Punti chiave
- Considera UEM e Criteri di gruppo come livelli complementari, non come soluzioni in concorrenza. I GPO governano i dispositivi Windows aggiunti al dominio all’interno della rete, mentre UEM copre tutto ciò che si trova al di fuori di essa.
- Mantieni i GPO come riferimento per i sistemi Windows on-premise. Per i sistemi aggiunti al dominio e presenti nella rete aziendale, i Criteri di gruppo restano il metodo di applicazione più affidabile.
- Affida a UEM tutti i dispositivi fuori rete e non Windows. UEM applica le policy in modo continuo e indipendente dalla posizione di rete, eliminando la necessità di estendere i GPO tramite dipendenze dalla VPN.
- Collega i due livelli con un Hybrid Entra ID Join. Un dispositivo in stato Hybrid Entra ID Joined riceve contemporaneamente i GPO on-premises e le moderne policy MDM di Intune.
- Pianifica in anticipo i conflitti tra policy. Quando GPO e Intune agiscono sulla stessa impostazione, Windows dà la priorità al valore del GPO: evita quindi la doppia configurazione e usa il nodo MDMWinsOverGp solo quando serve davvero.
- Migra per fasi e mappa prima i GPO con Group Policy Analytics. Usa Group Policy Analytics di Intune per capire quali impostazioni possono essere trasferite nel cloud.
Per anni gli oggetti Criteri di gruppo (GPO) sono stati la soluzione predefinita per configurare i dispositivi Windows negli ambienti Active Directory (AD). Da quando però il lavoro da remoto si è diffuso, l’Unified Endpoint Management (UEM) è diventato il nuovo framework per gestire i dispositivi che vivono al di fuori del perimetro di rete.
Spesso il confronto tra UEM e Criteri di gruppo viene impostato come se si trattasse di scegliere la soluzione migliore. In realtà, la differenza tra i due riflette un cambiamento architetturale nel modo in cui le aziende enterprise governano e gestiscono i propri endpoint.
Questa guida analizza le differenze strutturali tra UEM e Criteri di gruppo e mostra come le organizzazioni possono combinarli per una strategia di governance degli endpoint più completa.
Unified Endpoint Management (UEM) e oggetti Criteri di gruppo (GPO): qual è la differenza?
Prima di entrare nel dettaglio, ripassiamo le basi di UEM e Criteri di gruppo.
Cosa fanno i Criteri di gruppo e dove danno il meglio
Gli oggetti Criteri di gruppo (GPO) sono configurazioni di policy centralizzate che gli amministratori possono usare per applicare baseline di sicurezza, distribuire script, gestire le impostazioni del registro di sistema e controllare le configurazioni utente negli ambienti Active Directory (AD).
Funzionano come un framework centralizzato per applicare configurazioni e policy ai dispositivi Windows aggiunti al dominio. Una volta che un dispositivo viene aggiunto al dominio e collocato nella UO (Organizational Unit) corretta, eredita tutte le policy e le impostazioni collegate a quella struttura.
E finché il dispositivo è connesso a un domain controller, tramite connessione locale o VPN, gli amministratori possono applicare nuove configurazioni senza difficoltà.
Questa prevedibilità è uno dei maggiori punti di forza dei Criteri di gruppo. Tra gli altri vantaggi ci sono:
- Controllo approfondito e granulare sulle impostazioni di Windows: i GPO offrono migliaia di opzioni configurabili, con un controllo capillare sul sistema operativo.
- Stretta integrazione con AD on-premise: le policy vengono mappate direttamente secondo la struttura di AD, il che semplifica l’allineamento tra controlli tecnici e struttura reale del business.
- Familiarità in ambito enterprise: la maggior parte dei team IT conosce già il comportamento dei GPO e i relativi processi di troubleshooting.
- Applicazione delle policy prevedibile e deterministica: finché i dispositivi sono connessi al dominio, le policy vengono applicate in modo prevedibile e affidabile.
E poiché i Criteri di gruppo sono stati progettati appositamente per ambienti incentrati sul dominio, è naturale che la loro copertura presenti alcuni limiti:
- Dipendenza dalla connettività al dominio: i Criteri di gruppo dipendono fortemente dai domain controller. Se una macchina si trova fuori rete e non è connessa tramite VPN o ambienti ibridi Microsoft Entra ID, l’aggiornamento delle policy può subire ritardi.
