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Come proteggere i dati personali nei servizi cloud e negli account online

di Team Ninja
How to Keep Personal Data Safe in Cloud Services and Online Accounts

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • La scarsa sicurezza dei dati nel cloud dipende in larga parte dai comportamenti degli utenti, come l’uso di password deboli o il clic su link di phishing.
  • Sfrutta funzionalità di sicurezza solide, come password robuste e autenticazione a più fattori, per proteggere gli account cloud e impedire accessi non autorizzati.
  • La crittografia garantisce una protezione efficace delle informazioni sensibili trasformando i dati, archiviati o in transito, in un codice complesso.
  • Controlla regolarmente le impostazioni sulla privacy del tuo spazio di archiviazione cloud per gestire e limitare la visibilità dei dati personali.
  • Adotta abitudini d’uso sicure (evita i link sospetti, controlla l’attività dell’account, limita la condivisione dei dati) per ridurre il rischio di furto dei dati e altre minacce.

L’efficienza e la praticità dei servizi di archiviazione cloud come Google Drive, Dropbox e OneDrive li hanno resi una soluzione molto apprezzata per conservare file e documenti personali.

La comodità, però, può portare a un eccesso di fiducia, soprattutto sul fronte della sicurezza. Anche se alcuni di questi strumenti offrono funzionalità di protezione, la responsabilità di proteggere i dati personali nel cloud resta in gran parte in capo agli utenti stessi.

Questa guida spiega perché la privacy dei dati nel cloud è così importante e illustra le best practice per proteggere i dati archiviati online.

Scopri 8 strategie da mettere in pratica per proteggere i tuoi dati nel cloud in questa video guida.

Come i dati personali vengono esposti nei servizi cloud

Senza un’adeguata implementazione di misure di sicurezza, i dati personali archiviati nei servizi cloud restano esposti al rischio di divulgazione. Ecco alcune delle modalità con cui i dati nel cloud possono essere compromessi:

Password deboli o riutilizzate

Gli hacker riescono ad aggirare la protezione tramite password quando si usano combinazioni semplici e comuni come ABCDE e 12345, oppure le stesse password su più applicazioni.

Link di condivisione file pubblici

I link a informazioni personali condivisi su piattaforme pubbliche come i social media e le app di messaggistica possono essere raggiunti facilmente anche da persone estranee alla cerchia di amici e familiari.

Dispositivi non protetti

Dispositivi sbloccati o lasciati incustoditi, come laptop e smartphone, restano accessibili a chiunque.

App di terze parti con autorizzazioni eccessive

Spesso le applicazioni di terze parti richiedono l’accesso alle informazioni personali per funzionare.

Phishing e ingegneria sociale

Gli aggressori possono usare email e messaggi costruiti ad arte per convincere l’utente a cliccare o aprire link o file sospetti e ottenere così l’accesso ai dispositivi e ai loro dati.

Conoscere questi rischi comuni per i dati archiviati nel cloud offre agli utenti una base solida per capire come difendere i propri dati personali e reagire alle minacce alla sicurezza.

Consigli di privacy dei dati nel cloud per gli utenti

I singoli utenti possono adottare le seguenti tattiche di privacy dei dati nel cloud per proteggere le proprie informazioni personali.

Usa password robuste e uniche

Crea password lunghe con una combinazione di caratteri e sequenze non banali, difficili da indovinare.

Attiva l’autenticazione a più fattori (MFA)

Usa l’autenticazione a più fattori (MFA), che richiede misure di sicurezza aggiuntive per l’accesso, come il riconoscimento facciale o i codici OTP.

Controlla regolarmente l’attività dell’account

Verifica sempre il tuo account per accertarti che non vengano svolte attività sospette a tua insaputa.

Evita condivisioni di file non necessarie

Non condividere mai file o link personali su piattaforme online o con persone che non conosci.

Limita le autorizzazioni delle app collegate

Quando ti viene chiesto, esamina con attenzione le autorizzazioni richieste dall’app prima di concederle e informati su come l’app tratta i dati.

