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Differenze tra Network Address Translation (NAT) e Port Address Translation (PAT)

di Team Ninja
How Network Address Translation (NAT) and Port Address Translation (PAT) Differ blog banner image

Riepilogo

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Punti chiave

  • L’esaurimento degli indirizzi IPv4 rende indispensabile la traduzione degli indirizzi, perché consente alle reti private di comunicare con quelle pubbliche nonostante la scarsa disponibilità di IP pubblici.
  • Il Network Address Translation (NAT) riscrive gli indirizzi IP di livello 3 con una mappatura uno a uno, ma scala male in termini di consumo di indirizzi IP pubblici.
  • Il Port Address Translation (PAT) traduce sia gli indirizzi IP sia le porte, permettendo a più dispositivi di condividere un unico indirizzo IP pubblico.
  • La differenza principale tra NAT e PAT riguarda il flusso del traffico e il tracciamento dello stato: il PAT identifica le connessioni tramite IP, porta e protocollo, non solo tramite l’IP.
  • Il PAT è il metodo di traduzione IPv4 preferito, perché supporta ambienti enterprise senza richiedere grandi pool di indirizzi IP pubblici.
  • Capire il comportamento di NAT e PAT è fondamentale per progettare i firewall, correlare i log, ispezionare i pacchetti e risolvere i problemi di rete.

Due tra le tecniche di traduzione degli indirizzi più diffuse sono il Network Address Translation (NAT) e il Port Address Translation (PAT). Capire la differenza tra NAT e PAT aiuta gli amministratori a comprendere come si comporta il traffico all’interno della rete, un aspetto cruciale quando si risolvono problemi di connettività.

Le differenze principali tra NAT e PAT in sintesi

Lo scenario tecnologico attuale si appoggia in larga misura a IPv4, che è alla base di gran parte dell’infrastruttura internet esistente. IPv4, però, può gestire solo 4,3 miliardi di indirizzi univoci e, con miliardi di dispositivi connessi a internet nel mondo, la scarsità diventa un problema.

In generale, la traduzione degli indirizzi permette ai dispositivi di una rete privata di comunicare con le reti pubbliche riscrivendo la loro identità di rete. NAT e PAT risolvono questo problema in modo diverso, con implicazioni differenti per la scalabilità e il comportamento del traffico.

Che cos’è il NAT in ambito di rete

Il Network Address Translation (NAT) riscrive gli indirizzi IP nell’intestazione di rete di livello 3 (L3). In parole semplici, il NAT traduce l’indirizzo IP di origine o di destinazione mentre il traffico passa tra rete privata e rete pubblica.

Ad esempio, quando il traffico esce da una rete privata, il suo indirizzo IP privato viene tradotto in uno pubblico, e il traffico di ritorno viene ritradotto per raggiungere il sistema di partenza. Poiché il NAT traduce solo gli indirizzi IP, maschera le reti private ma gestisce il traffico esclusivamente su base uno a uno, consumando rapidamente indirizzi IP pubblici.

Che cos’è il PAT in ambito di rete

Con la crescita delle dimensioni della rete, la semplice traduzione uno a uno non basta più. Il Port Address Translation (PAT) risolve il problema modificando sia l’intestazione L3 sia quella L4: quest’ultima contiene i numeri di porta che indirizzano il traffico verso servizi specifici in esecuzione su un host.

L’architettura molti a uno del PAT consente a più dispositivi all’interno di una rete locale (LAN) di utilizzare un unico indirizzo IP pubblico. Questo rende il PAT adatto ad ambienti enterprise con molti dispositivi ma pochi indirizzi IP pubblici disponibili.

Differenze principali tra NAT e PAT nel flusso del traffico

Il NAT tradizionale è semplice: converte l’indirizzo IP privato di un dispositivo in un indirizzo IP esterno. Questa mappatura da indirizzo a indirizzo non deve distinguere tra connessioni simultanee provenienti dallo stesso host, il che ne semplifica il tracciamento.

Il PAT, invece, amplia il NAT traducendo e tracciando sia gli indirizzi IP sia le coppie di porte. Questa combinazione gli permette di identificare un abbinamento univoco di:

  • Indirizzo IP e porta di origine
  • Indirizzo IP e porta di destinazione
  • Protocollo

Il PAT consente a più sistemi interni di condividere un unico indirizzo IP pubblico, perché ogni connessione viene identificata dalla porta e non dal solo indirizzo IP. Per distinguere il traffico con precisione, però, il PAT monitora ogni sessione attiva, con un possibile aumento dell’utilizzo di risorse e della complessità nella risoluzione dei problemi.

