/
/

Come capire se una piattaforma di gestione IT è davvero cloud-native

di Team Ninja
How to Tell Whether an IT Management Platform Is Truly Cloud-Native

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • Le vere piattaforme cloud-native si basano su un’architettura cloud moderna, non solo su un browser internet.
  • Gli strumenti cloud-native offrono visibilità centralizzata, prestazioni scalabili, alta disponibilità per i team distribuiti e molto altro.
  • Il software in hosted cloud gira sull’infrastruttura del fornitore, ma spesso si comporta come un software on-premises, con tempi di inattività pianificati e aggiornamenti manuali.
  • Le soluzioni cloud-native usano i microservizi, così gli aggiornamenti non interrompono gli ambienti di produzione e le prestazioni restano costanti.
  • Porre ai fornitori domande dirette su architettura e scalabilità aiuta a verificare le dichiarazioni sul cloud-native prima di impegnarsi del tutto.

In questo articolo analizziamo la differenza tra hosted cloud e vero cloud e come capire se una piattaforma di gestione IT è davvero cloud-native. Ci sono applicazioni di gestione IT basate sul cloud, accessibili da un browser web, e ci sono piattaforme cloud “vere”, che sfruttano appieno i vantaggi dell’infrastruttura cloud moderna per offrirti strumenti IT capaci di scalare su una base di utenti globale e di aiutarti a rispettare gli SLA e gli obiettivi di conformità. Le vere piattaforme cloud-native per la gestione degli endpoint vanno oltre il semplice accesso web e aiutano il tuo team a erogare servizi IT affidabili e di alta qualità.

Le operazioni IT unificate dovrebbero coprire la gestione dei dispositivi mobili, il monitoraggio, l’helpdesk e il monitoraggio critico di rete e sicurezza, dalle installazioni on-premises fino al cloud ibrido e alla forza lavoro remota distribuita a livello globale. Gli strumenti devono rendere possibili flussi di lavoro di supporto rapidi ed efficienti, con una configurazione minima, bassa latenza e zero infrastruttura.

Cosa significa cloud “vero” per gli strumenti di gestione IT

Gli strumenti cloud-native nascono sfruttando i vantaggi offerti dalle architetture cloud moderne, invece di limitarsi ad adattare al web il classico software desktop. Liberi dai modelli tradizionali di aggiornamento del software, i servizi cloud “veri” dovrebbero evolvere rapidamente, proporre nuove caratteristiche (e migliorare quelle esistenti) sulla base dell’interazione e dei feedback degli utenti, e funzionare su un’infrastruttura interamente gestita dal fornitore, con una scalabilità trasparente in base alle tue esigenze. Gli strumenti cloud-native valorizzano l’aspetto “as a service” del SaaS: di tutto il resto se ne occupa qualcun altro, a te basta scegliere gli strumenti giusti, quelli che cresceranno insieme alla tua azienda.

Per le piattaforme di gestione IT, una vera architettura cloud dovrebbe garantire:

  • Visibilità centralizzata e gestione degli endpoint da remoto
  • Aggiornamenti regolari della piattaforma
  • Prestazioni scalabili man mano che dispositivi e utenti aumentano
  • Integrazioni basate su API
  • Alta disponibilità e resilienza
  • Accesso costante per i team IT distribuiti

Il cloud non dovrebbe significare soltanto “ospitato sul computer di qualcun altro”: deve portare vantaggi concreti e togliere di mezzo una quantità significativa di lavoro, così da permetterti di mantenere un team snello e concentrato, che non si disperde nella manutenzione di un’infrastruttura propria e può dedicarsi al supporto degli utenti.

Hosted cloud e soluzioni cloud-native per la gestione degli endpoint a confronto

La distinzione tra hosted cloud e cloud-native spesso non viene chiarita dai fornitori che si appoggiano a basi di codice datate per servire i propri utenti.

L’hosted cloud è, tecnicamente, software cloud: gira su un’infrastruttura remota gestita dal fornitore. Tuttavia, si comporta ancora in modo molto simile a un software on-premises. Usa istanze dedicate single-tenant (che a volte vanno attivate manualmente, ritardando il deployment), richiede tempi di inattività pianificati, aggiornamenti manuali e l’intervento del fornitore per funzionare. In pratica, è solo hosting in outsourcing.