Mantieni aggiornati i dispositivi

Controlla regolarmente la disponibilità degli ultimi aggiornamenti per i sistemi operativi e le funzionalità dei tuoi dispositivi, così da ricevere protezioni e patch sempre aggiornate.

Applicare queste best practice di protezione dei dati nel cloud aiuta a ridurre sensibilmente il rischio di esposizione e, allo stesso tempo, rende gli utenti più consapevoli e responsabili nella gestione delle proprie informazioni personali.

Come crittografare i dati personali nelle app di archiviazione cloud

La crittografia dei dati è uno degli strumenti di sicurezza più potenti a disposizione degli utenti per proteggere i dati nel cloud. Funziona trasformando i dati in un codice complesso, comprensibile solo a determinati soggetti. In questo modo garantisce la riservatezza e impedisce accessi non autorizzati dall’esterno.

La crittografia protegge inoltre i dati nelle diverse fasi del loro utilizzo, sia quando restano inutilizzati e archiviati sia quando sono in transito da un utente a un altro. In quest’ultimo caso si ricorre alla crittografia end-to-end: il mittente cifra i dati, che possono essere decifrati solo dal destinatario, limitando così l’accesso.

Best practice per la crittografia dei dati

Gli utenti possono sfruttare al meglio la crittografia dei dati seguendo queste best practice.

Scegliere servizi con una crittografia solida

Dato che molti fornitori terzi offrono servizi di crittografia, conviene sceglierne uno che utilizzi protocolli di crittografia robusti, disponga di certificazioni di sicurezza e abbia dimostrato affidabilità verso i propri clienti.

Attivare le funzionalità di crittografia quando disponibili

Allo stesso modo, è bene verificare la compatibilità complessiva del software di crittografia con i file e con gli altri programmi, così da poterne abilitare facilmente le funzionalità quando serve.

Crittografare i file sensibili prima del caricamento

I file sensibili che contengono dati come informazioni personali, dati finanziari e informazioni sullo stato di salute sono bersagli privilegiati per il furto di dati: assicurati quindi di crittografarli prima di caricarli nel cloud.

Oltre alle pratiche di tutela della privacy, la crittografia dei dati aggiunge un livello di sicurezza solido che garantisce che solo tu e poche persone selezionate possiate aprire i file.

Proteggere le informazioni personali nei servizi online

In questa era di digitalizzazione, settori come la sanità e la finanza stanno adottando servizi online (per esempio app mobili e servizio clienti online) per raggiungere i propri clienti in modo più efficiente.

Anche questi servizi, però, richiedono spesso l’uso di informazioni personali per funzionare in modo efficace, il che sottopone le organizzazioni a leggi e normative sulla conformità come il GDPR e l’HIPAA.

Queste norme danno inoltre agli utenti la possibilità di esercitare i propri diritti in materia di privacy, consentendo loro di decidere come vengono utilizzati i propri dati personali. Resta comunque fondamentale che gli utenti imparino a proteggere i propri dati personali quando li condividono o li utilizzano in questi servizi online.

Best practice per i servizi online

Per ridurre il rischio che i dati personali vengano divulgati o rubati sulle piattaforme online, conviene seguire queste pratiche di sicurezza.

Limita le informazioni personali condivise online

Non fornire mai dati che non sono necessari all’organizzazione. Evita di pubblicare informazioni sensibili sui social media, soprattutto se il tuo account è visibile pubblicamente.

Controlla regolarmente le impostazioni sulla privacy

Molte applicazioni permettono di configurare le impostazioni sulla privacy per limitare le informazioni visibili pubblicamente. Verifica come sono impostate e modificale quando necessario.

Evita di archiviare dati sensibili in app non sicure

Non dare mai per scontato che tutte le applicazioni custodiscano i tuoi dati personali in modo sicuro. Controlla sempre se puoi attivare funzionalità di sicurezza come password e autenticazione a due fattori prima di archiviare dati nell’applicazione.

