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Come funziona il cloud networking e in cosa si differenzia dal networking tradizionale

di Team Ninja
How Cloud Networking Works and How It Differs From Traditional Networking

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • Il cloud networking sposta routing, segmentazione e controlli di sicurezza su un’infrastruttura software-defined, sostituendo l’hardware fisico con reti virtuali gestite tramite API su piattaforme come AWS, Azure e Google Cloud.
  • A differenza della configurazione manuale e dei lunghi cicli di approvvigionamento del networking tradizionale, il cloud networking consente provisioning on demand, scalabilità elastica e applicazione delle policy tramite strumenti infrastructure-as-code come Terraform e CloudFormation.
  • Il cloud networking sposta i costi dalle spese in conto capitale a un modello basato sul consumo: per questo è fondamentale monitorare il traffico in uscita, quello tra regioni diverse e i costi dei gateway NAT, così da evitare sorprese in fattura.
  • Per proteggere le reti cloud serve un approccio zero trust che applichi accessi con privilegio minimo, controlli basati sull’identità e una gestione continua della postura di sicurezza, per prevenire regole mal configurate e movimenti laterali.
  • Centralizzare flow log, eventi dei firewall e telemetria di rete in un’unica piattaforma di osservabilità è determinante per mantenere la visibilità su ambienti ibridi e multi-cloud.

In questa guida ti spieghiamo le differenze tra cloud networking e networking tradizionale. Oggi l’adozione del cloud non è mai stata così diffusa. Secondo il report Flexera 2024 State of the Cloud, l’89% delle organizzazioni adotta ormai una strategia multi-cloud, un cambiamento che sta trasformando radicalmente il modo in cui le aziende progettano e gestiscono le proprie reti.

Se ti affidi ancora a processi legati all’hardware, a configurazioni VPN manuali e a una segmentazione basata su appliance, probabilmente ne stai già pagando il prezzo: provisioning lento, policy incoerenti e visibilità limitata sugli ambienti ibridi.

Il cloud networking sposta routing, segmentazione e controlli di sicurezza nel software. Quando definisci la connettività tramite API e infrastructure-as-code anziché con dispositivi fisici, puoi distribuire gli ambienti più rapidamente, standardizzare le policy tra le regioni e scalare senza dover attendere i cicli di approvvigionamento.

Che cos’è il cloud networking

Il cloud networking sposta il controllo della rete sull’infrastruttura software-defined del provider cloud. Invece di configurare router, switch e firewall fisici, definisci reti virtuali, subnet, tabelle di routing e policy di sicurezza su piattaforme come AWS, Azure o Google Cloud.

Per gli MSP e i reparti IT interni che gestiscono carichi di lavoro distribuiti, questo fa la differenza, perché ti permette di:

  • Effettuare il provisioning degli ambienti on demand
  • Standardizzare la creazione delle reti con i template
  • Applicare policy coerenti tra le varie regioni
  • Scalare la capacità senza cicli di rinnovo dell’hardware

Il cloud networking cambia anche il tuo modello di costo: dagli investimenti CapEx in hardware passi a un OpEx basato sul consumo. Questo ti dà flessibilità, ma introduce anche costi variabili come il traffico in uscita, quello tra regioni diverse e i costi dei gateway NAT. Se non li monitori nel modo giusto, possono accumularsi facilmente nel tempo.

Capire come funziona davvero il cloud networking ti aiuta a pianificare in anticipo architettura e controllo dei costi, invece di dover rincorrere le sorprese in fattura.

Cloud networking e networking tradizionale a confronto

Il networking tradizionale dipende da hardware fisico, circuiti fissi e configurazioni manuali. Dimensioni la capacità sui picchi di domanda, aspetti i cicli di approvvigionamento e coordini le modifiche nelle finestre di manutenzione.

Il cloud networking, invece, sposta questi controlli nel software. Definisci la connettività come codice, la distribuisci tramite API e scali la capacità su richiesta. Invece di configurare singole appliance, puoi standardizzare le configurazioni e applicare le policy in modo programmatico.

