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Le 10 principali sfide del patch management nel 2026

di Lauren Ballejos, IT Editorial Expert   |  
translated by AnaMaria Diaconescu
Le 10 principali sfide del patch management banner del blog

Riepilogo

Questo post del blog NinjaOne offre un elenco completo di comandi CMD di base e un’analisi approfondita dei comandi di Windows con oltre 70 comandi cmd essenziali sia per i principianti che per gli utenti avanzati. La guida si propone si piegare in modo pratico i comandi del prompt dei comandi per la gestione dei file, la navigazione nelle directory, la risoluzione dei problemi di rete, le operazioni su disco e l’automazione, con esempi reali per migliorare la produttività. Che tu voglia imparare i comandi cmd fondamentali o padroneggiare gli strumenti avanzati della CLI di Windows, questa guida ti aiuterà a utilizzare il Prompt dei comandi in modo più efficace.

Punti chiave

  • Il patch management è ancora rilevante nel 2026, poiché la criminalità informatica aumenta, le violazioni dei dati espongono miliardi di record e i sistemi non patchati rimangono i principali rischi per la sicurezza.
  • Le 10 principali sfide di patch management del 2026 e possibili soluzioni:
    • Processi di patching che richiedono tempo: Automatizza il patching per ridurre i ritardi, gli errori manuali e lo spreco di risorse IT.
    • Mancanza di visibilità degli endpoint: Utilizza strumenti di monitoraggio degli endpoint per garantire che ogni dispositivo sia individuato, monitorato e patchato.
    • L’aumento della forza lavoro ibrida e remota: Implementa il monitoraggio e la gestione remota per applicare le patch ai dispositivi fuori dall’ufficio.
    • Carenza di personale IT: Compensa il personale limitato automatizzando i flussi di lavoro delle patch e applicando l’intelligenza artificiale per le attività di routine.
    • Diversi tipi di sistemi e applicazioni: Adotta un patch management multipiattaforma per supportare Windows, macOS, Linux e applicazioni di terze parti.
    • Frequenza degli aggiornamenti software: Programma le patch in modo flessibile in modo da dare priorità agli aggiornamenti urgenti, riducendo al minimo le interruzioni dell’attività.
    • Problemi di compatibilità: Innanzitutto, testa le patch in ambienti controllati per evitare tempi di inattività e conflitti di sistema.
    • Resistenza degli utenti agli  aggiornamenti: Educa gli utenti finali all’importanza delle patch e della distribuizione degli aggiornamenti nelle ore non di punta.
    • Vulnerabilità di sicurezza nelle applicazioni di terze parti: Utilizza uno strumento di patch management di terze parti per mantenere le applicazioni monitorate e aggiornate regolarmente.
    • Reporting e monitoraggio inadeguati: Centralizza la reportistica per monitorare lo stato delle patch, garantire la conformità e individuare rapidamente le lacune.
  • Uno strumento robusto e completo come NinjaOne può aiutare a mitigare i problemi di patch fornendo una soluzione automatizzata, centralizzata e intelligente per l’intero ambiente IT di un’organizzazione.

Da Microsoft a Samsung, anche le aziende più importanti nel settore della tecnologia si trovano spesso ad affrontare le conseguenze dei software non patchati, tra cui violazioni di sicurezza, furti di dati e perdite di risorse. Le patch sono importanti per il successo e la sicurezza di un’infrastruttura IT; tuttavia, il patch management non è affatto un’attività facile da gestire. Tra 2026le principali sfide legate al patch management ci sono la mancanza di visibilità degli endpoint, i processi di patching che richiedono molto tempo, la carenza di personale IT, la gestione di una forza lavoro ibrida o remota, la necessità di applicare patch a sistemi diversi e altro ancora.

Riduci le lacune del patch management con una soluzione solida di gestione degli endpoint.

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Che cos’è il patch management?

Il patch management è una pratica di cybersecurity che coinvolge processi sistematici, come l’inventario e l’individuazione delle risorse IT, l’identificazione e la valutazione delle nuove patch rilasciate dai fornitori, la prioritizzazione delle patch in base al rischio, il test delle patch, la distribuzione, la verifica e il monitoraggio continuo. L’obiettivo principale di queste fasi del ciclo di vita è migliorare le prestazioni del sistema e dell’applicazione di un’organizzazione correggendo costantemente i bug e chiudendo le vulnerabilità di sicurezza.