- Gestione incentrata su Windows: i GPO funzionano bene in ambienti omogenei, ma risultano limitanti su dispositivi macOS, Linux, iOS o Android.
- Minore flessibilità negli ambienti cloud-first: poiché i Criteri di gruppo dipendono dalla connettività ad Active Directory, i dispositivi remoti hanno spesso bisogno di metodi di connessione aggiuntivi per ricevere gli aggiornamenti delle policy. Questo può limitarne la flessibilità negli ambienti orientati al cloud.
- Visibilità nativa limitata: monitorare e applicare le policy su dispositivi mobili o costantemente fuori rete può risultare complicato con i GPO.
In definitiva, i Criteri di gruppo sono un framework di gestione molto efficace per l’ambiente per cui sono stati creati. Capire dove finisce la loro copertura ti permette di individuare il punto in cui introdurre le piattaforme UEM.
Il contributo dell’Unified Endpoint Management (UEM)
L’Unified Endpoint Management (UEM) estende la copertura che i GPO offrono ai sistemi Windows aggiunti al dominio e la applica a un panorama di dispositivi molto più ampio. Nella sua forma più basilare, UEM supporta:
- dispositivi Windows, macOS, iOS, Android e anche Linux, il che lo rende ideale per gli ambienti misti
- dispositivi di proprietà aziendale e BYOD, con controlli in grado di separare i dati di business dall’uso personale, se necessario.
- ambienti cloud-native e ibridi, dove applicazioni e servizi di identità possono operare sia su infrastruttura cloud sia on-premise.
Questo ambito più ampio riflette il modo in cui le organizzazioni moderne lavorano davvero. I dispositivi oggi sono distribuiti e mobili, il che significa che gli amministratori non possono affidarsi soltanto a un confine di rete fisso per proteggere i propri endpoint.
UEM affronta il problema in alcuni modi che completano direttamente le funzionalità dei Criteri di gruppo:
- Gestione basata sul cloud: UEM può configurare e aggiornare da remoto i dispositivi registrati, permettendo agli amministratori di gestirli in sedi diverse.
- Controlli di accesso basati sulla conformità: prende decisioni di accesso in tempo reale in base alla postura di sicurezza del dispositivo, considerando fattori come stato della crittografia, stato della configurazione e livelli di patch.
- Gestione dei dispositivi mobili (MDM) integrata: invece di usare un sistema completamente diverso per gestire telefoni e tablet, UEM riunisce tutti i tipi di dispositivo in un unico flusso di lavoro di gestione.
- Gestione del ciclo di vita end-to-end: una volta registrato un dispositivo su una piattaforma UEM, gli amministratori possono monitorarne configurazione e stato di salute complessivo fino a quando non lascia l’organizzazione.
In sintesi, UEM non sostituisce i Criteri di gruppo: è una soluzione complementare che prende il testimone esattamente dove finisce la loro copertura.
Come UEM e GPO lavorano insieme
Per combinare con successo UEM e GPO è importante capire come si completano a vicenda quando vengono utilizzati insieme.
I Criteri di gruppo applicano le policy all’avvio del dispositivo o all’accesso dell’utente. Ogni volta che una macchina si avvia o un utente effettua l’accesso, ad esempio, il sistema determina quali policy applicare in base alla UO (Organizational Unit) del dispositivo, all’appartenenza ai gruppi e all’ordine di ereditarietà. Elabora quindi le policy in questa sequenza: locale, sito, dominio e UO.
UEM, invece, adotta un approccio più flessibile all’applicazione delle policy. Anziché attendere un riavvio o un evento di accesso, mantiene una comunicazione costante con ogni endpoint attraverso una combinazione di:
- Applicazione tramite agente: un client leggero è in esecuzione sul dispositivo e comunica regolarmente con la piattaforma di gestione cloud per aggiornare e applicare le policy.
- Profili di configurazione MDM: impostazioni strutturate vengono applicate direttamente al framework di gestione integrato nel sistema operativo.
- Integrazioni basate su API: la piattaforma si collega a un IdP (Identity Provider) e alle applicazioni SaaS tramite API.