Networking tradizionaleCloud networking
Router, firewall e circuiti MPLS basati su hardwareReti virtuali software-defined
Configurazione manuale per ogni dispositivoInfrastructure as code e distribuzione tramite API
Lunghi cicli di approvvigionamento e aggiornamentoProvisioning e scalabilità on demand
Capacità dimensionata sull’utilizzo di piccoScalabilità elastica in base alla domanda
Console e appliance separateControl plane centralizzati e programmabili
Maggiori costi CapEx inizialiModello OpEx basato sul consumo

Se gestisci ambienti ibridi o multi-cloud, questo passaggio determina quanto potrai applicare le policy in modo coerente, controllare i costi e distribuire nuovi servizi.

Best practice per il cloud networking

Adottare il cloud networking non è soltanto una scelta di strumenti: può avere un impatto su ogni aspetto della tua infrastruttura IT. Le best practice che seguono ti aiutano a scalare senza perdere visibilità né controllo.

Infrastructure as code e automazione

Se tratti la tua rete cloud come un insieme di modifiche manuali da console, ricreerai gli stessi problemi di configuration drift che avevi on-premise.

Definisci invece:

  • Reti virtuali e subnet
  • Tabelle di routing e configurazioni di peering
  • Gruppi di sicurezza e regole dei firewall
  • Impostazioni di gateway e bilanciatori di carico

Conserva le configurazioni VPN e di rete in un sistema di controllo delle versioni, anziché affidarti a modifiche manuali in produzione. Definisci gateway, route e policy con strumenti come Terraform, CloudFormation o Bicep e richiedi una revisione degli esperti prima di approvare qualsiasi modifica. Infine, integra controlli di validazione automatizzati nella tua pipeline CI/CD, così da individuare gli errori di configurazione prima della distribuzione.

Quando ogni modifica di rete passa attraverso una revisione del codice e test automatizzati, puoi ridurre il configuration drift e abbassare il rischio di interruzioni. Altrettanto importante, in questo modo ottieni una traccia di audit chiara di chi ha modificato cosa e quando. Se un aggiornamento introduce instabilità, puoi tornare rapidamente a una configurazione funzionante nota, invece di passare ore a ricostruire le modifiche più recenti.

Gestione di costi e prestazioni

Le reti cloud introducono costi di traffico a consumo. Traffico in uscita, trasferimenti tra zone di disponibilità e replica tra regioni possono superare rapidamente le previsioni.

Per tenere la spesa sotto controllo:

  • Crea dashboard sul traffico in uscita per account e regione
  • Applica il tagging in modo che i costi siano associati ai rispettivi responsabili
  • Analizza ogni trimestre i flussi di traffico tra regioni e tra zone di disponibilità
  • Usa endpoint privati o interconnessioni dirette per il traffico costante ad alto volume

Prestazioni e costi sono collegati. Colloca i carichi di lavoro il più vicino possibile agli utenti e ai dati da cui dipendono, così da ridurre la latenza e limitare i costi di trasferimento dati non necessari. Analizza regolarmente i flussi di traffico per dimensionare correttamente la connettività prima che congestione o sovradimensionamento diventino costosi.

Se modelli in anticipo le scelte su banda, routing e traffico in uscita, puoi evitare interventi correttivi all’ultimo minuto e mantenere il controllo sia sull’esperienza dell’utente sia sul budget.

Sicurezza fin dalla progettazione

Il cloud networking consente una segmentazione granulare, ma solo se viene implementato correttamente.

Parti dal privilegio minimo. Definisci esattamente quali carichi di lavoro devono comunicare tra loro e su quali porte, invece di consentire per impostazione predefinita un ampio traffico est-ovest. Applica controlli di accesso basati sull’identità ai piani di gestione, così che l’accesso amministrativo sia rigorosamente delimitato e tracciabile.

Quando possibile, centralizza le definizioni di firewall e policy per evitare set di regole incoerenti tra gli ambienti. Poi, verifica in modo continuo.