Perché il patch management sta diventando sempre più popolare

Nel 2024, la violazione National Public Data ha esposto circa 2,9 miliardi di record in tutti gli Stati Uniti/Regno Unito/Canada, comprese informazioni personali sensibili. Si tratta di un dato sconvolgente dal punto di vista aziendale e della privacy e di migliaia di statistiche simili che evidenziano chiaramente un fatto: la criminalità informatica è in aumento. Per questo motivo, anche il patch management è in aumento quest’anno, diventando un’importante area di attenzione per tutti i professionisti IT.

Le 10 principali sfide del patch management 2026 e come superarle

La tecnologia è in continua evoluzione, il che significa che anche le sfide che accompagnano i progressi tecnologici cambiano. Ecco perché abbiamo raccolto le principali sfide di patch management di quest’anno. Inoltre, ti forniamo anche modi per aggirare ognuna di queste sfide.

Guarda il nostro video sugli errori di patch management e su come evitarli.

1. Processi di patch che richiedono tempo

Ivanti afferma che “il 71% dei professionisti IT e della sicurezza ritiene che il patching sia eccessivamente complesso e richieda molto tempo.” Molte di queste complessità possono essere attribuite a strumenti inefficienti che comunemente portano i team IT a eseguire patch manuali.

L’applicazione manuale delle patch su ogni dispositivo della rete non è solo frustrante e lenta, ma anche molto inefficiente per le grandi organizzazioni. Senza la giusta soluzione di patching, i team IT hanno difficoltà ad applicare le patch e a proteggere gli endpoint tempestivamente.

Soluzione: Automatizza i processi per rendere il patching più veloce e più efficiente

L’automazione è il modo migliore per rendere il patching più rapido, semplice ed efficiente. Il patch management automatizzato offre altri vantaggi, come la riduzione degli errori manuali di patch, la semplificazione del reporting e il rafforzamento della sicurezza. Se il tuo attuale sistema di patch management richiede molto tempo e troppo impegno, l’automazione è la soluzione che fa per te.

2. Mancanza di visibilità degli endpoint

Senza la visibilità degli endpoint, è impossibile applicare le patch a tutti i dispositivi su una rete. I professionisti IT hanno bisogno di una visione chiara del loro ambiente IT per applicare con successo le patch a tutti gli endpoint. La visibilità degli endpoint non solo supporta le attività di patching, ma aiuta anche la sicurezza della rete, essendo la prima fase di un processo di monitoraggio e gestione della rete.

Soluzione: Imposta sistemi di gestione degli endpoint per migliorare la visibilità

La visibilità degli endpoint è importante per proteggere i dati, ma è anche un fattore chiave per qualsiasi sistema di patch management. Devi essere in grado di vedere tutti gli endpoint della rete per poterli applicare. I sistemi di monitoraggio e gestione degli endpoint forniscono una visione chiara dell’infrastruttura IT e dei suoi endpoint, migliorando la visibilità e garantendo che nessun dispositivo rimanga a lungo inosservato e privo di patch.

3. L’aumento della forza lavoro ibrida e remota

Il lavoro a distanza è salito alle stelle dopo il 2020 e ha continuato ad aumentare negli anni successivi, contrariamente a quanto previsto da alcuni esperti dopo la pandemia. “Più della metà dei lavoratori (il 64%) opera completamente da remoto. Si tratta di un aumento significativo rispetto al 2022, quando la percentuale era del 49%.” Sebbene al momento gli ambienti ibridi non siano così popolari come gli ambienti completamente remoti, sono in aumento.

A causa dell’aumento del lavoro remoto e ibrido, gli endpoint sono dispersi ovunque. Questo rende il patching ancora più impegnativo di prima, poiché i team IT dovranno trovare e accedere ai dispositivi, per applicare le patch da remoto.

Soluzione: Monitora e gestisci tutti i dispositivi e le forze lavoro remote

Secondo le più recenti best practice per il patching remoto, il monitoraggio e la gestione costante dei dispositivi remoti e del loro stato in termini di patch è essenziale per il successo di un programma di patch management. Con uno strumento di monitoraggio e gestione remota, i team IT possono avere una visione d’insieme degli ambienti IT remoti o ibridi per applicare le patch a tutti i dispositivi della rete.

Consulta la nostra guida alle best practice BYOD e proteggi i tuoi dati.