- Reporting sulla conformità in tempo reale: gli amministratori possono monitorare la conformità e lo stato di sicurezza dei dispositivi tramite reporting periodico e sincronizzazione con la piattaforma di gestione.
In parole semplici, i due modelli sono pensati per condizioni diverse. I GPO sono fatti per l’ambiente strutturato e prevedibile di una rete incentrata sul dominio, mentre UEM è progettato per endpoint remoti che operano al di fuori di quel confine.
Usati insieme, danno vita a una strategia di gestione degli endpoint che copre sia gli ambienti Windows on-premise sia gli endpoint cloud, mobili e fuori rete.
Progettare un modello di controllo a livelli per UEM e Criteri di gruppo
Oggi quasi tutte le aziende enterprise gestiscono ecosistemi di endpoint ibridi, con un mix di computer aggiunti al dominio, laptop fuori rete, dispositivi mobili e identità cloud-native che vivono completamente al di fuori di una rete aziendale tradizionale.
Secondo il Flexera 2025 State of the Cloud Report, il 70% degli intervistati adotta già strategie di cloud ibrido, con dati e applicazioni distribuiti su almeno un cloud pubblico e uno privato.
La verità è che nessuno strumento da solo riesce a governare adeguatamente tutti questi dispositivi: ecco perché costruire un modello di controllo degli endpoint a livelli è l’approccio migliore.
L’idea di fondo è piuttosto semplice: lascia che i GPO facciano ciò per cui sono stati progettati, affida a UEM ciò che i GPO non riescono a raggiungere e definisci un confine chiaro tra i due.
Usa i GPO come base di configurazione per i sistemi Windows on-premise
Per costruire un modello di controllo a livelli non devi necessariamente eliminare le policy o la struttura di UO esistenti: i Criteri di gruppo restano la tua soluzione di configurazione principale per i sistemi Windows legacy e on-premise.
Se hai dispositivi aggiunti al dominio che operano all’interno della rete aziendale, i GPO sono ancora il modo migliore e più affidabile per gestirli.
Estendi l’applicazione delle policy oltre il dominio con UEM
Una volta stabilito il perimetro coperto dai GPO, affida alla tua piattaforma UEM tutto ciò che si trova oltre il dominio. Rientrano in questa categoria dispositivi gestiti nel cloud, endpoint remoti, dispositivi mobili e sistemi non Windows.
Invece di estendere i GPO tramite dipendenze dalla VPN o di accettare semplicemente le lacune introdotte dai dispositivi fuori rete, UEM applica le policy in modo continuo e indipendente dalla posizione di rete.
Collega i due livelli con l’Hybrid Entra ID Join
Come si collegano, allora, i due livelli? Tramite Microsoft Entra ID, che funge da livello di ancoraggio per identità e policy, unendo i due modelli di gestione.
Quando un dispositivo si trova in stato Hybrid Entra ID Joined, può convivere senza problemi in entrambi gli ambienti contemporaneamente. Questo significa che un dispositivo può continuare a ricevere i GPO dalla tua Active Directory on-premise pur essendo registrato in Intune e ricevendo moderne policy MDM.
Detto questo, è importante pianificare in anticipo i conflitti tra policy. È molto comune che GPO e Intune applichino impostazioni in concorrenza sullo stesso dispositivo e, nella maggior parte dei casi, a prevalere sono i GPO.
Mappa i GPO esistenti sulle impostazioni equivalenti nel cloud con Group Policy Analytics
Prima di decidere quali policy esistenti mantenere nei GPO e quali spostare su UEM, individua le impostazioni equivalenti nel cloud. Puoi farlo analizzandole con lo strumento Group Policy Analytics di Intune.
Una volta caricate le esportazioni dei GPO nello strumento, questo genera un report di compatibilità che raggruppa ogni impostazione esistente in tre categorie principali:
- impostazioni che possono essere mappate direttamente sul Catalogo impostazioni di Intune
- impostazioni che richiedono una riconfigurazione manuale
- impostazioni senza equivalente nel cloud
È però importante tenere presente che quella di Group Policy Analytics è una conversione “best effort”. Microsoft ha avvertito esplicitamente che alcune impostazioni dei Criteri di gruppo semplicemente non hanno senso per gli endpoint cloud-native e non vengono migrate esattamente come sono state progettate. Altre non funzionano affatto: questo passaggio serve quindi più a creare un inventario chiaro del tuo stack di policy attuale che ad aspettarsi una migrazione pulita e uno a uno.