Perché si preferisce il PAT al NAT

IPv4 mette a disposizione oltre 4,3 miliardi di indirizzi possibili, un numero considerato sufficiente al momento del suo rilascio, tra gli anni Settanta e i primi anni Ottanta. La rapida crescita dei dispositivi connessi a internet ha però portato all’esaurimento dello spazio di indirizzamento limitato di IPv4. La traduzione degli indirizzi è nata come soluzione alternativa, dando vita prima al NAT e poi al PAT.

Sia il NAT sia il PAT hanno permesso alle reti di crescere nonostante la disponibilità limitata di indirizzi IP pubblici. Oggi, tuttavia, la preferenza va al PAT per i motivi seguenti:

Gli indirizzi IPv4 pubblici sono scarsi

Con la diffusione capillare di internet, la disponibilità di indirizzi IP pubblici si è ridotta. Il NAT è stato introdotto per permettere alle reti private di accedere alle reti pubbliche, riducendo il consumo di indirizzi IP pubblici. Per via della sua architettura uno a uno, però, ha solo rinviato il problema della scarsità senza risolverlo davvero.

Poiché tecnicamente una porta di rete può supportare oltre 65.000 connessioni simultanee per protocollo, la traduzione delle porte è diventata un fattore chiave per ottenere scalabilità. È a questo punto che entra in gioco il PAT, che permette a migliaia di dispositivi di condividere un unico indirizzo IP pubblico.

Le aziende enterprise e gli ISP devono crescere

Le reti moderne devono supportare centinaia, se non migliaia, di dispositivi operando entro assegnazioni fisse di indirizzi pubblici. Il PAT supera questo limite consentendo la connettività di più sistemi interni attraverso un unico indirizzo IP pubblico.

Il PAT utilizza le porte del livello di trasporto, permettendo a un singolo indirizzo IP di supportare migliaia di connessioni per protocollo. Di conseguenza, le reti di grandi dimensioni non hanno bisogno di migliaia di indirizzi IP pubblici: per questo il PAT è il metodo di traduzione dominante nelle reti enterprise e dei service provider.

Implicazioni operative della traduzione di indirizzi e porte

Nella pratica, gli amministratori interagiscono con la traduzione in modo indiretto, attraverso regole firewall, log, acquisizioni di pacchetti e strumenti di troubleshooting. Sia la traduzione degli indirizzi sia quella delle porte modificano l’aspetto del traffico nei diversi punti della rete, influenzando visibilità e risoluzione dei problemi.

Progettazione delle regole firewall

In alcune reti, il traffico NAT e PAT può transitare solo se le regole firewall consentono la trasmissione del traffico tradotto. Ad esempio, anche se un indirizzo o una porta vengono tradotti correttamente, il traffico resta bloccato se il firewall non lo autorizza.

Le regole possono essere applicate prima o dopo la traduzione, oppure in più fasi lungo il percorso del traffico. Se vengono scritte senza tenere conto di NAT e PAT, i firewall possono consentire o bloccare connessioni in modo involontario, con una connettività incostante.

Correlazione dei log e attribuzione

La traduzione di porte e indirizzi di rete può far apparire più sistemi di una rete privata come un unico indirizzo IP pubblico. Ricondurre questi dati a un sistema specifico richiede di sapere come sono state assegnate le mappature di indirizzi e porte.

In quest’ottica, il logging deve registrare i dettagli del traffico sia prima sia dopo la traduzione. Senza queste informazioni, l’analisi delle cause principali e la risposta agli incidenti diventano più complicate.

Ispezione e tracciamento dei pacchetti

Le acquisizioni di pacchetti effettuate in punti diversi del percorso di traduzione mostrano informazioni di indirizzamento differenti. I pacchetti interni possono non corrispondere a quelli esterni, pur rappresentando lo stesso traffico.

Capire come funziona la traduzione aiuta gli amministratori a seguire con precisione il traffico attraverso i confini della rete, evitando conclusioni errate durante l’analisi.

