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Che cosa sono le app di terze parti e perché richiedono una supervisione specifica

di Team Ninja
What Third-Party Apps Are and Why They Require Special Oversight blog banner image

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • Le app di terze parti sono programmi di fornitori esterni che girano su un sistema operativo o su una piattaforma e possono accedere a risorse del dispositivo, identità o dati.
  • Le app proprietarie e di sistema seguono il ciclo di vita di sicurezza e aggiornamento del fornitore della piattaforma, mentre le app di terze parti seguono le pratiche di ciascun fornitore.
  • Tra i rischi più comuni ci sono vulnerabilità non corrette, permessi eccessivi, condivisione di dati con l’esterno ed esposizione della supply chain.
  • Il rischio varia in base alla categoria e ogni categoria (app endpoint, app mobili, estensioni del browser, integrazioni SaaS, applicazioni SaaS e strumenti di AI) richiede visibilità e controlli diversi.
  • La governance copre l’intero ciclo di vita, dall’approvazione alla revisione degli accessi fino ad aggiornamenti, patching e dismissione.
  • Nel Verizon Data Breach Investigations Report 2026 il coinvolgimento di terze parti nelle violazioni ha raggiunto il 48%, in crescita rispetto al 30% dell’anno precedente.
  • NinjaOne aiuta i team IT a inventariare le applicazioni installate, monitorare e distribuire le patch delle app di terze parti e applicare policy di installazione e rimozione da un’unica console.

Un’app di terze parti è un qualsiasi programma di un fornitore esterno che installi su un sistema operativo o su una piattaforma. Poiché ogni fornitore definisce le proprie pratiche di aggiornamento e sicurezza, i team IT hanno bisogno di un processo definito per approvare, revisionare, aggiornare e dismettere queste app. Questa guida è rivolta ai reparti IT interni e ai team di sicurezza e copre definizioni, rischi, categorie di app e governance del ciclo di vita.

In sintesi

AttivitàScopo e valore
Che cosa si considera un’app di terze partiStabilisce quali applicazioni richiedono supervisione e governance specifiche.
In cosa le app di terze parti si differenziano da quelle proprietarie e di sistemaChiarisce perché le app di terze parti richiedono controlli diversi rispetto al software integrato.
Perché le app di terze parti aumentano il rischioIndividua come le app esterne introducono rischi di sicurezza, di accesso e legati alla supply chain.
Le categorie di app di terze partiPermette controlli basati sul rischio in funzione del tipo di app e del livello di integrazione.
Come governare le app di terze parti lungo tutto il ciclo di vitaGarantisce una supervisione coerente dall’installazione alla dismissione, riducendo l’esposizione nel lungo periodo.

Che cosa si considera un’app di terze parti

Sapere che cosa rientra tra le app di terze parti ti dice quali richiedono una supervisione specifica. Alcuni esempi sono Adobe Reader, Google Chrome e Java sugli endpoint;, le app mobili installate da un app store;, le estensioni del browser;, gli assistenti AI;, e i servizi cloud collegati tramite API o OAuth

Un’app di terze parti è qualsiasi applicazione che sia:

  • Sviluppata da un fornitore esterno: l’app è creata e mantenuta da un fornitore esterno, non dal fornitore del sistema operativo o della piattaforma.
  • Installata su un sistema operativo o una piattaforma: l’app gira su un sistema operativo o una piattaforma esistente e non ne fa parte.
  • Autorizzata ad accedere a risorse di sistema, identità o dati: per funzionare correttamente, queste applicazioni richiedono spesso permessi di accesso alle risorse del dispositivo, alle identità degli utenti o ai dati aziendali.

La governance degli accessi di terze parti è l’insieme dei controlli di approvazione, revisione dei permessi e rimozione che limitano ciò a cui le app di terze parti possono accedere.

In cosa le app di terze parti si differenziano da quelle proprietarie e di sistema

Per capire perché serve una supervisione specifica, è utile confrontare le app di terze parti con quelle integrate nel sistema operativo. Ecco che cosa sono le app proprietarie e di sistema:

  • Le app proprietarie sono sviluppate dal fornitore della piattaforma e seguono il ciclo di vita di sicurezza e aggiornamento di quel fornitore.
  • Le app di sistema sono componenti essenziali per il funzionamento dell’OS. Poiché hanno un ruolo integrante nel sistema operativo, gli utenti standard di norma non possono rimuoverle.