4. Carenza di personale IT

Purtroppo non è un segreto che ci sia carenza di professionisti IT, in particolare nei settori della sicurezza e dell’assistenza IT. Diverse aziende si stanno affidando anche all’IA che, se non integrata correttamente nella gestione IT, non sostituisce completamente le competenze umane nella convalida delle patch, nella gestione delle eccezioni e nelle decisioni strategiche su rischi e conformità.  Questi fattori incidono in particolare sugli MSP, che hanno lavoro in arrivo ma non hanno il personale necessario per fornire i loro servizi di patch.

Soluzione: Automatizza i processi di patching di base per compensare la mancanza di personale

Esistono diverse strategie per risolvere la carenza di talenti tecnologici e IT, come questa lista di controllo proposta da diversi CIO; tuttavia, una delle soluzioni più semplici, rapide ed efficaci non è l’assunzione di nuovo personale, ma l’utilizzo dell’automazione. L’automazione non solo supporta la conformità delle patch, ma aiuta anche gli MSP e i reparti IT a lavorare senza problemi anche con personale limitato.

5. Sistemi e applicazioni diversi

Molte organizzazioni operano utilizzando diversi sistemi e applicazioni. Ciò significa che i professionisti IT dovranno essere in grado di applicare patch a diversi sistemi operativi, come Linux, macOS e Windows, nonché a diverse applicazioni di terze parti. Come puoi immaginare, applicare le patch a tutti questi sistemi può diventare una vera e propria seccatura, soprattutto se non utilizzi uno strumento di patch management che non si occupa di sistemi diversi.

Soluzione: Scegli una soluzione di patch management che funzioni con diversi sistemi/applicazioni

Poiché i professionisti e le organizzazioni IT lavorano con diversi sistemi, i reparti IT e gli MSP hanno bisogno di uno strumento di patch management in grado di gestire questi sistemi e applicazioni. Ad esempio, con NinjaOne Patching, gli utenti possono applicare patch a dispositivi Linux, macOS e Windows, oltre che a centinaia di applicazioni aziendali comuni.

6. Frequenza degli aggiornamenti software

I continui aggiornamenti software possono essere impegnativi per i team IT. Questo può comportare delle difficoltà nel tenere il passo con i requisiti di patching per garantire la sicurezza e l’aggiornamento dei sistemi.

Soluzione: Implementa un solido sistema di pianificazione degli aggiornamenti

Un modo efficace per affrontare questa sfida è utilizzare uno strumento di patch management come NinjaOne, che consente una pianificazione versatile degli aggiornamenti. Una soluzione di patch management che offra una pianificazione flessibile degli aggiornamenti aiuta i team IT a pianificare e dare priorità agli aggiornamenti urgenti, assicurando che le patch critiche vengano applicate tempestivamente e riducendo al minimo le interruzioni delle operazioni aziendali.

7. Problemi di compatibilità

Le patch che causano conflitti possono portare a problemi di compatibilità. Queste patch potrebbero non essere adatte ai software o all’hardware esistenti. I problemi di compatibilità causati da queste patch possono comportare tempi di inattività e interrompere le operazioni aziendali.

Soluzione: Testa le patch in un ambiente controllato prima della distribuzione

È sempre importante stabilire un protocollo di test in cui le patch vengono applicate a un sottoinsieme controllato di sistemi. Questa strategia aiuta a identificare e risolvere i problemi di compatibilità prima della distribuzione. Non solo, il test delle patch aiuta anche i team IT a risparmiare tempo e a prevenire i tempi di inattività.

8. Resistenza degli utenti agli aggiornamenti

Gli sforzi di patching sono influenzati dalla resistenza degli utenti finali rispetto agli aggiornamenti importanti. Alcuni tendono a ritardare la distribuzione delle patch per evitare tempi di inattività, modifiche al comportamento del sistema o riduzioni della produttività. Questo problema blocca aggiornamenti significativi e importanti operazioni di patching che possono essere fondamentali per la sicurezza del sistema.

Soluzione: Comunica l’importanza e i vantaggi degli aggiornamenti

Secondo una ricerca Ponemon, il 60% delle violazioni dei dati avviene perché non è stata applicata una patch di sicurezza. Alcuni di essi possono essere dovuti alla resistenza dell’utente finale. Per mitigare la sfida, le organizzazioni e i team IT devono informare gli utenti finali sull’importanza di applicare gli aggiornamenti di sicurezza e funzionalità per ridurre la resistenza. Questo può essere fatto attraverso la formazione, l’educazione dei dipendenti, una comunicazione chiara e il supporto. Sarebbe inoltre utile pianificare l’applicazione delle patch in orari non di punta per ridurre al minimo le interruzioni del flusso di lavoro.

