Punti chiave:
- Gli ambienti IT generano un numero di avvisi, eventi relativi ai dispositivi e ticket tale che nessun tecnico è in grado di gestire manualmente, e il tempo impiegato per raccogliere le informazioni di contesto prima di intervenire è diventato il vero collo di bottiglia.
- La qualità della risoluzione dipende spesso da chi si occupa del caso, poiché le conoscenze istituzionali tendono a essere gestite da singole persone piuttosto che integrate nel flusso di lavoro.
- NinjaOne Katana AI è un nuovo assistente basato su AI, integrato nativamente in NinjaOne, che riassume lo stato di integrità e l’attività dei dispositivi, suggerisce soluzioni e consente ai tecnici di effettuare ricerche nel proprio ambiente utilizzando un linguaggio semplice.
- Katana AI analizza l’ambiente NinjaOne specifico di ciascun cliente, pertanto i risultati che fornisce riflettono il comportamento effettivo di quell’ambiente specifico, non le best practice generiche.
- Ogni raccomandazione richiede l’approvazione di un tecnico prima che venga eseguita qualsiasi operazione. I controlli di accesso basati sui ruoli, le autorizzazioni specifiche a livello di AI e un “kill switch” consentono ai leader IT di mantenere il controllo su ciò che Katana AI può vedere e fare.
- Katana AI è attualmente in fase di accesso anticipato.
Viene generato un avviso. Prima di poter risolvere qualsiasi problema, devi capire cosa significhi realmente. Si tratta di un problema isolato di questo dispositivo, oppure fa parte di un fenomeno più ampio che sta interessando l’intero ambiente? Ciò significa consultare la cronologia del dispositivo, verificare l’attività recente e, eventualmente, incrociare i dati con avvisi simili rilevati in altre parti del tuo ambiente. Quando finalmente capisci qual è il problema, hai già dedicato più tempo a indagare che a risolverlo.
È proprio in quel divario tra “sta succedendo qualcosa” e “so come affrontarlo” che si consuma gran parte della giornata di un tecnico.
Il vero lavoro inizia prima ancora di iniziare a correggere i problemi
Ogni endpoint genera segnali: avvisi, eventi relativi alle patch, dati sulle prestazioni, log attività. Presi singolarmente, nessuno di questi è difficile da leggere. Su larga scala, con una numero di dispositivi in continua crescita, gli avvisi diventano rumore di fondo che bisogna setacciare prima di riuscire a individuare quello che conta davvero.
Gli strumenti di monitoraggio tradizionali mostrano i dati. Non ti spiegano cosa significhi né come comportarti Pertanto, spetta al tecnico mettere in relazione un avviso con la cronologia di un dispositivo, confrontarlo con i problemi precedenti e decidere se vale la pena segnalare il problema a un livello superiore, il tutto prima ancora di intervenire per risolvere il problema.
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Ci vuole tempo per sviluppare un ottimo istinto
Ecco l’aspetto che è più difficile da risolvere, anche con dashboard più efficaci: anche quando il problema è chiaro, la soluzione non è sempre ovvia. Un tecnico che ha già riscontrato un fenomeno simile in passato lo riconosce immediatamente. Un tecnico che non abbia ancora acquisito esperienza deve consultare la documentazione, chiedere a un collega o procedere per tentativi, e non c’è alcuna scorciatoia per aggirare questo processo se non l’esperienza.
Non si tratta di una mancanza da parte di un singolo tecnico. È così che si costruisce la competenza: un problema alla volta, nel corso degli anni. Il problema è che, nel frattempo, la rapidità e l’uniformità nella risoluzione dei problemi variano naturalmente all’interno di un team, mentre tale competenza è ancora in fase di acquisizione.
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Crescere senza perdere slancio
I team IT gestiscono ogni anno un numero sempre maggiore di endpoint e gli MSP avvertono questa pressione moltiplicata per tutti gli ambienti dei clienti di cui si occupano. Più gli ambienti si espandono rapidamente, più diventa importante che ogni tecnico, non solo quelli più esperti, sia in grado di agire con rapidità e sicurezza. Per gli MSP, in particolare, è anche una questione di margini: più velocemente un intero team riesce a risolvere i problemi in modo coerente, maggiore è la capacità di acquisire nuovi clienti senza che le cose vadano a rotoli.
Ti presentiamo NinjaOne Katana AI
NinjaOne Katana AI è un nuovo assistente AI autonomo, integrato direttamente nella piattaforma NinjaOne, progettato per colmare il divario tra l’individuazione di un problema e la sua effettiva risoluzione, e per aiutare ogni tecnico a sviluppare più rapidamente l’istinto necessario per risolvere il problema.
Anziché dover recuperare manualmente la cronologia dei dispositivi, i log degli avvisi e i problemi passati, i tecnici ottengono un riepilogo immediato: integrità dei dispositivi, attività recenti e avvisi correlati, in modo da comprendere cosa sta realmente accadendo prima ancora di iniziare ad approfondire. Poiché Katana AI analizza l’ambiente NinjaOne specifico di un cliente anziché un modello generico, i risultati che fornisce riflettono il comportamento di quell’ambiente specifico, non una supposizione basata su best-practice generiche.
A questo punto, Katana AI suggerisce il passo successivo: script pertinenti, soluzioni collaudate, incidenti correlati. Un tecnico alle prime armi in un determinato ambiente o nel settore parte dallo stesso punto di partenza di chi si occupa da anni della risoluzione dei problemi in quell’ambito. Questo è ciò che aiuta i tecnici meno esperti a diventare operativi più rapidamente e a gestire un maggior numero di attività in autonomia, e che consente ai tecnici esperti di dedicare meno tempo a spiegare le nozioni di base ai colleghi e più tempo al lavoro che richiede effettivamente le loro conoscenze approfondite.
Inoltre, è progettato per funzionare proprio dove si trovano già i tecnici. I suggerimenti, gli script e i passaggi successivi vengono visualizzati direttamente nell’interfaccia, quindi seguire un suggerimento non comporta il passaggio a un altro strumento né la perdita del punto in cui ci si trovava. I tecnici possono inoltre effettuare ricerche nel proprio ambiente utilizzando un linguaggio semplice, senza dover creare filtri e senza dover sapere esattamente dove cercare.
Tutto questo, però, non avrebbe senso se andasse a discapito del controllo. Ecco perché la governance non è solo una funzionalità aggiuntiva di Katana AI. È invece parte integrante del modo in cui lo strumento è stato progettato e realizzato. Katana AI fornisce solo consigli, non agisce autonomamente; ogni soluzione o script suggerito richiede l’approvazione esplicita di un tecnico prima di poter essere eseguito. I controlli di accesso basati sui ruoli e le autorizzazioni specifiche a livello di AI consentono ai leader IT di decidere esattamente dove Katana AI sia attiva, anche a livello di singolo tecnico, mentre un “kill switch” globale permette di bloccare l’accesso all’istante per l’intera organizzazione.
La capacità di giudizio del tuo miglior tecnico, a disposizione di tutti
NinjaOne Katana AI ha lo scopo di aiutare ogni tecnico ad acquisire competenze più rapidamente. Quando il contesto, i consigli e la capacità di agire sono tutti riuniti in un unico posto, i tecnici meno esperti acquisiscono sicurezza più rapidamente e l’intero team risolve i problemi con maggiore coerenza, indipendentemente da chi se ne occupi per primo.
NinjaOne Katana AI è attualmente in fase di accesso anticipato.