Ecco perché le app di terze parti sono diverse:

  • Le pratiche di sviluppo variano molto da un fornitore all’altro
  • La frequenza degli aggiornamenti è incostante o dipende dall’utente
  • Il livello di sicurezza dipende dal fornitore
Tipo di appChi la sviluppaCiclo di vita di aggiornamento e sicurezzaChi può rimuoverla
App proprietariaIl fornitore della piattaformaSegue il ciclo di vita del fornitore della piattaformaL’utente o un amministratore
App di sistemaIl fornitore della piattaformaDi norma aggiornata insieme al sistema operativoDi norma non rimovibile dagli utenti standard
App di terze partiUn fornitore esternoDefinito da ciascun fornitore e spesso guidato dall’utenteL’utente o un amministratore, a seconda della policy

Perché le app di terze parti aumentano il rischio

Come mostrato sopra, è l’assenza di un controllo uniforme a rendere il software di terze parti una sfida di governance a sé stante. Proprio per queste debolezze, le app di terze parti possono introdurre i rischi seguenti:

  • Vulnerabilità non corrette: falle di sicurezza nelle app di terze parti che restano sfruttabili perché gli aggiornamenti sono in ritardo, mancanti o non applicati in modo centralizzato (vedi come applicare le patch alle applicazioni di terze parti).
  • Permessi eccessivi: richieste di accesso che superano quanto serve all’app per funzionare, aumentando l’impatto potenziale in caso di compromissione o uso improprio.
  • Condivisione di dati con servizi esterni: trasmissione o archiviazione di dati aziendali al di fuori della piattaforma principale, spesso regolata dalle pratiche di privacy e sicurezza del fornitore stesso.
  • Integrazioni profonde: rischio introdotto dalle dipendenze dell’app, dai suoi meccanismi di aggiornamento o dai fornitori a monte, dove codice o aggiornamenti compromessi possono essere distribuiti ad ambienti considerati affidabili.

L’esposizione legata alle terze parti è in crescita. Il Verizon Data Breach Investigations Report 2026 ha rilevato che il 48% delle violazioni ha coinvolto una terza parte, in crescita rispetto al 30% dell’anno precedente. Verizon raggruppa questa esposizione in tre tipologie: un fornitore nella supply chain del software, un fornitore che ospita i dati e un fornitore collegato all’ambiente. In una campagna descritta nel report, gli attaccanti hanno sottratto i token OAuth di un’app collegata e li hanno usati per estrarre dati dei clienti da una piattaforma SaaS.

Verizon segnala inoltre lo sfruttamento delle vulnerabilità come principale via di accesso iniziale per gli attaccanti, davanti alle credenziali rubate: questo rende il patching tempestivo delle app di terze parti un controllo fondamentale.

Categorie di app di terze parti

Abbiamo visto che le app di terze parti possono introdurre vulnerabilità, ma non tutte comportano lo stesso livello di rischio: dipende dalla categoria. Le categorie più comuni sono:

  • Applicazioni endpoint: software installato su desktop e laptop gestiti dall’organizzazione.
  • App mobili: programmi che girano sui dispositivi mobili.
  • Estensioni del browser: strumenti di supporto alla navigazione web, in grado di modificare contenuti e sessioni.
  • Integrazioni SaaS: app cloud collegate tramite API o OAuth.
  • Applicazioni SaaS: applicazioni che girano nel cloud e a cui accedi tramite browser.
  • Strumenti e assistenti AI: assistenti di chat, estensioni AI per il browser e agenti AI adottati dai dipendenti, spesso con accesso ai dati dell’azienda.

Tieni presente che ogni categoria richiede livelli di visibilità, controlli e processi di revisione diversi. Esamina le app di terze parti presenti nel tuo sistema operativo o nella tua piattaforma: potrai così applicare policy di sicurezza in base alla categoria di appartenenza.

Come governare le app di terze parti lungo tutto il ciclo di vita

Una gestione efficace delle app di terze parti non si esaurisce in una decisione di approvazione iniziale. Richiede monitoraggio, valutazione e governance continui lungo l’intero ciclo di vita. Una gestione efficace richiede:

  • Approvazione: criteri chiari per l’installazione e l’uso
  • Revisione degli accessi: verifica di permessi e integrazioni, inclusi i consensi OAuth concessi
  • Aggiornamenti e patching: valutazione continua degli aggiornamenti dei fornitori
  • Dismissione: rimozione delle app che non servono più

Le impostazioni predefinite delle piattaforme ora supportano questo passaggio. Nei tenant che usano la policy di consenso gestita da Microsoft, Microsoft richiede l’approvazione di un amministratore per le app di terze parti che chiedono accesso a file, siti e ad alcuni dati di cassette postali e di Teams: inserisci quindi la revisione di queste richieste di consenso nel tuo processo di approvazione.

Trattare le app di terze parti come asset permanenti, senza rivalutarle, aumenta l’esposizione nel lungo periodo, soprattutto quando cambiano le esigenze di business e il panorama delle minacce. Anche le app di fornitori affidabili comportano rischi legati a permessi, frequenza degli aggiornamenti e dipendenze. Governarle lungo tutto il ciclo di vita mantiene quel rischio visibile e gestibile.

