Un processo di onboarding strutturato e incentrato sugli strumenti è fondamentale quando assumi nuovi tecnici per un ambiente MSP (Managed Service Provider). Gli MSP si basano molto sull’utilizzo costante di piattaforme come RMM, PSA, documentazione e sistemi di sicurezza.
Pertanto, l’ onboarding dei tecnici dovrebbe essere personalizzato in base all’utilizzo di questi strumenti fondamentali per accelerare i tempi di avvio, ridurre gli errori costosi e infondere fiducia sia nei tecnici che nei clienti.
Continua a leggere per scoprire come costruire un processo di onboarding basato sugli strumenti per i nuovi tecnici MSP.
Cosa deve essere incluso nella formazione per l’onboarding?
Il programma di formazione dei tecnici MSP deve prevedere fasi strutturate per guidare i nuovi assunti attraverso i passaggi senza sommergerli di informazioni. Ogni fase deve basarsi sulla precedente, partendo dall’accesso di base fino alla padronanza degli strumenti.
Ecco una guida per le fasi e le azioni generali da includere nel processo di formazione:
Fase 1: Preparazione pre-onboarding
La preparazione è fondamentale per il successo dell’onboarding. Prima dell’arrivo del tecnico, è necessario gettare le basi per una prima settimana senza intoppi.
- Accesso agli strumenti di fornitura:
- Crea account nei sistemi PSA, RMM,Knowledge base (KB) e sicurezza.
- Testa ogni login per assicurarti che non si verifichino reset di password o problemi di MFA il primo giorno.
- Applica le corrette autorizzazioni basate sui ruoli per evitare errori di accesso o privilegi non necessari.
- Consegnare una mappa degli strumenti:
- Condividi riferimenti rapidi con nomi di strumenti, URL di accesso e metodi di autenticazione.
- Spiega brevemente lo scopo di ogni strumento (ad esempio, PSA = ticketing + time tracking, RMM= monitoraggio remoto + automazione).
- Fornisci un diagramma visivo che mostri il collegamento degli strumenti nel flusso di lavoro complessivo.
Fase 2: Presentazione degli strumenti il primo giorno
Il primo giorno stabilisce il tono della fiducia di un tecnico. Crea subito familiarità e fiducia.
- Fornisci dimostrazioni guidate.
- Guidali attraverso i processi di login, le fasi MFA e le dashboard.
- Mostragli la navigazione di base, dai menu e dalle funzionalità di ricerca alle scorciatoie e alle sezioni di aiuto.
- Assegna compiti di avviamento.
Fase 3: Moduli strumento basati sui ruoli
Dopo l’esposizione iniziale, la formazione deve essere approfondita con moduli specifici per il ruolo del tecnico.
- Formazione PSA
- Crea nuovi ticket con categorizzazione.
- Stabilisci le priorità in base agli SLA e, se necessario, procedi all’escalation.
- Traccia il tempo in modo accurato.
- Utilizza le note di ticket e i commenti interni.
- Formazione RMM
- Avvia sessioni remote sicure.
- Applica script per automatizzare le attività.
- Leggi le dashboard di integrità del sistema e interpreta gli avvisi.
- Documenta i risultati per la tracciabilità.
- Formazione sulla documentazione
- Modifica le voci della KB esistenti con una formattazione adeguata e un controllo della versione.
- Crea nuova documentazione.
- Collega gli articoli KB ai ticket.
- Formazione sugli strumenti di sicurezza
- Identifica le diverse gravità degli avvisi e le azioni richieste.
- Segnala gli eventi sospetti agli ingegneri senior o ai team SOC.
Fase 4: Consapevolezza dell’integrazione del sistema
Evita la confusione mostrando ai nuovi assunti come gli strumenti si interconnettono per supportare flussi di lavoro continui.
- Mostra un flusso di lavoro completo. Per esempio:
- Un ticket entra nel PSA.
- Lo strumento RMM viene utilizzato per collegarsi in remoto e risolvere il problema.
- La documentazione è stata aggiornata per riflettere la correzione per riferimento futuro.
- Gli avvisi di sicurezza, se correlati, vengono registrati e gestiti in modo appropriato.
- Spiega l’automazione basata sui trigger (ad esempio, i ticket PSA attivano automaticamente gli script nell’RMM).