9. Vulnerabilità di sicurezza nelle applicazioni di terze parti

Le applicazioni di terze parti possono rappresentare un rischio per l’intera rete introducendo vulnerabilità di sicurezza. Se queste applicazioni non vengono regolarmente patchate o aggiornate, la rete può essere soggetta all’iniezione di malware, all’accesso non autorizzato e alla violazione dei dati.

Soluzione: Utilizza una soluzione completa per il patch management delle app terze parti

Uno strumento come il patch management per app terze parti di NinjaOne può aumentare la sicurezza degli endpoint garantendo che le applicazioni siano monitorate e aggiornate regolarmente. L’implementazione di uno strumento di questo tipo che si occupa del patching delle applicazioni di terze parti elimina il rischio di vulnerabilità di sicurezza nelle applicazioni di terze parti.

10. Reporting e monitoraggio inadeguati

Per i team IT è fondamentale sapere quali sistemi sono già stati patchati e quali no. Tuttavia, un reporting e una tracciabilità inadeguate possono causare colli di bottiglia in questa impresa, portando a potenziali lacune nella sicurezza e all’esposizione a vulnerabilità.

Soluzione: Implementa strumenti avanzati di reporting e monitoraggio

Un conto è disporre di uno strumento che permetta un patch management efficace. Tuttavia, la possibilità di gestire fattori come il monitoraggio delle patch mancanti e la loro installazione, nonché la generazione di report sulle patch, il tutto in un’unica console centralizzata, può aiutare in modo significativo i team IT a garantire la conformità e a identificare rapidamente i sistemi non patchati.

Per ulteriori informazioni su queste sfide, guarda il nostro video: Le principali sfide legate al patch management.

Automatizza, dai la priorità e distribuisci le patch su tutti i dispositivi con facilità. 

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Semplifica il patch management con NinjaOne

Poiché queste sfide di patching non scompariranno presto, avrai bisogno di uno strumento di patch management in grado di gestire e risolvere facilmente le sfide in evoluzione. La soluzione di patch management e il software RMM di NinjaOne consentono agli utenti di automatizzare i processi di patching, ottenere visibilità sugli endpoint, monitorare e gestire da remoto i dispositivi e applicare patch a vari sistemi e applicazioni. Grazie a queste funzionalità e ad altre ancora, è chiaro perché NinjaOne sia stato inserito al primo posto tra i migliori strumenti di patch management. Inizia una prova gratuita di NinjaOne per superare i tuoi problemi di patching.

FAQs

Le principali sfide di patch management nel 2026 tra le cause ci sono i processi lunghi, la mancanza di visibilità degli endpoint, la carenza di personale IT, l’aumento della forza lavoro ibrida e remota, i frequenti aggiornamenti del software, i problemi di compatibilità, le vulnerabilità di terze parti e l’inadeguatezza della reportistica e del monitoraggio.

Con l’aumento della criminalità informatica e delle violazioni di dati su larga scala, il patch management è diventato una pratica fondamentale per la cybersecurity, al fine di colmare le lacune nella sicurezza, ridurre le vulnerabilità e proteggere le attività aziendali da costosi tempi di inattività e attacchi.

L’automazione riduce l’impegno manuale, velocizza la distribuzione, riduce al minimo gli errori di patch e garantisce l’applicazione delle patch in modo coerente su tutti i dispositivi. Gli strumenti di patch management automatizzato aiutano anche le organizzazioni a far fronte alla carenza di personale IT.

I team IT possono utilizzare strumenti di monitoraggio e gestione remota (RMM) per ottenere visibilità sugli endpoint, monitorare lo stato delle patch e distribuire gli aggiornamenti su dispositivi sparsi in ambienti ibridi o completamente remoti.

L’utilizzo di una soluzione di patch management che supporti più sistemi operativi (Windows, macOS, Linux) e applicazioni di terze parti garantisce una copertura uniforme ed elimina i punti ciechi della sicurezza in ambienti IT diversi.

Le organizzazioni dovrebbero testare le patch in ambienti controllati prima di distribuirle su larga scala. In questo modo eviti i tempi di inattività, riduci il rischio di conflitti software e garantisci un rollout delle patch senza problemi.

L’intelligenza artificiale è sempre più utilizzata per automatizzare le attività di patch di base, assistere nella prioritizzazione dei rischi e generare informazioni per la conformità delle patch. Tuttavia, l’IA integra le competenze umane piuttosto che sostituire completamente i professionisti IT nella patch management.

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