Usa strumenti di posture management per individuare servizi esposti o regole troppo permissive. Esegui test periodici sulla segmentazione per confermare che i confini si comportino come previsto. Verifica i percorsi di failover e di backup per assicurarti che, durante un’interruzione, non aggirino i controlli di ispezione o monitoraggio.

Come mantenere visibilità e controllo nel cloud networking

Quando le reti diventano software-defined, anche la visibilità deve evolversi di conseguenza. Affidarsi alle singole console dei provider cloud frammenta la tua visione e rallenta la risposta agli incidenti.

Proteggere la connettività ibrida e cloud

La maggior parte delle organizzazioni opera in modalità ibrida, con sistemi on-premise che scambiano dati di continuo con i carichi di lavoro nel cloud. Queste connessioni trasportano spesso traffico sensibile, eppure a volte vengono considerate collegamenti temporanei anziché infrastruttura critica. In realtà, la connettività ibrida richiede lo stesso rigore di sicurezza della tua rete interna.

Scegli modelli di connettività che garantiscano controllo e prevedibilità. Le VPN IPsec e i collegamenti privati come Direct Connect o ExpressRoute offrono percorsi dedicati e crittografati tra gli ambienti. Rinnova i certificati secondo una pianificazione precisa per evitare interruzioni improvvise e testa i percorsi di failover per assicurarti che i meccanismi di resilienza non aggirino i controlli di ispezione o monitoraggio.

Applica i principi zero trust in modo coerente su tutti i confini. Verifica l’identità prima di concedere l’accesso, limita le comunicazioni est-ovest non necessarie e applica un routing basato sul privilegio minimo. Quando la connettività ibrida segue le stesse regole della segmentazione interna, riduci il rischio di movimenti laterali mantenendo al tempo stesso flessibilità operativa.

Centralizzare monitoraggio e logging

Quando gli incidenti coinvolgono più regioni o più provider, strumenti isolati tra loro possono rallentare la risoluzione. Se flow log, eventi dei firewall e attività DNS risiedono in console separate, rischiano di compromettere l’analisi delle cause principali.

Consolida la telemetria di rete in un’unica piattaforma SIEM o di osservabilità, così da poter tracciare i problemi end to end da un solo punto. Correla i dati di rete con i segnali provenienti da endpoint e applicazioni per distinguere rapidamente tra colli di bottiglia dell’infrastruttura e difetti applicativi.

Una visione operativa condivisa aiuta i team di rete e SecOps a fare triage più velocemente e a capire se le modifiche recenti hanno causato un degrado delle prestazioni.

Costruire maturità operativa

Il cloud networking scala in modo efficace quando persone, processi e strumenti sono allineati. Fornisci ai tuoi network engineer competenze cloud-native e di automazione, così da permettere loro di distribuire e risolvere i problemi con sicurezza. Le certificazioni possono aiutarti a uniformare le competenze all’interno del team.

Documenta flussi di lavoro ripetibili per provisioning, scalabilità e risposta agli incidenti, e mettili in pratica periodicamente per essere sempre pronti. Mantieni la documentazione centralizzata e aggiornata: realizza diagrammi delle architetture, assegna tag di responsabilità e collega i template infrastructure-as-code.

Conclusioni e prossimi passi

Il cloud networking moderno offre elasticità e automazione, ma questi vantaggi si traducono in valore reale solo se accompagnati da governance e visibilità. Definisci come codice la tua architettura di base, così che le distribuzioni restino coerenti. Centralizza il monitoraggio per eliminare i punti ciechi. Applica i principi zero trust su tutti i collegamenti ibridi e verifica la segmentazione in modo continuo.

Man mano che i modelli di utilizzo cambiano, rivedi le tue best practice di cloud networking e perfezionale con costanza. Basi solide oggi rendono molto meno complicata la scalabilità di domani.

Semplifica la visibilità su rete cloud ed endpoint

NinjaOne unifica gestione degli endpoint, monitoraggio, patching e flussi di lavoro del service desk in un’unica piattaforma, offrendo ai team IT una visibilità centralizzata su dispositivi e reti da cui dipendono. Prova NinjaOne gratuitamente oggi stesso!

Guida rapida

NinjaOne può gestire il cloud networking?