A cosa prestare attenzione

Ecco alcuni aspetti da tenere a mente nella gestione delle app di terze parti:

  • Persistenza: le app di terze parti restano spesso in uso anche dopo che è venuta meno l’esigenza di business iniziale.
  • Shadow IT: lo shadow IT si manifesta spesso sotto forma di strumenti di terze parti non gestiti.
  • Lacune nei controlli: le app mobili e SaaS possono aggirare i controlli tradizionali sugli endpoint.
  • Verifica continua: la fiducia nel fornitore non sostituisce una verifica continua.
  • Strumenti di AI non autorizzati: i dipendenti possono collegare assistenti AI ed estensioni del browser ai dati aziendali prima che l’IT li abbia esaminati.

Problemi comuni e come risolverli

Nella gestione delle app di terze parti puoi imbatterti in diverse difficoltà. Ecco i problemi più frequenti e le possibili soluzioni.

Problemi Possibili soluzioni
Comportamenti o accessi ai dati inattesiRivedi i permessi delle app di terze parti
Incidenti di sicurezza senza compromissione dell’OSIndaga sul software e sulle integrazioni esterne
Patch mancantiVerifica che le app di terze parti rientrino nell’ambito degli aggiornamenti
Strumenti installati dagli utentiRivedi i processi di approvazione e di rilevamento

Come NinjaOne aiuta a gestire le app di terze parti

NinjaOne offre ai team IT un’unica console per individuare, aggiornare e controllare le applicazioni di terze parti sui dispositivi gestiti

  • Inventario del software installato: NinjaOne Endpoint Management elenca il software installato sui dispositivi gestiti, così l’IT può individuare le applicazioni non autorizzate e obsolete.
  • Patch per le app di terze parti supportate: NinjaOne Autonomous Patch Management analizza gli endpoint gestiti alla ricerca di software di terze parti obsoleto e applica gli aggiornamenti secondo le policy e le regole di approvazione che hai definito.
  • Controllo di installazioni e rimozioni: NinjaOne Endpoint Management installa, disinstalla e aggiorna le applicazioni su endpoint Windows, macOS e Linux tramite automazione basata su policy.
  • Policy per le app mobili: NinjaOne MDM gestisce le app sui dispositivi iOS e Android tramite policy.
  • Gestione delle estensioni del browser: NinjaOne Browser Management applica policy per browser ed estensioni su tutti i dispositivi gestiti.

App di terze parti e necessità di una supervisione specifica

Le app di terze parti sono programmi che non sono integrati nel sistema operativo o nella piattaforma. Se ottenute da fonti affidabili queste app sono sicure, ma molte possono introdurre rischi in grado di esporre i tuoi ambienti IT a vulnerabilità. È qui che entra in gioco la governance degli accessi di terze parti, che garantisce il mantenimento della sicurezza durante l’uso delle app di terze parti.

Punti chiave:

  • Le app di terze parti operano al di fuori dei confini di fiducia della piattaforma principale
  • Il rischio dipende da permessi, accessi e comportamento degli aggiornamenti
  • Una definizione chiara permette una governance coerente
  • La gestione del ciclo di vita riduce l’esposizione nel lungo periodo
  • La supervisione deve coprire endpoint, SaaS e ambienti mobili

Capire che cosa sono le app di terze parti, in cosa si differenziano dai programmi proprietari e quali rischi possono introdurre nel tuo ambiente IT ti permette di ridurre il software non gestito, limitare gli accessi non necessari e applicare una governance degli accessi di terze parti coerente.

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FAQs

Nella maggior parte delle organizzazioni la decisione di approvazione spetta all’IT o alla sicurezza, con il contributo del responsabile di business che ha richiesto l’app. Coinvolgi anche chi si occupa di privacy o conformità quando l’app tratta dati regolamentati. Registra in un registro centrale delle app chi approva, chi è il responsabile di business e a quali dati l’app può accedere.

Rivedi le app approvate secondo una pianificazione ricorrente e controlla più spesso quelle ad alto rischio, come le app con ampio accesso ai dati. Avvia una revisione anche quando il fornitore cambia proprietà, l’app richiede nuovi permessi, un avviso di sicurezza la riguarda oppure viene meno l’esigenza di business iniziale.

Un’app dovrebbe avere un’esigenza di business documentata, un responsabile interno designato, permessi secondo il principio del privilegio minimo, un canale di aggiornamento supportato e una descrizione chiara di come il fornitore tratta i dati. Dovrebbe inoltre prevedere un piano di rimozione per quando l’esigenza di business viene meno.

Gli utenti possono installare ciò che vogliono sui propri dispositivi, ma l’IT mantiene il controllo sull’accesso ai dati aziendali. Usa policy di protezione delle app, profili di lavoro gestiti o l’accesso condizionale per limitare quali app possono raggiungere quei dati e revoca l’accesso quando un dispositivo non è più conforme alle policy.

Lo shadow IT è la tecnologia che i dipendenti adottano senza l’approvazione dell’IT, e in gran parte è costituita da app di terze parti come strumenti personali di condivisione file, estensioni del browser non verificate e assistenti AI. L’inventario del software, revisioni periodiche degli accessi e un processo di richiesta semplice aiutano a ricondurre queste app sotto governance.

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