- Evidenzia le dipendenze (ad esempio, se i dati non sono registrati correttamente in un sistema, possono interrompere le segnalazioni o le escalation in altri).
Fase 5: Feedback e check-in
Infine, i tecnici possono imparare attraverso i feedback costruttivi. Assicurati di rafforzare l’apprendimento e di colmare le lacune di conoscenza fin dalle prime fasi del processo.
- Programma una riunione di fine settimana:
- Programma una breve riunione per chiedere cosa è chiaro e cosa è confuso.
- Esamina i primi ticket o compiti reali di un tecnico e fornisci un feedback costruttivo.
- Chiarisci eventuali errori nell’uso degli strumenti per evitare che si formino cattive abitudini.
- Assegnare un collega che faccia da “buddy”:
- Affianca il nuovo tecnico a un collega di pari livello per una guida meno formale e quotidiana.
- Assicurati che il “buddy” si presenti almeno una volta al giorno durante le prime due settimane.
- Avviare un ciclo di feedback continuo.
- Utilizza sondaggi o check-in rapidi per verificare il loro livello di comfort.
- Regola il ritmo della formazione se un tecnico è in difficoltà.
Automazione opzionale
Evita di perdere tempo e di essere troppo duro con i nuovi assunti quando incontrano ostacoli dovuti a login non funzionanti o sistemi offline durante la formazione. È una buona idea utilizzare l’automazione per convalidare il funzionamento degli strumenti critici prima di iniziare l’onboarding. Considera di iniziare con uno script PowerShell, come quello che segue:
$tools = @{
“PSA” = “https://psa.domain.com/health”;
“RMM” = “https://rmm.domain.com/health”;
“KB” = “https://kb.domain.com/health”
}
foreach ($tool in $tools.GetEnumerator()) {
try {
Invoke-RestMethod -Uri $tool.Value -TimeoutSec 5 | Out-Null
Write-Host “$($tool.Key) is accessible”
} catch {
Write-Host ” Unable to access $($tool.Key)”
}
}
Questo script esegue il ping sull’integrità dei sistemi critici degli endpoint, tra cui PSA, RMM e KB. Controlla se ogni strumento è accessibile e reattivo entro un periodo di timeout definito. I risultati vengono visualizzati immediatamente, avvisando il team di onboarding se un sistema non è disponibile.
⚠️ Cose da tenere d’occhio
Rischi | Potenziali conseguenze | Azioni correttive |
| Sovraccarico di informazioni |
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| Consegna di onboarding incoerente |
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| Mancanza di applicazioni reali (la formazione è troppo teorica) |
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| Mancato aggiornamento dei contenuti di onboarding |
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Idee fondamentali per creare fiducia attraverso un onboarding incentrato sullo strumento
L’onboarding dei dipendenti, soprattutto per i tecnici, è spesso generalizzato e affrettato. Questo scenario può portare i nuovi assunti a non essere sicuri di come navigare nei sistemi che utilizzeranno quotidianamente sul lavoro. Per garantire che possano eccellere nelle loro posizioni e fornire un servizio coerente, dovranno concentrarsi sulla padronanza degli strumenti, tra cui PSA, RMM, documentazione, ticketing e piattaforme di sicurezza. Ecco alcuni dei principi fondamentali da seguire:
L’onboarding deve essere specifico per ogni strumento.
Un onboarding generico crea inutili lacune che i tecnici dovranno colmare autonomamente. Per evitare questo problema, è necessario concentrarsi sulla formazione dei nuovi assunti su piattaforme specifiche, sottolineando come questi strumenti si inseriscano nei loro flussi di lavoro quotidiani. Questa concentrazione può ridurre le congetture e stabilire aspettative chiare.
L’orientamento alla pratica accelera la competenza.
Imparare solo osservando non è sufficiente. È sempre meglio far sperimentare ai nuovi assunti attività pratiche semplici ma significative durante il training sull’assistenza IT, come la chiusura di un ticket o la creazione di un rapporto tecnico di base. Questi compiti consentono loro di familiarizzare con lo strumento e di ridurre l’ansia, soprattutto quando i compiti relativi a quello strumento verranno svolti in un secondo momento.
Concentrati sulla fiducia, sull’efficienza e sulla coerenza fin dall’inizio.
