiornamento per segmenti specifici di dispositivi o utenti (ottieni un controllo granulare o imposta e dimentica)

Editor di patch management con impostazioni granulari

  • Dedica meno tempo a combinare i nuovi aggiornamenti e le informazioni sulle vulnerabilità e più tempo a far crescere la tua attività

2) Riduci il tempo dedicato alla verifica della distribuzione delle patch con i report delle patch

Nonostante l’automazione nel patching stia diventando sempre più popolare, gli MSP purtroppo non possono sempre dare per scontato che le soluzioni di patching automatizzate funzionino come promesso.

Ciò significa dover implementare una verifica manuale che può richiedere molto tempo. Lo sviluppo di script o processi per alleggerire questo impegno (o, meglio ancora, l’utilizzo di soluzioni che non richiedano una verifica) è un investimento utile. 

Come può aiutare NinjaOne:

  • Dandoti accesso a report dettagliati per la verifica delle patch.

Dashboard di reportistica per la verifica delle patch con dettagli a livello di workstation

  • Elimina le congetture grazie all’accesso a informazioni affidabili in tempo reale

3) Semplifica i report

Tutto ciò che fai come MSP deve essere comunicato come valore aggiunto ai tuoi clienti. Il patch management non fa eccezione, ma la creazione di report di verifica sul patch management deve essere automatizzata il più possibile. Dopo tutto, più tempo impieghi per i rapporti, meno tempo avrai a disposizione per fornire ulteriori servizi e far crescere l’azienda.

Implementazione del processo di patch management

L’obiettivo finale del processo di patch management è garantire che tutte le soluzioni software dello stack IT e della rete gestita siano aggiornate e sicure. Nel complesso, il flusso di lavoro della patch management dovrebbe includere queste fasi:

  1. Determinare i dati di riferimento.
  2. Stabilire le priorità in base a rischio e criticità.
  3. Creare un criterio di patch management.
  4. Test delle patch, delle nuove integrazioni e della compatibilità dei sistemi.
  5. Configurazione di una soluzione di backup e ripristino resiliente.
  6. Monitoraggio degli aggiornamenti delle patch e risoluzione dei problemi.

Inoltre, verifica regolarmente la conformità dei singoli endpoint agli standard normativi come GDPR e PCI DSS. Un RMM valido deve essere in grado di automatizzare la sicurezza degli endpoint anche su larga scala.

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FAQs

La gestione delle vulnerabilità identifica continuamente e dà priorità a tutti i punti deboli della sicurezza nel tuo ambiente. Il patch management è il modo in cui si risolvono i problemi.

Il patching è un’azione di rimedio che deriva da un programma più ampio di gestione delle vulnerabilità; è necessario che entrambi lavorino insieme.

Passa dalla patch al contenimento per isolare i sistemi interessati, disabilitare la funzionalità vulnerabile e applicare qualsiasi soluzione consigliata dal fornitore. Aumenta il monitoraggio di questi endpoint finché non viene rilasciata una patch ufficiale; a quel punto trattatela come un’implementazione di emergenza.

Il catalogo delle vulnerabilità sfruttate note (KEV) della CISA è il luogo migliore per tenere traccia degli zero-day sfruttati attivamente.

“On-premises” significa che il tuo team è responsabile dell’intero ciclo di vita delle patch. Nel cloud, dipende dal modello di servizio: IaaS richiede ancora le patch del sistema operativo, mentre PaaS e SaaS spostano questa responsabilità al fornitore.

Il rischio maggiore negli ambienti ibridi è quello di pensare che il fornitore gestisca qualcosa che non gestisce. Documenta sempre chi è il responsabile delle patch per ogni livello del tuo stack.

Si tratta di una linea di base comune:

  • patch critiche entro 24-72 ore,
  • ad alta gravità entro 7-14 giorni,
  • media entro 30 giorni, e
  • bassa entro 60-90 giorni.

Regolati in base ai requisiti di conformità e alla capacità del tuo team; quindi documenta formalmente il tutto. L’aderenza agli SLA viene frequentemente verificata durante gli audit di sicurezza.

Per i sistemi ad alta disponibilità, utilizza le patch live, gli aggiornamenti rolling tra i nodi del cluster o le distribuzioni blue/green. Per i sistemi OT e di controllo industriale, le finestre di patch possono arrivare solo durante gli arresti programmati. Nel frattempo, la segmentazione della rete e i controlli rigorosi degli accessi sono la principale mitigazione del rischio.

Ritardare l’installazione di una patch è talvolta giustificato: un conflitto di compatibilità, un problema di dipendenza o un ciclo di test prolungato sono tutti motivi validi. Ciò che non è mai accettabile è lasciarlo non documentato. Qualsiasi eccezione deve essere registrata

  • il ritardo dell’installazione di una patch,
  • il motivo,
  • controlli di compensazione,
  • chi lo ha approvato, e
  • una data di revisione.

I revisori accetteranno un’eccezione documentata. Non accetteranno una discrepanza non documentata.

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