Come gestire i conflitti tra policy negli ambienti enterprise a livelli
Il conflitto tra policy è forse uno dei principali punti di attrito che i team IT incontrano quando usano entrambi i modelli di controllo sullo stesso dispositivo. La buona notizia è che si risolve con relativa facilità, se lo si è previsto in anticipo.
Definisci confini di responsabilità chiari tra UEM e GPO
Il primo passo per prevenire i conflitti tra policy è decidere quali carichi di lavoro assegnare a ciascun livello. Puoi suddividerli in base al tipo di dispositivo e alla posizione: i GPO si occuperanno di tutta la configurazione dei dispositivi aggiunti al dominio che operano on-premises, mentre UEM gestirà tutto ciò che si trova al di fuori di quel confine.
Da lì, serve scendere nel dettaglio. Stabilisci quali baseline di sicurezza risiederanno nei GPO e quali policy di conformità in Intune. Devi inoltre decidere quale flusso di lavoro di patching appartiene a ciascun livello.
Evita di applicare policy sovrapposte sulle stesse impostazioni
Nulla genera instabilità più rapidamente dell’applicare configurazioni in concorrenza alla stessa impostazione. In caso di conflitto tra GPO e Intune, Windows dà la priorità all’impostazione del GPO per impostazione predefinita. Questo crea spesso l’illusione che le policy di Intune stiano funzionando, quando in realtà vengono sovrascritte.
La soluzione è semplice: se un’impostazione è già gestita tramite GPO, evita di configurarla anche in Intune, a meno che tu non abbia deciso esplicitamente di spostarne la responsabilità.
Usa il nodo di policy MDMWinsOverGP per dare priorità alle impostazioni di Intune
Negli scenari in cui vuoi che prevalga la configurazione UEM/MDM, puoi abilitare l’impostazione MDMWinsOverGP tramite il Policy Configuration Service Provider. Questo nodo di policy indica a Windows di dare priorità alle policy di Intune rispetto ai GPO per le impostazioni sovrapposte supportate.
Usa questa policy solo se hai deciso intenzionalmente di trasferire il controllo a UEM.
Affronta la transizione come una migrazione per fasi, non come un passaggio immediato
Forse il modo migliore e più efficace per prevenire i conflitti tra policy è procedere per fasi invece di cambiare tutto in una volta. Spostare i carichi di lavoro gradualmente ti dà il tempo di verificare che le impostazioni gestite da Intune funzionino come previsto prima di dismettere i GPO corrispondenti.
Un buon punto di partenza è spostare prima i carichi di lavoro a basso rischio, come le policy di conformità e le configurazioni di accesso alle risorse, per poi passare ad aree più complesse come la distribuzione delle applicazioni e gli aggiornamenti di sistema.
Convalida sempre le modifiche su un gruppo pilota prima di dismettere i GPO corrispondenti. In questo modo è più facile individuare e risolvere per tempo eventuali errori di configurazione.
Ricorda: l’obiettivo finale non è necessariamente eliminare i GPO. Molte organizzazioni adottano un modello di co-gestione in cui usano sia i GPO sia UEM per proteggere il proprio parco dispositivi.
Perché Criteri di gruppo e UEM funzionano meglio insieme che separati
In definitiva, Criteri di gruppo e UEM sono livelli diversi della stessa strategia di controllo degli endpoint. Possono sembrare soluzioni in concorrenza, ma rispondono ai due ambienti più diffusi che le aziende enterprise gestiscono oggi: il tradizionale ambiente di dominio on-premises e l’infrastruttura distribuita e connessa al cloud che si estende oltre di esso.
Considerarli alternative mutuamente esclusive ti costringe a forzare un modello di controllo in un territorio per cui non è mai stato pensato.
Le aziende enterprise che adottano un piano coordinato per utilizzare sia i Criteri di gruppo sia UEM sono nella posizione migliore per ottenere un’applicazione coerente delle policy e mantenere una visibilità completa sul ciclo di vita dell’intero parco dispositivi.
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