Presta attenzione a link e allegati

Diffida di link e allegati condivisi da fonti non ufficiali o sospette e non cliccarci sopra appena li ricevi. Se possibile, passa il puntatore sul link per verificare se porta al sito ufficiale dell’organizzazione.

Monitora i tuoi account alla ricerca di attività sospette

Controlla regolarmente i tuoi account per individuare eventuali attività svolte a tua insaputa. Tieni d’occhio aspetti come la cronologia delle operazioni bancarie e dei download e, se possibile, attiva le notifiche di avviso.

Seguire queste best practice consente agli utenti di proteggere i dati personali e di usare servizi e applicazioni online in sicurezza.

Abitudini d’uso sicure per i servizi cloud

Come già detto, non tutti i servizi cloud offrono le stesse funzionalità di sicurezza né garantiscono la protezione dei dati. Spetta quindi all’utente assicurarsi che i propri dati personali siano protetti adeguatamente, anche quando sono archiviati nel cloud.

Ecco le abitudini quotidiane da adottare quando usi i servizi cloud per archiviare dati:

Esci dall’account sui dispositivi condivisi

Quando usi un’applicazione cloud su un dispositivo condiviso, come un PC pubblico o una postazione di lavoro, non dimenticare di disconnetterti al termine, così da impedire all’utente successivo di accedere ai tuoi dati nel cloud.

Evita il WiFi pubblico senza protezione

Per quanto possibile, non aprire il tuo spazio di archiviazione cloud mentre il dispositivo è connesso a un WiFi pubblico: le minacce esterne sfruttano questa via per accedere al dispositivo dell’utente. Se proprio è necessario, attiva una VPN o un’altra misura di protezione prima di aprire il cloud.

Aggiorna regolarmente le password

Anche se è consigliabile usare password lunghe e complesse, cambiarle a intervalli regolari (per esempio ogni mese) aggiunge un ulteriore livello di sicurezza che riduce la probabilità di accessi non autorizzati.

Esegui il backup dei dati importanti

Oltre ad archiviare i dati in un servizio cloud, è prudente conservarne copie aggiuntive in backup su supporti come dischi rigidi e altri dispositivi di archiviazione.

Diffida dei messaggi sconosciuti

Email e messaggi di provenienza sconosciuta non vanno mai aperti appena li si riceve. Verifica prima che arrivino da una fonte legittima, oppure ignorali del tutto.

Usare i servizi cloud in modo sicuro aiuta a ridurre nel lungo periodo i rischi di fuga di dati e di accessi indebiti.

Falsi miti sulla privacy dei dati nel cloud

Molti utenti dei servizi cloud hanno idee sbagliate sul funzionamento della privacy dei dati nel cloud: questo genera un falso senso di sicurezza e lascia i dati personali archiviati esposti al rischio di divulgazione.

Falso mito n. 1: i servizi cloud proteggono completamente i dati personali

I fornitori di servizi cloud si occupano in genere di mantenere il funzionamento e l’integrità dell’infrastruttura cloud, ma la responsabilità di proteggere il singolo account e i dati associati resta in gran parte dell’utente.

Falso mito n. 2: la crittografia è sempre attiva

Anche se servizi cloud come Google Drive e Dropbox offrono funzionalità di crittografia e altre misure di sicurezza simili, spesso queste non sono attive per impostazione predefinita e la loro attivazione è lasciata alla discrezione dell’utente. Verifica sempre quali funzionalità sono disponibili e attivale se non lo sono già.

Falso mito n. 3: gli account personali non sono un bersaglio

I criminali informatici attribuiscono grande valore ai dati personali degli account individuali, perché possono fare da porta d’ingresso per altri crimini informatici, come frodi finanziarie, ransomware, vendita di dati sul web e così via.