⚠️ Aspetti a cui prestare attenzione

RischiPossibili conseguenzeCome rimediare
Indirizzi di origine inattesiGli amministratori possono identificare erroneamente i sistemi di origine, compromettendo la precisione del troubleshooting.Controlla le tabelle di traduzione per capire come gli indirizzi IP o le porte interne vengono mappati sugli indirizzi esterni.
Connessioni non riusciteLe connessioni intermittenti possono rendere incostante l’esperienza di navigazione e instabili le prestazioni di app e servizi.Verifica i limiti di sessione del PAT per capire se le procedure di traduzione stanno esaurendo le porte.
Log ambiguiLog incompleti rendono più difficile l’analisi degli incidenti per gli amministratori, allungando i tempi di risposta.Correla le porte di origine interne con le porte tradotte esterne, insieme ai timestamp
Problemi applicativiSessioni interrotte o connessioni cadute rallentano i flussi di lavoro degli utenti finali.Verifica se l’applicazione utilizza protocolli che possono risentire della traduzione o delle regole firewall.

Usa NinjaOne per gestire la traduzione di indirizzi di rete e porte

Il monitoraggio e gestione della rete di NinjaOne permette agli amministratori di gestire le attività legate alla traduzione degli indirizzi di rete grazie a un monitoraggio dettagliato dei dispositivi di rete e all’analisi del traffico.

  • Monitoraggio dei dati in tempo reale: sfrutta centinaia di condizioni di avviso per monitorare istantaneamente i dispositivi SNMP, incluso lo stato delle porte e la mappatura delle porte.
  • Monitoraggio SNMP personalizzato: ottieni visibilità completa su tutti i dispositivi gestiti con SNMP abilitato tramite template OID integrati o monitoraggio OID personalizzato, per una gestione proattiva dei dispositivi.
  • Implementazione di NetFlow: ricevi informazioni dettagliate sul traffico IP dai dispositivi connessi alla rete per individuare facilmente i sistemi problematici.
  • Strumento di rilevamento della rete: individua i nuovi dispositivi di rete collegati alla tua infrastruttura per semplificare i processi di gestione dei dispositivi.
  • Integrazione Syslog: monitora lo stato di hardware e software sui dispositivi di rete e regola le variabili per ridurre il rumore o per un logging dettagliato.

Scegliere tra NAT e PAT per le reti moderne

Sia il NAT sia il PAT aiutano i sistemi privati a connettersi a internet contribuendo a tutelare la privacy. Avere ben chiare le differenze tra i due metodi di traduzione aiuta gli amministratori a scegliere quale adottare per le infrastrutture di rete moderne.

Inoltre, conoscere il funzionamento di NAT e PAT aiuta gli amministratori a monitorare le metriche giuste e a risolvere i problemi in modo efficiente, con il contesto corretto. Affidati a NinjaOne per monitorare la traduzione di IP e porte e ottenere visibilità centralizzata e scalabile su tutte le reti gestite.

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FAQs

Il PAT viene spesso chiamato NAT overload, soprattutto nella documentazione dei fornitori. Entrambi i termini descrivono un metodo di traduzione in cui più dispositivi interni condividono un unico indirizzo IP pubblico, con i numeri di porta di origine che fungono da identificativo di ciascun sistema interno.

Né il NAT né il PAT sono nati come funzionalità di sicurezza. Anche se la traduzione di porte e indirizzi può mascherare gli indirizzi IP, la vera sicurezza dipende dalle regole firewall, dai controlli degli accessi e dal monitoraggio.

NAT e PAT possono ridurre l’esposizione al traffico in entrata non richiesto, ma non vanno considerati un sostituto di meccanismi di sicurezza dedicati.

Alcune applicazioni e alcuni protocolli inseriscono indirizzi IP o informazioni sulle porte all’interno del payload, oppure richiedono un indirizzamento end-to-end prevedibile. Queste applicazioni possono comportarsi in modo imprevisto quando il traffico attraversa NAT o PAT, a meno che la progettazione della rete non preveda accorgimenti specifici.

Con il PAT, più sistemi interni possono apparire come un unico indirizzo IP pubblico, complicando l’analisi dei log. Un’attribuzione accurata richiede spesso di correlare timestamp, porte tradotte e indirizzi interni.

Senza un logging dettagliato, individuare la vera origine di un’attività può risultare difficile durante il troubleshooting o la risposta agli incidenti.

IPv6 riduce la necessità di tradurre gli indirizzi, perché offre uno spazio di indirizzamento molto più ampio rispetto a IPv4. L’adozione di IPv6, però, non è universale e molte reti, soprattutto quelle legacy, si basano ancora su un’infrastruttura di rete IPv4: per questo NAT e PAT restano necessari ancora oggi.

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