Stando alla documentazione di NinjaOne, NinjaOne non è principalmente una piattaforma di cloud networking. È piuttosto una piattaforma per la gestione degli endpoint e delle operazioni IT che include funzionalità di monitoraggio della rete. Ecco che cosa offre concretamente NinjaOne:

Cosa offre NinjaOne:

Network Management Services (NMS)
– Funzionalità di monitoraggio e rilevamento della rete
– Monitoraggio dei dispositivi di rete basato su SNMP
– Visibilità sull’infrastruttura di rete

Gestione di dispositivi e infrastruttura
– Monitoraggio e gestione da remoto (RMM) degli endpoint
– Gestione dei dispositivi mobili (MDM) per Android e iOS
– Gestione delle risorse IT (ITAM) per tracciare i dispositivi lungo tutto il loro ciclo di vita
– Supporto per dispositivi Windows, Mac e Linux

Funzionalità adiacenti al cloud
– Gestione dei dispositivi in ambienti cloud (AWS, Azure, ecc.)
– Supporto per endpoint e infrastrutture ospitati nel cloud
– Zero-touch enrollment per i dispositivi mobili

Cosa NON fa NinjaOne:

NinjaOne non è progettato per:
– Creare o gestire l’infrastruttura di rete cloud
– Il networking virtuale (VPC, subnet, routing)
– Servizi di rete cloud-native
– La progettazione dell’architettura di rete
– Funzioni di networking tradizionale come firewall o bilanciamento del carico

La differenza fondamentale:

Cloud networking – Gestione di infrastruttura di rete, connettività e traffico negli ambienti cloud (di norma affidata ad AWS, Azure, Google Cloud o a strumenti di networking specializzati)

NinjaOne – Gestione dei dispositivi e degli endpoint che si collegano alle reti, siano esse on-premise, ibride o nel cloud

Se devi gestire il networking dell’infrastruttura cloud, dovrai usare gli strumenti nativi del tuo provider cloud. Se invece devi gestire i dispositivi presenti su quelle reti, NinjaOne è la scelta giusta.

FAQs

Il Software-Defined Networking (SDN) è la tecnologia di base che separa il control plane della rete dal data plane, mentre il cloud networking è un modello applicativo più ampio che sfrutta l’SDN, insieme a virtualizzazione e automazione, per erogare servizi di rete tramite piattaforme cloud. Pensa all’SDN come alle fondamenta e al cloud networking come all’edificio costruito sopra di esse.

I concetti fondamentali (reti virtuali, subnet, tabelle di routing e gruppi di sicurezza) sono gli stessi presso i principali provider come AWS, Azure e Google Cloud, ma le implementazioni e gli strumenti differiscono in modo significativo. Gli strumenti infrastructure-as-code aiutano ad astrarre queste differenze e a mantenere la coerenza tra le piattaforme.

Sì, il cloud networking richiede competenze diverse rispetto all’ingegneria di rete tradizionale: la padronanza di strumenti di automazione, API e framework come Terraform o CloudFormation diventa indispensabile. Molte organizzazioni investono in certificazioni cloud e formazione trasversale per far sì che i loro team possano distribuire e risolvere i problemi con sicurezza in questi ambienti.

Il cloud computing indica in senso ampio l’erogazione di risorse IT (ad esempio server, storage, database e software) tramite internet, mentre il cloud networking riguarda nello specifico il modo in cui queste risorse si connettono e comunicano tra loro. In altre parole, il cloud networking è un sottoinsieme del cloud computing dedicato a connettività, routing del traffico e sicurezza di rete all’interno degli ambienti cloud e tra di essi.

Il cloud networking rende più rapido il disaster recovery, perché consente alle organizzazioni di replicare configurazioni di rete, tabelle di routing e policy di sicurezza in più regioni tramite l’infrastructure-as-code. A differenza del DR tradizionale, che spesso richiede hardware fisico duplicato, il failover nel cloud può essere attivato in modo programmatico, riducendo sia i tempi di ripristino sia il costo di mantenere un’infrastruttura di standby.

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