Fai in modo che i nuovi tecnici si sentano equipaggiati e supportati per aumentare la loro fiducia. Inoltre, li incoraggerà a diventare più efficienti nel loro lavoro, portando a una maggiore coerenza all’interno del team. Questa coerenza rafforza il rapporto MSP-cliente.
Quick-Start Guide
Approccio all’onboarding di NinjaOne per i nuovi tecnici:
1. Programma di formazione strutturato
I nuovi assunti sono sottoposti a un periodo di formazione di tre settimane. Focus su:
2. Programma di mentoring
Aiuta i nuovi assunti a svilupparsi:
3. Elementi di formazione incentrati sugli strumenti
Guide di formazione su Workramp che coprono:
4. Processo di certificazione
Il sillabo per la certificazione di tecnico NinjaOne comprende:
5. Supporto continuo
Best practice per un onboarding sostenibile degli strumenti
Il processo di onboarding del supporto IT deve essere ripetibile e consapevole dei ruoli, in quanto gli strumenti e le operazioni si evolvono continuamente. Ecco alcune best practice per garantire la sostenibilità e la scalabilità:
- Mantenere la coerenza tra il personale: Utilizza lo stesso modulo strutturato per ogni ruolo per garantire che i tecnici seguano gli stessi flussi di lavoro ed evitare confusione ed errori.
- Adattamento a diversi ruoli: Personalizza i percorsi degli strumenti per i diversi tecnici (come L1, Tier 2, ingegneri di progetto ed esperti di sicurezza) per garantire una formazione sempre pertinente ed efficiente.
- Scaglionare l’erogazione della formazione: È bene ritmare le sessioni di allenamento su più giorni. Questo ritmo consente ai tecnici di applicare le nuove conoscenze in compiti reali prima di passare a funzionalità più complesse.
- Creare una documentazione just-in-time: Fornisci guide concise e consultabili, come una sezione “Consigli per gli strumenti”, per compiti specifici, al fine di ridurre la dipendenza dal personale senior e sostenere l’autosufficienza.
- Misurare l’efficacia dell’onboarding: Come per ogni altro processo aziendale, dovrai tracciare e misurare le metriche specifiche di onboarding (come il tempo di avvio, i tassi di risoluzione dei ticket e i punteggi di fiducia auto-dichiarati) per perfezionare e migliorare il programma in seguito.
- Revisione e aggiornamento trimestrale: È necessario effettuare revisioni periodiche in base all’evoluzione degli strumenti, all’introduzione di nuove funzionalità e al cambiamento delle esigenze dei clienti. I leader possono quindi aggiornare i materiali di formazione, rinfrescare la documentazione e incorporare i feedback degli ultimi assunti.
Idee di integrazione della piattaforma NinjaOne
Il processo di onboarding può essere più efficiente e scalabile se automatizzato. Gli MSP che utilizzano NinjaOne possono incorporare il flusso di lavoro di onboarding nella piattaforma per garantire che l’accesso agli strumenti, il monitoraggio dei progressi e il controllo delle prestazioni avvengano in modo coerente.
Ecco alcune idee di integrazione:
- Utilizza NinjaOne per automatizzare il provisioning delle credenziali degli strumenti e tracciare l’onboarding tramite tag (ad esempio, “PSA_GotIt”, “RMM_Completed”) per ottenere rapidi indicatori visivi dei progressi.
- Distribuire agenti o script preconfigurati per avviare l’accesso RMM o l’impostazione della KB direttamente sulle workstation dei tecnici.
- Monitora l’utilizzo dei nuovi account e lascia che NinjaOne generi avvisi se le fasi di onboarding sono incomplete.
- Offri dashboard che mostrano lo stato di onboarding tra gli strumenti e il personale, in modo che i leader possano identificare rapidamente i colli di bottiglia e fornire un supporto mirato dove necessario.
Onboarding che crea tecnici (e fiducia)
Concentrati su una formazione strutturata e basata sui ruoli può aiutare gli MSP a trasformare i nuovi assunti in tecnici affidabili e pronti per il settore. Questo tipo di onboarding, abbinato a best practice sostenibili e alla gestione del rischio, garantisce fiducia e un buon servizio fin dal primo giorno. Con il giusto approccio, i nuovi tecnici possono rafforzare la fiducia dei clienti e portare al successo aziendale.
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