Falso mito n. 4: le impostazioni sulla privacy non vanno aggiornate

I fornitori di servizi cloud applicano regolarmente patch alla propria infrastruttura per evitare che le potenziali vulnerabilità vengano sfruttate. Conviene quindi controllare la disponibilità degli ultimi aggiornamenti software e scaricarli quando ci sono.

Falso mito n. 5: i dati archiviati online sono automaticamente al sicuro

Come già detto, i servizi cloud non attivano automaticamente le funzionalità di sicurezza: spetta all’utente abilitarle e configurarle quando archivia dati personali nei propri account cloud.

Sfatare e correggere questi falsi miti è fondamentale per permettere agli utenti di proteggere meglio le informazioni sensibili archiviate nel cloud.

Guida rapida

NinjaOne aiuta a proteggere i dati personali nei servizi cloud e negli account online grazie a diverse funzionalità chiave:

Crittografia e sicurezza

  • Crittografia AES a 256 bit per tutti i dati, a riposo e in transito
  • Supporto dell’autenticazione a più fattori (MFA) per una maggiore sicurezza degli account
  • Archiviazione e gestione sicura delle credenziali

Protezione dei backup cloud e SaaS

NinjaOne SaaS Backup esegue in modo sicuro il backup dei dati cloud provenienti da:

  • Microsoft 365 (Exchange, OneDrive, SharePoint, Teams, Gruppi)
  • Google Workspace (Gmail, Drive, Calendar, Contatti)
  • Server email IMAP
  • I backup incrementali automatizzati semplificano il ripristino e la conformità
  • Ripristini a un momento specifico per recuperare i dati di qualsiasi data a partire dall’avvio del backup

Ridondanza dei dati e disaster recovery

  • Dati archiviati in 3 zone di disponibilità (AZ) di AWS per garantire la ridondanza
  • Data center certificati SOC 1, 2, 3 e ISO27001
  • Opzioni di backup ibrido (locale + cloud) secondo la regola del backup 3-2-1
  • Failover automatico in caso di indisponibilità della zona di disponibilità primaria

Controllo degli accessi e conformità

  • Controlli degli accessi basati sui ruoli con autorizzazioni granulari
  • Integrazione con Azure AD/Entra ID e SSO di Google
  • Log di audit e reporting sulla conformità
  • Legal hold (blocco legale) e criteri di conservazione (con il piano Archiver)

Sicurezza a livello di dispositivo

Conclusione

I servizi cloud offrono un modo comodo, efficiente e generalmente sicuro per archiviare online file e informazioni personali. Alla fine, però, sono gli utenti ad avere un ruolo decisivo nel proteggere i dati personali condivisi sulle piattaforme online, che si tratti del cloud o di altri servizi.

Gli utenti possono rafforzare la protezione dei propri dati sfruttando funzionalità di sicurezza come password, autenticazione a due fattori e crittografia, e adottando al tempo stesso pratiche prudenti e sicure: limitare le informazioni condivise, monitorare le attività online ed evitare link e messaggi sospetti.

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FAQs

Combinare più strategie di sicurezza, come l’uso di password robuste, l’autenticazione a più fattori e la crittografia dei dati, garantisce un’archiviazione sicura dei dati personali nel cloud.

Sì, i criminali informatici possono aggirare la protezione tramite password degli account cloud ricorrendo a tecniche di ingegneria sociale (come il phishing) e ad attività di hacking.

Sì, crittografare i file, soprattutto quelli che contengono informazioni sensibili, prima di caricarli nel tuo spazio di archiviazione cloud aggiunge un livello di protezione contro il furto di dati e altre minacce.

Chi usa l’archiviazione cloud dovrebbe controllare periodicamente le impostazioni sulla privacy dell’applicazione (per esempio ogni settimana o ogni mese) e quando il fornitore del servizio rilascia nuove patch per il software cloud.

No, non è consigliabile aprire il tuo spazio di archiviazione cloud quando sei connesso a un WiFi pubblico, a meno di attivare una VPN e altre misure di protezione.

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