Le soluzioni cloud-native sono costruite su architetture scalabili che ottimizzano le prestazioni mantenendo al sicuro i dati sensibili. I microservizi e i componenti distribuiti e ridondanti fanno sì che gli aggiornamenti non interrompano il servizio, che l’affidabilità aumenti e che i nodi possano essere collocati vicino agli utenti finali per ottenere le prestazioni migliori.

L’hosted cloud non è di per sé una scelta sbagliata: molti fornitori compensano i limiti delle loro architetture legacy con infrastruttura e supporto aggiuntivi, e possono persino restare i migliori della categoria perché si rivolgono a settori specifici o rispondono a requisiti funzionali particolari. In alcuni casi l’hosted cloud è preferibile, per esempio quando si applicano normative rigorose sulla sicurezza dei dati o in altre situazioni d’uso molto specifiche. In generale, però, le soluzioni IT cloud-native sono la scelta migliore per i team che gestiscono e supportano infrastrutture e utenti distribuiti a livello globale.

Domande da porre ai fornitori di soluzioni di gestione IT in cloud

Prima di dare per buone le dichiarazioni sul cloud-native, conviene fare domande pratiche e mirate, basate sulla tua situazione d’uso e sulle tue priorità.

Questo elenco è un punto di partenza che puoi adattare alla tua organizzazione mentre confronti gli strumenti di gestione degli endpoint in cloud:

  • La piattaforma è cloud-native oppure è software legacy ospitato in cloud?
  • L’architettura è multi-tenant, single-tenant o ibrida?
  • Come vengono distribuiti gli aggiornamenti e richiedono tempi di inattività?
  • Come scala la piattaforma al crescere del numero di endpoint?
  • Quali API e integrazioni sono disponibili?
  • Come viene misurato e comunicato l’uptime e sono previsti SLA?
  • Come vengono gestiti backup, sicurezza e controlli degli accessi?
  • Gli endpoint remoti possono essere gestiti senza dipendenze on-premises?

Queste domande ti aiutano a capire se la soluzione è adatta alla tua operatività prima di impegnarti nell’acquisto e di investire tempo ed energie difficili da recuperare (creando debito tecnico).

NinjaOne riunisce tutto ciò che serve ai team IT in una vera piattaforma di gestione IT cloud-native

NinjaOne è la piattaforma di gestione IT cloud-native leader di mercato. Offre gestione dei dispositivi mobili (MDM), monitoraggio e gestione da remoto (RMM), accesso remoto, backup, sicurezza di rete e degli endpoint, helpdesk e altri strumenti essenziali per la gestione IT che ti collegano all’infrastruttura e agli utenti ovunque si trovino.

Non devi mai occuparti dell’infrastruttura né di scalabilità, affidabilità o sicurezza: NinjaOne è interamente gestita dal fornitore e sfrutta tutti i vantaggi che le vere piattaforme cloud-native possono offrire per la gestione degli endpoint.

FAQs

Le piattaforme multi-tenant servono più clienti su un’infrastruttura condivisa, mentre le configurazioni single-tenant usano istanze dedicate che spesso richiedono un provisioning manuale e tempi di distribuzione più lunghi.

Dipende dal fornitore e dalla configurazione esistente, ma in genere le piattaforme cloud-native sono progettate per ridurre al minimo i disagi della migrazione rispetto ai sistemi legacy.

Le tariffe variano da fornitore a fornitore, ma le piattaforme cloud-native spesso riducono i costi sul lungo periodo perché eliminano la necessità di gestire un’infrastruttura dedicata.

Di norma no, non senza una profonda riprogettazione, perché l’hosted cloud si appoggia a basi di codice legacy non pensate per i microservizi o per la scalabilità distribuita.

Verifica se gli aggiornamenti richiedono tempi di inattività pianificati, se la piattaforma scala in modo automatico e se usa un’infrastruttura condivisa o dedicata.

Ti potrebbe interessare anche

Pronto a semplificare le parti più complesse dell'IT?